4 giugno 2017 – Pentecoste

Letture del giorno (At 2,1-11 / Sal 103 / 1Cor 12,3-7.12-13 / Gv 20,19-23)

Non so se vi siete resi conto ma se avete ascoltato bene le letture avrete visto che lo Spirito si manifesta in tanti modi diversi.
Se avete ascoltato il Vangelo, Gesù appare (sono chiusi nella stanza), e soffia, e dà lo Spirito Santo. Quindi con grande leggerezza il Signore manda il suo Spirito che è Vita nella vita di questi uomini e dà il coraggio, poi, di andare.
Negli Atti degli Apostoli, nella prima lettura, invece, c’è un grande boato, e questi uomini escono fuori parlando lingue diverse: “Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano”.
Siamo lontani dal soffio.
Nella seconda lettura, invece, quella di San Paolo: San Paolo dice che l’azione dello Spirito Santo si manifesta in ciascuno secondo i suoi doni, i suoi carismi, i suoi ministeri, le sue attività, tutto diverso. Ognuno secondo la sua ricchezza.
E infine anche il nostro Salmo parla di Spirito Santo, e in esso abbiamo lo Spirito Santo che riempie tutta la terra, che è un po’ ovunque.
Queste descrizioni così diverse che significano? Che ci hanno mentito?
No.
Semplicemente che forse noi siamo quelli che non si rendono conto di questa presenza nella nostra vita. Quante volte si parla di Dio Padre, di Gesù Cristo, e quanto poco si parla dell’azione dello Spirito Santo nella nostra vita!
Riflettete un attimo: quanti di voi lo pregano realmente?
L’unica volta, per alcuni, che viene nominato è quando fanno il segno della croce: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.
All’ascensione, Gesù, salendo al cielo ha detto: “Non vi lascio da soli, vi mando il Consolatore”.
Lo Spirito Santo dovrebbe essere quello che accompagna la nostra vita. Invece se ci guardiamo bene vediamo che molti di noi sono dei cristiani paurosi, sono rimasti nella stanza chiusi a chiave, non hanno sentito il boato, il vento che entrava impetuoso nella casa. Non hanno sentito il soffio di Cristo che mandava lo Spirito. Non contemplano il mondo rendendosi conto della presenza dello Spirito Creatore.
Siamo ciechi, sordi, orgogliosi, e non accettiamo di essere guidati dallo Spirito.
A tutti i livelli.
Abbiamo bisogno di renderci conto che da soli non ce la facciamo, che abbiamo bisogno di questo Spirito per guidarci. E che questo Spirito non ci toglie niente, ma invece ci arricchisce, perché ci dà la vera libertà, non saremo più uomini e donne paurosi, come lo siamo adesso. Ci darà la direzione di cui ciascuno di noi ha bisogno nella sua vita, sennò perdiamo il cammino. Ci darà i frutti dello Spirito che ci permetteranno di costruire un mondo migliore.

Allora perché ci neghiamo questo regalo? Solo per orgoglio? Solo perché vogliamo decidere noi?
Lasciamoci pendere da questo Spirito, proviamo ogni mattina a dire una piccola preghiera allo Spirito Santo chiedendogli di guidare la nostra vita. Proviamo a vedere cosa significa.
Basterebbe anche solo una frase: “Vieni Santo Spirito, guida la mia giornata”.
Affidare a lui la nostra vita, la nostra giornata, le nostre azioni di tutti i giorni.
Proviamo solo questa frase, e sono sicuro che se detta con fede cambierà la nostra vita.
Ieri abbiamo pregato per la nostra comunità, perché questo fuoco dello Spirito possa infuocare i cuori di tutti noi. Questa comunità ha bisogno di Spirito Santo. Non perché è peggiore delle altre, ma perché sempre abbiamo bisogno di sentire dentro di noi la presenza del Signore.
Allora chiediamo che possa infuocare realmente i nostri cuori, perché saremo cristiani diversi, saremo uomini e donne senza paura, che porteranno avanti quello che il Signore ci ha lasciato, che sarà tutta la ricchezza di doni che il Signore ha dato a ciascuno di noi, e ne siamo ricchi, ne abbiamo tanti.
Se Lui prende possesso della nostra vita non ci toglie nulla, ma è vero il contrario: ci rende quello che dobbiamo essere.
E se siamo quello che dobbiamo essere infuocheremo il mondo.
Amen.

Omelia del 6 giugno 2017 in formato pdf