MESSAGGIO AI MALATI PER IL S. NATALE 2018

Carissimi, è arrivato un nuovo Natale; sicuramente un Natale diverso, se è segnato dalla malattia, da un ricovero, da un momento di prova. 
Come Vescovo ausiliare di Roma delegato per la pastorale della salute, voglio esprimere in particolare ai malati tutta la vicinanza della Chiesa.
La vita, nella prova della malattia, si riempie di piaghe aperte, fisiche o spirituali…

Nella notte di Betlemme Maria e Giuseppe hanno trovato tante porte chiuse, se non una grotta per animali, un luogo inopportuno per far nascere un bambino. Quell’unico luogo aperto può diventare segno delle nostre ferite aperte, che ci fanno male, ma che sono anche un grido del cuore che dice a Maria e a Giuseppe: “Venite, entrate! Qui c’è posto per voi… Non ho nulla da offrirvi, se non la mangiatoia del mio dolore e della mia sofferenza!” Il Figlio di Dio viene, nasce, trova spazio, in questo contesto disagiato e ci illumina di Speranza: le piaghe del cuore si possono rimarginare con la certezza di un Dio che vi entra dentro, per condividere la nostra fragilità e ridarci vita. A Lui, a cui chiediamo la guarigione del corpo e dell’anima, affidiamo di nuovo la nostra vita di oggi, così com’è, perché ci dia salute e salvezza.

Nel Bambino di Betlemme, Dio ci viene incontro. Tendiamogli le braccia, per sostenerlo e per essere sostenuti dalla Sua sorprendente Semplicità. Vi benedico con affetto,
+ Paolo Ricciardi