10 novenbre 2019 XXXII domenica del tempo ordinario

Oltre

il Vangelo di oggi viene introdotto dalla prima lettura. Avete sentito nella prima lettura questi fratelli che vengono torturati perché credono nella resurrezione, e fino alla morte rimangono convinti da questa idea. E il tema di questo Vangelo, come avete sentito, è proprio la resurrezione.

I sadducei non credevano nella resurrezione. C’è stato, alcuni anni fa, un sondaggio all’uscita di una chiesa, in cui chiedevano alla gente se credevano nella resurrezione. La grande sorpresa è stata che molti di loro non ci credevano: per loro era un simbolo, era una cosa, insomma, vaga, irreale..

Il problema è che non si può essere cristiani se non crediamo nella resurrezione. La resurrezione è la base di quello in cui crediamo. E’ questo che ci permette di vedere la vita come il cristiano la dovrebbe vedere. Cioè se ignoriamo la resurrezione, come dice chiaramente san Paolo, tutto quello in cui crediamo è vano; e siamo proprio ridicoli, quasi: infatti, perché dovremmo seguire tutto quello che Gesù ci ha insegnato fino ad adesso, se non crediamo nella resurrezione? La resurrezione ci dà un orizzonte che, se non ce l’abbiamo, tutto crolla. Tutto crolla, realmente. Continua a leggere

3 novembre 2019 XXXI domenica del tempo ordinario

Oggi devo fermarmi a casa tua

Gesù sta camminando in questo paesino che si chiama Gerico. La folla gà conosce Gesù, la gente ha sentito parlare di lui e tutti vengono per cercare di vederlo. C’è quindi tanta folla. E c’è quest’uomo che si chiama Zaccheo. Piccolo di statura, ci dice la Scrittura, piccolo e ricco. Non riesce a vedere: essendo basso, non può vedere niente. Allora ha un’idea: sale su un albero, un sicomoro.

Sale sull’albero perché vuole vedere chi è questo Gesù. E lì succede una cosa particolare: Gesù alza lo sguardo e gli dice: “Scendi subito! oggi devo venire a casa tua”. Proprio come fa questo parroco, quando si invita a casa vostra. E lui scende subito, dice la Scrittura, è felice in questo momento. Continua a leggere

2 novembre 2019 Commemorazione di tutti i fedeli Defunti

Siamo nati e non moriremo mai

Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che io lo risusciti nell’ultimo giorno”.

Ieri la Chiesa ha celebrato la festa di Ognissanti. Siamo stati invitati a contemplare la santità. A contemplare la nostra chiamata, a contemplare questa vocazione in Cristo, siamo chiamati tutti, come battezzati, a essere santi.

E abbiamo visto ieri che questa chiamata è il senso proprio della nostra vita. Il contrario del santo è il fallito e non il peccatore – perché peccatori lo siamo tutti – ma è quello che non ha capito qual è il senso della vita. Se fosse questo, il fatto di avere visto cosa ci aspetta, ci permette di vivere questo momento oggi      in cui ricordiamo i nostri defunti. Continua a leggere

Venerdì 1 novembre 2019 Tutti i santi

Aprirsi alla luce

Ed è arrivato il momento del nostro sondaggio annuale: chi di voi si sente chiamato alla santità?

Vedete, qua c’è un problema, di cui ci rendiamo conto ogni anno: ci siamo dimenticati che siamo chiamati tutti alla santità! Nel giorno in cui siamo stati battezzati abbiamo ricevuto questa chiamata! Però, vedete, quando chiedo chi di voi si sente chiamato alla santità, nessuno risponde. Non lo siamo? Sembra che la santità sia qualcosa di lontano da noi – un po’ come queste grandi statue che abbiamo nelle nostre basiliche.

Qual è la differenza del santo, ditemi un po’? O qual è il contrario del santo?

Ecco che  mi rispondete: il peccatore! Ebbene no, amici, il contrario del santo non è il peccatore! Perché, vedete, tutti i santi sono stati peccatori! Tranne la Madonna e Gesù, tutti i santi sono peccatori! Continua a leggere

20 ottobre 2019   XXIX domenica del tempo ordinario

I tre punti

Il Signore ci lascia una domanda pesante: “Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” Che responsabilità!

Che responsabilità! Noi che abbiamo ricevuto l’annuncio, noi che abbiamo sentito la sua parola, che responsabilità questa domanda!

Oggi tre coppie di genitori chiederanno il Battesimo, l’avete sentito all’inizio di questa celebrazione; hanno chiesto il Battesimo per i loro figli. Chiedono la fede, vogliono dar loro la fede, chiedono che i loro figli ricevano questo dono meraviglioso. Non so se si rendono conto della responsabilità che questo significa.

Da questa parte invece abbiamo tre coppie che, dopo trent’anni di matrimonio, vogliono rinnovare la loro promessa davanti ai figli, agli amici, alla famiglia e alla comunità. Anche loro esprimono la volontà di vivere questa fede che in questi trent’anni hanno trovato e sperano di continuare a trovare ancora. Continua a leggere

13 ottobre 3019 XXVIII domenica del tempo ordinario

I dieci lebbrosi

Gesù sta camminando verso Gerusalemme, verso questo orizzonte, e noi sappiamo cosa succederà… In questo cammino verso la croce, passando in un villaggio, come avete sentito, ci sono dieci lebbrosi.

I lebbrosi sono persone che hanno una malattia alla pelle che li mangia a poco a poco, quindi  erano messi proprio da parte, non potevano avvicinarsi. Infatti chiamano Gesù, ma non si avvicinano a lui, rimangono in disparte. Erano costretti a rimanere sempre lontano. Nei paesi i lebbrosi dovevano passare suonando un campanello: la gente lasciava il cibo davanti a casa e chiudeva la porta e loro passando potevano prendere qualcosa. Talmente facevano paura. Continua a leggere

6 ottobre 2019 XXVII  domenica del tempo ordinario

Fede
Il Vangelo comincia con questa domanda degli apostoli a Gesù: “Accresci la nostra fede”. Falla diventare più grande, più grossa, più pesante. E Gesù risponde: “Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: sradicati e vai a piantarti nel mare. Ed esso vi obbedirebbe”.

Gli apostoli chiedono di accrescere la fede pensando alla fede come qualcosa che puoi rendere più ‘pesante’ – non più forte. E Gesù risponde invece con un esempio. Prende un granello di senape. Sapete come è piccolo un granello di senape? E’ così piccolo che io lo potrei perdere nelle mie mani! Vedete, le mani non sono perfette, hanno delle righe; potrebbe entrare lì talmente è piccolo. Continua a leggere

29 settembre 2019  XXVI domenica del tempo ordinario

La scelta

Gesù quando ci parla, ci racconta sempre una storia. Avete sentito la storia di questo povero con quel ricco. Il ricco, se avete sentito bene, non ha nome. Il povero invece ce l’ha. E il nome, sapete, è importante. Cioè, se per noi la persona è importante, io mi ricordo del suo nome; se non mi ricordo del suo nome vuol dire che   non mi sono molto interessato alla persona. Qua nella storia, il ricco non ha nome, il povero sì. Si chiama Lazzaro.

Il ricco muore e si ritrova tra i tormenti all’inferno; e vede in lontananza quel povero che era davanti alla sua porta, Lazzaro, che sta in paradiso accanto ad Abramo. Gli chiede di aiutarlo, almeno bagnargli le labbra, avere un po’ d’acqua. Ma non è possibile, perché tra paradiso e inferno non c’è passaggio. Allora dice: almeno va a dirlo ai miei fratelli, che sappiano quello che c’è qui! E Abramo dice: ma già è stato fatto, ma tanto…

E se guardiamo la nostra vita, non è la stessa cosa? Gesù è venuto, ha parlato, è risorto! Invece…! Continua a leggere

28 settembre 2019 Festa solenne patronale in onore di san Bonaventura.

Innamorarsi della sapienza

 

Voi siete il sale della terra. Ma se il sale diventa insapore, con che cosa lo si potrà rendere salato? Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città posta sopra un monte, né  si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa”.

E’ bello all’inizio di quest’anno pastorale poter iniziare con questo Vangelo. Siamo chiamati a essere sale e luce, cioè a dare gusto alle cose e a illuminarle. Noi cristiani siamo chiamati a questo.
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22 settembre 2019  XXV domenica tempo ordinario

I debiti, la grazia e la gioia di condividere

Non è la ricchezza che fa la felicità, è questo il tema del nostro giorno e credo che, se lo chiedo a Benedetta e ad Alessandro, qui davanti, mi diranno che è così: non credo che la vostra felicità sia dovuta ai soldi che avete nel portafoglio, ma a ben altro, dopo sessant’anni di matrimonio, cari amici!

Domenica scorsa abbiamo celebrato un matrimonio, la settimana dopo celebriamo questi sessant’anni di matrimonio. E’ bello vedere come la nostra comunità ha dei testimoni visibili per tutti nei nostri momenti di raduno comunitario!

Strano questo Vangelo che avete sentito oggi! Dove il Signore ci chiede di usare la ricchezza disonesta per farci degli amici. Cosa il Signore vuole dirci attraverso questa storia dell’amministratore disonesto?

Come avete sentito, questo amministratore, quando capisce che sta per perdere il suo lavoro, va e comincia a scalare i debiti contratti con il padrone dall’uno e dall’altro: tu devi cento, scrivi cinquanta, tu devi altri cento, scrivi subito ottanta e così via; e in questo modo prudentemente l’amministratore si fa degli amici. Alla fine dei conti il padrone, invece di mandarlo via, gli dice: bravo per la tua scaltrezza! Questa lode dell’amministratore disonesto ci mette un po’ in difficoltà. Continua a leggere

15 settembre 20119 XXIV domenica del Tempo Ordinario

Vivere l’uno per l’altro

Abbiamo sentito un lungo, molto lungo Vangelo in questa domenica speciale per noi. Un lungo Vangelo che ci parla della misericordia di Dio. Tre storie. Noi ci ricordiamo, conosciamo molto bene la storia del figliol prodigo. Ma, come avete visto, è inserita in altre  storie che parlano di cose perdute e ritrovate. E parlano della gioia ogni volta di chi, avendo perso una certa cosa, la ritrova. Il Vangelo, è chiaro, ci parla della misericordia di Dio, di chi si è perso e si è ritrovato.

Se avete sentito bene, all’inizio di queste tre storie, Gesù sta parlando ai Farisei, cioè a a quelli che si sentivano i puri, i perfetti. Gesù sta raccontando loro queste tre storie, perché? Perché nell’ultima storia, quella chiamata del figliol prodigo, c’è la figura del fratello maggiore che sembra una figura perfetta. Sembra a posto, perché è sempre stato ligio al dovere, ma dentro c’è qualcosa che non va.  E questo qualcosa che non va è nella nostra visone del peccato. Continua a leggere

8 settembre 2019 XXIII domenica del Tempo Ordinario

Vivo per lui

“Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, la sorella e anche la propria vita, non può essere mio discepolo”.

Bene! Possiamo dire che iniziamo bene l’anno con questo Vangelo. E vedo già alcune signore sorridenti che dicono: eh, sì, noi viviamo il Vangelo: abbiamo odiato per tanti anni la nostra suocera. E quindi andiamo bene…

Non credo che il Signore ci chieda esattamente questo. Se voi leggete bene il Vangelo, non dice di non amare più la madre, il padre, anche la suocera!, i figli ecc. Non dice questo. Ma chiede un amore ancora più grande per il Signore. Chiede un di più. Continua aleggere

25 agosto 2019  XXI del Tempo Ordinario

La porta stretta

Bene. Stiamo concludendo l’estate con una parabola intensa. Però vediamo che la porta è stretta. Non è chiusa – e questo è importante. Sì, perché ciascuno di noi pensa al dopo.

Gesù sta salendo verso Gerusalemme, quindi sa già come andrà a finire. Un tale lo ferma per chiedergli del Paradiso, chi ci andrà. E forse non si aspettava una risposta così. Perché Gesù gli risponde mettendolo nel gruppo di quelli che troveranno la porta chiusa, che busseranno e non saranno riconosciuti. E se guardate bene, potremmo essere noi. “Abbiamo mangiato e bevuto alla tua presenza” Chi mangia e beve con il Signore? E’ il riferimento all’Eucaristia. “Tu hai insegnato nelle nostre piazze” Chi ascolta l’insegnamento del Signore? Sono i catechisti. Quindi questo messaggio non è rivolto a chi non entra mai in una chiesa! Ma è rivolto a chi crede di avere le porte spalancate. Continua a leggere

4 agosto 2019  XVIII domenica del tempo ordinario

Chiusi dentro

Vanità delle vanità dice il Quelet, tutto è vanità.

Potrebbe un po’ essere anche il riassunto del Vamgelo di oggi. Gesù  come sempre non risponde direttamente alla domanda che gli viene fatta. A quest’uomo che gli dice: aiutami perché mio fratello non vuole dividere la sua parte di eredità con me, Gesù, come dicevo, non risponde, ma cerca di far riflettere ciascuno di noi attraverso un’altra storiia, una parabola che racconta. Quindi la storia di quell’uomo diventa la nostra storia. Continua a leggere

21 luglio 2019 XVI domenica del tempo ordinario

Marta e Maria

Conosciamo molto bene questo episodio di Marta e Maria. Il Vangelo ci racconta non solo la storia di queste due donne, una storia di amicizia con Gesù, ma ci racconta anche la nostra vita: la nostra vita quotidiana, la nostra vita di fede.

Noi conosciamo la nostra società: una società che va sempre più veloce. Una società che non si sa fermare. E in questa società siamo dentro, anche noi non ci fermiamo. E tante volte i nostri genitori – o chi è genitore lo sta facendo adesso – passa tanto tempo al lavoro e poco tempo con moglie o marito o con i figli.

Il fare e l’essenziale: sono le due parole di oggi. Noi siamo spesso nel fare, perché è vero che dobbiamo portare la minestra la sera a casa; però tante volte in questo fare ci dimentichiamo l’essenziale: ci dimentichiamo di ascoltare i nostri figli, ci dimentichiamo di abbracciare nostra moglie, ci dimentichiamo di guardarli negli occhi e di ascoltare i loro bisogni e siamo in un fare, un donare che però alla fine quell’essenziale, quel vivere d’amore per l’altro non lo viviamo. Continua a Leggere

30 giugno 2019 XIII settimana del tempo ordinario

Risoluti e scomodi

Dopo tutte queste feste particolari siamo rientrati al colore verde del tempo ordinario. Ricordate che dopo le festività solenni nei giorni scorsi è stato un susseguirsi di festeggiamenti, venerdì il Sacro Cuore e ieri i santi Pietro e Paolo. Ora torniamo all’ordinarietà. Questa ordinarietà però non è sinonimo di tranquillità: il Vangelo non ci lascia mai tranquilli e non ci lascia tranquilli neanche questa domenica.

Vediamo Gesù che s’incammina risoluto verso Gerusalemme. Sappiamo che cosa significa, significa che va verso una morte sicura. Lui sa cosa lo aspetta, ma lui ci va, cammina. Siamo dopo il monte Tabor, dopo la Trasfigurazione, quando si è fatto conoscere dai suoi discepoli con quel volto straordinario. Ma adesso quel volto s’indurisce e cammina verso quella Gerusalemme  che l’aspetta. Il cristiano, tante volte l’ho detto, sa qual è il suo cammino, non gli è stato nascosto niente: sa dove deve andare, sa qual è il suo obiettivo, sa che a volte non è facile. Noi non siamo qui un’agenzia pubblicitaria che vi racconta solo le immagini belle e, come succede durante l’estate, arrivate lì e la casa che avete affittato è solo un buco che assomiglia a quella promessa solo forse per un angolo… No: Gesù non fa così con noi, il Vangelo non fa così. I Vangelo ci racconta questo cammino e quanto è difficile. E quindi Gesù ancora una volta ci dice qual è la sua natura verso la Gerusalemme celeste. Continua a leggere

23 giugno 19 Solennità del santissimo corpo e sangue di Cristo

Sete di assoluto

Vedete che la liturgia è come la nostra comunità: c’è sempre una ragione per far festa. Ricordate quello che è successo cinquanta giorni dopo Pasqua, quando abbiamo celebrato la Pentecoste. Poi abbiamo celebrato la santissima Trinità. Oggi ci ritroviamo di nuovo a festeggiare una solennità, quella del Corpus Domini: celebriamo l’Eucaristia, il corpo e il sangue di Cristo, una grande festa per tutti i cristiani; culmine della vita della Chiesa e quindi anche per la nostra parrocchia. Ma questo che cosa può significare per ciascuno di noi?

Avete visto che la Chiesa ci ha messo il Vangelo della moltiplicazione dei pani. E cosa succede in quell’episodio che abbiamo sentito? C’era folla; siamo nel deserto e c’è tanta folla. Arriva sera e allora i discepoli si preoccupano e dicono a Gesù: mandali via, se no non fanno in tempo, devono tornare per andare a cercare qualcosa da mangiare. Ma Gesù dice: “Voi stessi date loro da mangiare”. Continua a leggere

16 giugno 2019 solennità della Santissima Trinità

Il paradiso è amare

E’ bello poter celebrare due Battesimi nel giorno della festa della santissima Trinità, perché questi bambini vengono battezzati nella Trinità. Infatti, come sapete, nel momento in cui metteremo l’acqua sul loro capo, lo faremo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Quindi in nome di questa Trinità verranno battezzati.

Ma che cosa significa la santissima Trinità? E’ qualcosa di molto complesso e nello stesso tempo di molto semplice. Se andiamo a vedere i trattati di teologia sembra qualcosa di molto complicato. Ma noi qua facciamo un po’ di teologia spicciola. E cerchiamo di capire che cosa esattamente significa. Perché nella Genesi ci viene detto che noi siamo stati creati a immagine di Dio. E se questo Dio è la santissima Trinità, noi siamo a immagine di questa Trinità. E se ci viene dato di festeggiare la Trinità dopo la Pentecoste, ci deve essere una ragione. Eh sì. Perché la santissima Trinità parla anche di noi.

Noi la settimana scorsa nella Pentecoste siamo stati mandati in missione. Noi dovremmo battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo: è così che Gesù ha mandato i suoi discepoli. E allora cerchiamo di capire questa Trinità che cosa dice a noi. Continua a leggere

9 giugno 2019 Pentecoste

Testimoniare con la vita stessa

Siamo a cinquanta giorni dalla Pasqua. Il tempo di Pasqua si conclude oggi. Significa che questo è non un finale in discesa, ma un finale che ci porta un alto. Cioè si conclude tutto con questa Pentecoste. Pasqua è ancora oggi, ma è una Pasqua che non è più di stupore davanti a una morte che diventa vita. E’ una Pasqua che ci porta fuori.

La prima lettura oggi negli Atti degli Apostoli ci racconta quello che sta succedendo. Ancora una volta sono dentro casa e lì, però, scende come lingua di fuoco questo Spirito Santo che si divide e si posa su ciascuno, poi i discepoli cominciano a parlare; e tutti, in questa città cosmopolita che era Gerusalemme, possono capire. E’ il contrario di Babele. Vi ricordate Babele? E’ il momento in cui gli uomini ccostruiscono questa torre perché vogliono stare insieme. E parlano tutti la stessa lingua. Vogliono fare una torre che arrivi così in alto da toccare il cielo. Ma il Signore fa loro capire che non sono loro che devono andare a toccare il cielo, non è il loro posto. E tutti vanno via parlando lingue diverse e non capendosi. Continua a leggere

2 giugno 2019 Ascensione del Signore

Quando ero piccolo come voi abitavo in un paese che si chiama Giordania, che è vicino alla Terrasanta. E quando i miei nonni venivano, andavamo in Terrasanta, a fare questo pellegrinaggio.  E in Terrasanta c’è secondo la tradizione il luogo dell’Ascensione di Gesù. E’una piccola costruzione e in mezzo a questa piccola costruzione c’è un quadratino che viene detto: qua Gesù è salito. Quando ero quindi piccolo, ero entrato in questo quadratino, pensando che fosse un ascensore e che sarei salito anch’io in cielo così. Ecco, nella nostra vita certe volte, nel nostro cammino di fede noi cerchiamo, vogliamo questo ascensore per il cielo. Vorremmo qualcosa di facile. E’un po’ quello che pensavano anche gli apostoli. Malgrado la Resurrezione, malgrado il fatto che Gesù era rimasto un po’ con loro per cercare di fargli capire, dato che sono ancora lì a dire: adesso costruirai il tuo regno! Sono sempre lì a sperare questa cosa grandiosa che doveva succedere. Sono ancora lì. Dai. Saremo posti ancora una volta alla tua destra e alla tua sinistra. Noi siamo lì a cercare sempre questa via rapida, a cercare di sfuggire. Ma il Signore dice, se avete ascoltato bene: Rimanete qui in città, in attesa dello Spirito santo. Cioè: rimanete in questo mondo, con le sue sofferenze, con i suoi dolori, con le sue gioie, rimanete qui nella vostra vita, rimanete qui per costruire qui il regno dei cieli. E’qui che dovete rimanere. E tanti cristiani hanno seguito questa parola. Continua a leggere

26 maggio 2019 VI Domenica di Pasqua

Aprire la porta

“Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. Ancora una volta ci ritroviamo davanti a questo discorso di Gesù che torma sul fatto fondamentale di seguirlo e di amarlo. Amarlo non significa seguire delle regole, osservare la sua parola significa accogliere il suo amore. Come abbiamo già detto, infatti, è forse una delle cose più difficili accogliere l’amore del Signore.

Ma cosa vuol dire accogliere il suo amore? Anzitutto significa mettersi da parte, abbassare la testa per dire: non sono io al centro, c’è qualcun altro che sta al centro. Significa accettare che qualcuno mi voglia bene; e anche questo è strano, noi che cerchiamo l’amore, facciamo fatica a lasciarci amare. Lasciarci amare significa anche certe volte che ci venga detto che le cose che facciamo non vanno bene e anche questo non sempre è facile per noi. Continua a leggere

19 maggio 2019  Quinta domenica di Pasqua

Un comandamento nuovo

Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così anche voi amatevi gli uni gli altri”.

Sembra strano pensare che Gesù, come comandamento nuovo, ci lascia il fatto che dobbiamo amare. Strano perché l’amore non può essere comandato. Per esperienza, se qualcuno ci dice: devi fare questa cosa, devi amare, l’amore è una cosa diversa, non puoi imporre a qualcuno di amare: se no è falso, non è una cosa bella. Però il Signore ci dice: “Vi lascio un comandamento nuovo”, un modo di vivere, che è quello di amare. Continua a leggere

12 maggio 2019   Quarta domenica di Pasqua

Riconoscere la sua voce

Nella prima lettura vediamo che san Paolo va in sinagoga e incomincia a insegnare quell’ insegnamento nuovo: Cristo è risorto, tutto cambia! San Paolo, lo sappiamo, è proprio quello che andava a uccidere i cristiani. Ma sulla via di Damasco incontrerà Cristo risorto e, lui che, un po’ come l’Isis di oggi, uccideva i cristiani, si converte totalmente e diventa uno dei più grandi apostoli della storia del cristianesimo.  San Paolo è una delle prove  viventi che Cristo è risorto perché lui cambia totalmente vita. E’ quel che dovrebbe essere per ognuno di noi toccati dalla parola di Dio, toccati da Gesù Cristo che si è fatto vivo nella nostra vita. Ora, durante il suo insegnamento nella sinagoga, una parte dei presenti si ribella e san Paolo a questo punto capisce che deve andare versoi pagani. Il messaggio di Cristo diventa universale, non più per il piccolo gregge di Israele, ma diventa universale. E’ così che forse ha raggiunto uno dei nostri antenati. Continua a leggere

5 maggio 19 Terza domenica di Pasqua

Portare Gesù al mondo

Ecco: avete sentito l’”Eccomi” di questi ragazzi, un po’ come la risposta a quello che Gesù, alla fine del Vangelo, dice a Simon Pietro: “Seguimi!”.

Ma vediamo cosa significa questo. I discepoli sono tornati a pescare: era il loro mestiere.  Simon Pietrio era pescatore, come Giovanni, Andrea e Giacomo; Gesù era passato un giorno e li aveva chiamati. E loro avevano vissuto per tre anni questo momento forte, con quest’uomo che stava cambiando la loro vita. Ma quest’uomo, il venerdì santo, perde la vita, muore crocifisso. Dopo tre giorni però risorge e questi discepoli ne sono i testimoni. Ancora oggi noi, se crediamo, è proprio per la testimonianza di questi uomini, di queste donne che seguivano Gesù. Continua a Leggere

28 aprile 2019  Seconda domenica di Pasqua

Mio Signore e mio Dio

 Abbiamo avuto quaranta giorni per prepararci alla Pasqua: Quaresima. E adesso abbiamo cinquanta giorni, cioè  il tempo di Pasqua fino a Pentecoste, per renderci conto di che cosa stiamo celebrando, cioè la Risurrezione del Signore. Oggi si conclude l’ottava di Pasqua: tutti questi otto giorni questa settimana abbiamo celebrato ogni giorno come se fosse la Pasqua. La liturgia prevedeva proprio questo. Talmente la gioia è grande che si festeggia per tutto questo tempo. Continua a leggere

19 aprile 2019  Passione del Signore

Unico sacrificio, unica via

Anche oggi, come ieri, la liturgia parla da sola. Non abbiamo bisogno di molte parole. Nelle chiese come vedete non c’è nulla. Nessun sacrificio viene celebrato in questo giorno nel mondo intero. Nessuna messa, perché il sacrificio è unico, è quello di Cristo. Ma neanche possiamo godere della visione del Crocifisso: le croci vengono velate come le statue, perché la Chiesa ci obbliga proprio a fare uno sforzo, ad andare all’essenziale della nostra fede. Sappiamo che noi uomini nella nostra fede abbiamo bisogno di toccare: abbiamo bisogno di miracoli, abbiamo bisogno di immagini. Continua a leggere

18 aprile 2019 Cena del Signore

Tabernacoli viventi

Siamo nel cuore dell’anno liturgico. Inizia con questa celebrazione il triduo pasquale. La liturgia, come avevo iniziato a dire domenica, rallenta. Seguiremo passo per passo gli ultimi momenti, gli ultimi istanti di vita del nostro Signore. E questa sera la liturgia, con la parola e con i gesti è molto evocativa. Ci sarebbero poche parole da aggiungere perché mi sembra che tutto è molto chiaro.

La prima lettura nel libro dell’Esodo ci ricorda che in quell’ultima notte, in quell’ultima cena Gesù celebra con i suoi discepoli la Pasqua degli Ebrei. La Pasqua significa il passaggio: quel passaggio dalla schiavitù Continua a leggere

15 aprile 2019 Domenica delle Palme

Il volto del crocifisso

L’essenza del cristianesimo è la contemplazione del volto del crocifisso scriveva il cardinal Martini. E oggi, dopo aver acclamato Gesù nelle strade del nostro quartiere, lo vediamo condannato dalla folla. La liturgia cattolica di questo giorno è molto particolare: fuori lo acclamiamo, dentro lo condanniamo. E proprio così è
successo e così è il nostro cuore, diviso. Continua a leggere

7 aprile 2019 Quinta domenica di Quaresima

Aprirò nel deserto una strada nuova

Ecco, Gesù è nel tempio, come spesso fa, e sta insegnando. La gente sta intorno a lui e lui sta insegnando a partire dalle Scritture. Solo che, vedete, più ci avviciniamo alla Pasqua, più le cose stanno diventando difficili per lui. Gli scribi e i farisei vogliono metterlo in difficoltà e allora che fanno? Portano una donna. Dicono che è un’adultera. Questa donna ha marito, però è andata con un altro uomo, con un amante. All’epoca c’era questa legge che, se una donna era adultera le tiravano le pietre addosso finché moriva. Si tratta della lapidazione, usata per vari motivi, considerati crimini. Come santo Stefano: santo Stefano è morto così, lapidato. Continua a leggere

31 marzo 2019 Quarta domenica di Quaresima

Chi è il padre

Eccoci davanti a due fratelli e a un padre. Ovviamente, come sapete, quando Gesù ci racconta una storia, parla a noi, oggi, nel 2019.

Cerchiamo di capire cosa ci vuole dire il Signore, oggi. C’è questo figlio giovane che chiede parte della sua eredità e poi va via da casa. Quale visione ha del padre questo figlio più giovane? Ha la visione di un padre che non gli permette di realizzasi se non scappa, se non se ne va: è un padre che dirige la sua vita. Allora lui prende la sua libertà; e che ne fa? Non la sa usare bene questa libertà. Spreca tutti i suoi soldi e muore di fame. Allora, ci dice la Scrittura, rientra in sé e decide di tornare dal padre malgrado il fatto che ormao è caduto così in basso: ricordate che gli Ebrei hanno una lista lunga di cose che non si possono fare e i porci, lo sapete, loro non possono mangiarli perché è un animale impuro, perciò chi lavora con i porci ovviamente è impuro pure lui. Per questo è proprio caduto in basso! Ma muore di fame e decide di tornare dal padre. Si prepara il discorso, dice. Non sono più tuo figlio, trattami come i tuoi salariati… Si prepara tutto il discorso e va verso la casa paterna. E quando sta per arrivare, suo padre, che lo vede da lontano, gli corre incontro. E abbiamo sempre detto: questa è la storia del padre misericordioso. Continua a leggere

24 marzo 2019 Terza domenica di Quaresima

Aprire il cuore

Oggi sembra di essere alla “Vita in diretta”. Quando vado a fare le benedizioni nelle case, è interessante vedere che tutti hanno il televisore acceso… Tutti questi morti ammazzati!. Sono  le cose che raccontano tutti i pomeriggi sulla televisione italiana. Questo sicuramente non aiuta la nostra società a sentirsi più tranquilla. E oggi questo Vangelo, come avete sentito ci racconta anche di alcuni fatti di cronaca. Abbastanza interessante: non credo che anche altrove Gesù parli di cronaca così.

Ma perché ci racconta questo? Intanto Gesù subito dice, riguardo a queste morti cruente, che non è colpa di queste persone. Continua a leggere

17 marzo 2019 Seconda domenica di Quaresima

Faccia a faccia

Ci siamo lasciati la settimana scorsa nel deserto con Gesù che lottava contro le tentazioni, se vi ricordate bene. Abbiamo detto che la Quaresima è un po’ come questi quaranta giorni nel deserto che vive Gesù. E abbiamo visto come le tentazioni le abbiamo tutti; e certe volte queste tentazioni hanno un volto nascosto: non lo sembrano, ma lo sono. E in questo cammino di deserto che ci propone la Chiesa con la Quaresima, la seconda domenica di Quaresima oggi, ci dà una finestra per vedere il cielo. Cioè in questo cammino che dobbiamo fare, che è un cammino faticoso, perché abbiamo detto che siccome è nel deserto dobbiamo andare all’essenziale, la Chiesa a un certo momento dice: va bene, forse dall’inizio devo far capire a chi cammina perché sta camminando, perché dovrà soffrire. Perché se no sembra una cosa che devo fare… per che cosa? Siccome noi non siamo dei farisei che facciamo le cose solo per delle regole: c’è sempre una chiamata più grande, più profonda, più alta! E allora la Chiesa che cosa ci mette in questa seconda domenica di Quaresima? La Trasfigurazione di Gesù.

Allora cerchiamo di capire quello che significa questo per noi. Continua a leggere

10 marzo 2019 Prima domenica di Quaresima

Docilità

Ci troviamo nella prima domenica di Quaresima. E dove troviamo Gesù? Nel deserto. E’ stato guidato lì dallo Spirito Santo.

Che cosa è successo poco prima di questo episodio? Gesù è stato battezzato nel Giordano. E là una voce dice: “Tu sei il mio figlio prediletto”: Poi lo Spirito Santo lo lo accompagna nel deserto. E lì rimane quaranta giorni. Voi sapete quanto dura la Quaresima: quaranta giorni. Quindi riguarda  anche noi: anche noi siamo chiamati a entrare nel deserto.

Che cos’è il deserto, come lo possiamo descrivere? Un posto dove c’è tanta sabbia. E perché c’è tanta sabbia? Nel deserto non c’è acqua, quindi non cresce niente, c’è solo sabbia. Perciò è difficile trovare cibo, immaginiamo, la vita è proprio difficile in mezzo a questo deserto. Ecco: Gesù si ritrova per quaranta giorni nel deserto; e noi per quaranta giorni viviamo la Quaresima: allora facilmente diciamo che per noi è la stessa cosa. Dunque siamo chiamati a fare questo cammino quaresimale nel deserto. Continua a leggere

24 febbraio 2019  VII domenica tempo ordinario

Rivoluzione radicale

Certe volte si cerca di dare di Gesù l’immagine di un buonista! Forse perché ci facilita le cose. Questo personaggio che ci dice che è tutto bello, tutto buono, che siete perdonati sempre, quindi… Ma quando leggiamo un Vangelo come oggi, spero che vi rendiate conto invece della radicalità della vita cristiana, di com’è la grande radicalità della vita cristiana.

Avete sentito quello che è stato detto? Ci rendiamo conto di quello che è stato proclamato attraverso questa Parola? “Amate i vostri nemici!” Non dice: amate uno con cui vi siete bisticciati e il giorno prima eravate amici, adesso avete bisticciato, ma sapete che tra poco troverete il modo di perdonare, di riprendere, no no: dice i nemici, dove normalmente c’è odio tra l’uno e l’altro. Stiamo parlando di nemici. Nostro Signore ci dice: “Amate i vostri nemici!”. C’è  qualcosa più radicale di questa? Continua a leggere

10 febbraio 2019 V domenica tempo ordinario

Duc in altum

Come tante volte vi ho spiegato, per capire come leggere il Vangelo noi dobbiamo vedere le letture precedenti, in particolare la prima lettura. Se avete ascoltato bene la prima lettura, avete visto la storia di un profeta, il profeta Isaia. Il profeta dice a Dio di non essere degno di proclamare questa parola che tu mi dai. Se avete seguito bene avete sentito che lì ci sono dei serafini che stanno proclamando: “Santo, santo, santo il Signore degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria”.

 Tra parentesi: Quando lo diciamo noi questo: “Santo, santo, santo”? In che momento della messa? Vedete che la nostra liturgia prende i pezzi della Bibbia.  Prima della consacrazione noi cantiamo: “Santo, santo, santo il Signore Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria!” Poi quando canteremo insieme, lo dobbiamo fare insieme! Viene da dove viene? Proprio da lì, dove viene annunziata la grandezza del Signore. E davanti a questa grandezza immensa, Isaia si sente piccolo-piccolo e dice: ma io non sono degno. E allora gli vengono bruciate le labbra, come avete sentito. Continua a leggere

3 febbraio 2019 IV domenica Tempo ordinario

In mezzo a noi in cammino

Noi ci eravamo lasciati la settimana scorsa con Gesù nella sinagoga – non so se vi ricordate – siamo proprio nel seguito di quello che abbiamo letto la settimana scorsa. Gesù aveva letto la parola “ed erano rimasti tutti meravigliati” davanti a questa proclamazione; e al fatto che lui  poi alla fine aveva fatto capire in poche parole che quello che veniva annunciato eccolo qua, “oggi è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”.

Oggi però la reazione ci colpisce un po’ come alla domenica delle Palme; quando Gesù rientra in Gerusalemme viene acclamato e poco dopo, il venerdì santo invece verrà condannato dalla stessa folla. Ecco, qui succede la stessa cosa: ci siamo lasciati con una sinagoga che rimane meravigliata – lo si dice anche nel Vangelo di stamattina: “da quelle parole sono meravigliati” – e nello stesso tempo subito dopo lo vogliono uccidere. E cosa fa Gesù? Il Vangelo dice che va in mezzo a loro dritto e cammina. Continua a leggere

27 gennaio 2019 terza domenica del Tempo ordinario

Parola liberatrice

Oggi parleremo di un tema importante per un cristiano: quello della parola di Dio – che adesso abbiamo proclamato tutti insieme. E che cosa sentiamo?

Nella prima lettura si parla di Esdra che porta il rotolo davanti al popolo. All’epoca Gerusalemme era un po’ come il nostro paese, cioè non riusciva a uscir fuori dalla crisi. Il tempio è stato distrutto, ricostruito… E non si ritrovava la parola. Finché un giorno la ritrovano, là dove doveva essere la sagrestia, diciamo così. E allora Esdra la porta e la legge davanti al popolo. E il popolo riscopre questa parola. E avete sentito quello che viene detto: si mette a piangere! Viene colpito.  Perché si era dimenticato cosa significava questa parola, come poteva parlare al suo cuore.

Noi possiamo dire che tante volte la parola di Dio ci scivola addosso! Tante volte non ci ricordiamo neanche quello che è stato detto quando usciamo da questa chiesa alla fine della   messa! Ci scivola addosso; non è una parola creatrice per noi. E’ una parola che si mette in mezzo a tanti altri che sentiamo in questo mondo…

Invece noi dobbiamo stare molto attenti. Avete visto quello che facciamo all’ inizio del Vangelo: dove facciamo il segno di croce? Sulla fronte, sulla bocca e sul cuore. Perché io la voglio capire, la voglio vivere – sul mio cuore! – e la voglio proclamare. Quindi è importante questa Parola.

E tante volte noi facciamo dei gesti o diciamo delle parole tipo amen. Quante volte ho ripreso l’assemblea perché l’ amen lo dicevano così…, invece amen significa ci credo! Tante parole che noi diciamo hanno importanza. Pensate alla parola come amore, che dovrebbe essere una cosa incredibile, stupenda! Sappiamo quanto è importante l’amore nella nostra vita, e quanto invece questa parola viene usata nella maniera positiva e negativa… Continua a leggere

20 gennaio 2019 Seconda domenica del Tempo Ordinario C – Le nozze di Cana

il di più

Con la bellissima festa della settimana scorsa – Il Battesimo di Gesù – in cui noi abbiamo battezzato dei bambini e uno l’abbiamo messo nell’acqua – vi ricordate? – per immersione, si è concluso il lungo tempo del Natale. Il nostro coro ormai sapeva tutti i canti a memoria, non c’era più bisogno di prove: avevano cantato i canti di Natale per settimane e settimane. Adesso, vedete, siamo tornati al colore verde, il colore del Tempo Ordinario: ricominciamo la nostra vita nel tempo ordinario. E come inizia? Con una cosa bella, una festa.

Vedete, noi cristiani siamo piuttosto fortunati perché le cose importanti Dio le fa per noi sempre con un banchetto, una cena. Iniziamo questo Tempo Ordinario con questo matrimonio, a Cana, e lo concluderemo con l’Ultima Cena. Dunque i momenti forti sono sempre in mezzo a una cena. E questo, lo vedremo, è importante.

Ora cosa abbiamo? Un matrimonio. E cosa succede a questo matrimonio? Maria, che è sempre molto attenta e discreta, osserva e dice: manca il vino. Non manca una cosa essenziale: non manca il pane! Ma manca il vino. Potremmo dire che è qualcosa di superfluo, qualcosa di non necessario: manca il vino!  Però il vino a una festa è importante, è un segno di gioia, è questo di più che dà gioia alla festa. E allora cominciamo a farci una domanda: perché proprio san Giovanni, che è l’unico che racconta questo episodio, perché ci vuole raccontare questo? Che non è considerato un miracolo: per san Giovanni sono dei segni i primi miracoli, sono sette segni; sono sette segni importanti e questo è il primo di questi sette segni: manca il vino.
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13 gennaio 2019 Battesimo di Gesù

Il bambino, l’acqua sporca e l’amore  

Eccoci nell’ultima festività del tempo natalizio. Oggi finisce. La settimana prossima non ci saranno più alberi di Natale,  Bmbin Gesù, presepi… Si conclude tutto con questa festa. E cosa celebriamo oggi? Il Battesimo di Gesù.

Ora, se avete sentito bene il Vangelo, il Battesimo di Gesù non è come il Battesimo che celebreremo questa mattina: Gesù non era un bambino piccolo, che è stato portato in una chiesa per fargli il Battesimo. Gesù era grande! Gesù aveva trent’anni. E si mette in coda in questo deserto, vicino al fiume Giordano, per ricevere anche lui questo Battesimo da Giovanni Battista. Continua a leggere

6 gennaio 2018 Epifania del Signore

Alzo il capo

Sequenza. Annunzio del giorno della Pasqua
Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno. Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.

Centro di tutto l’anno liturgico è il triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 21 aprile.

In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.

Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:

  • le Ceneri, inizio della Quaresima, il 6 marzo
  • l’Ascensione del Signore, il 2 giugno
  • la Pentecoste, il 9 giugno
  • la prima domenica di Avvento, il 1° dicembre.

Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli,  dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.

A Cristo, che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli. Amen 

Oggi è l’Epifania. Oggi viene mostrato Gesù al mondo. Ecco perché oggi viene annunciata anche la data della Pasqua che, come abbiamo sentito, è il culmine del nostro anno liturgico.

E ci ritroviamo di nuovo davanti alla grotta e davanti a questa scena: del bambino Gesù in una  mangiatoria, con Giuseppe e Maria. Però questa volta, l’abbiamo sentito, ci sono anche i re  Magi – oggi li abbiamo visti arrivare con i  loro cammelli. Chi sono questi re Magi? Cosa rappresentano per noi, per la nostra vita di fede? Continua a leggere

1 gennaio 2019 Maria SS Madre di Dio

Fertili

Ieri nel Te Deum mi sono soffermato sulla prima lettura. Oggi invece voglio iniziare l’anno con la figura di Maria.. Oggi festeggiamo Maria santissima Madre di Dio. E sapete che all’inizio della Chiesa c’è stato anche un dibattito: si può dire che Maria è Madre di Dio? Qualcuno diceva: si può dire che è madre di Gesù, nella sua natura umana, ma dire che Maria è madre di Dio che signififca? I Padri hanno deciso di sì, Theotokos, (Θεοτόκος); la Madre di Dio. E se Maria è Madre du Dio e prima discepola del Signore, significa che ogni cristiano può diventare anche familiare di Dio.

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