12 maggio 2019   Quarta domenica di Pasqua

Riconoscere la sua voce

Nella prima lettura vediamo che san Paolo va in sinagoga e incomincia a insegnare quell’ insegnamento nuovo: Cristo è risorto, tutto cambia! San Paolo, lo sappiamo, è proprio quello che andava a uccidere i cristiani. Ma sulla via di Damasco incontrerà Cristo risorto e, lui che, un po’ come l’Isis di oggi, uccideva i cristiani, si converte totalmente e diventa uno dei più grandi apostoli della storia del cristianesimo.  San Paolo è una delle prove  viventi che Cristo è risorto perché lui cambia totalmente vita. E’ quel che dovrebbe essere per ognuno di noi toccati dalla parola di Dio, toccati da Gesù Cristo che si è fatto vivo nella nostra vita. Ora, durante il suo insegnamento nella sinagoga, una parte dei presenti si ribella e san Paolo a questo punto capisce che deve andare versoi pagani. Il messaggio di Cristo diventa universale, non più per il piccolo gregge di Israele, ma diventa universale. E’ così che forse ha raggiunto uno dei nostri antenati. Continua a leggere

5 maggio 19 Terza domenica di Pasqua

Portare Gesù al mondo

Ecco: avete sentito l’”Eccomi” di questi ragazzi, un po’ come la risposta a quello che Gesù, alla fine del Vangelo, dice a Simon Pietro: “Seguimi!”.

Ma vediamo cosa significa questo. I discepoli sono tornati a pescare: era il loro mestiere.  Simon Pietrio era pescatore, come Giovanni, Andrea e Giacomo; Gesù era passato un giorno e li aveva chiamati. E loro avevano vissuto per tre anni questo momento forte, con quest’uomo che stava cambiando la loro vita. Ma quest’uomo, il venerdì santo, perde la vita, muore crocifisso. Dopo tre giorni però risorge e questi discepoli ne sono i testimoni. Ancora oggi noi, se crediamo, è proprio per la testimonianza di questi uomini, di queste donne che seguivano Gesù. Continua a Leggere

28 aprile 2019  Seconda domenica di Pasqua

Mio Signore e mio Dio

 Abbiamo avuto quaranta giorni per prepararci alla Pasqua: Quaresima. E adesso abbiamo cinquanta giorni, cioè  il tempo di Pasqua fino a Pentecoste, per renderci conto di che cosa stiamo celebrando, cioè la Risurrezione del Signore. Oggi si conclude l’ottava di Pasqua: tutti questi otto giorni questa settimana abbiamo celebrato ogni giorno come se fosse la Pasqua. La liturgia prevedeva proprio questo. Talmente la gioia è grande che si festeggia per tutto questo tempo. Continua a leggere

19 aprile 2019  Passione del Signore

Unico sacrificio, unica via

Anche oggi, come ieri, la liturgia parla da sola. Non abbiamo bisogno di molte parole. Nelle chiese come vedete non c’è nulla. Nessun sacrificio viene celebrato in questo giorno nel mondo intero. Nessuna messa, perché il sacrificio è unico, è quello di Cristo. Ma neanche possiamo godere della visione del Crocifisso: le croci vengono velate come le statue, perché la Chiesa ci obbliga proprio a fare uno sforzo, ad andare all’essenziale della nostra fede. Sappiamo che noi uomini nella nostra fede abbiamo bisogno di toccare: abbiamo bisogno di miracoli, abbiamo bisogno di immagini. Continua a leggere

18 aprile 2019 Cena del Signore

Tabernacoli viventi

Siamo nel cuore dell’anno liturgico. Inizia con questa celebrazione il triduo pasquale. La liturgia, come avevo iniziato a dire domenica, rallenta. Seguiremo passo per passo gli ultimi momenti, gli ultimi istanti di vita del nostro Signore. E questa sera la liturgia, con la parola e con i gesti è molto evocativa. Ci sarebbero poche parole da aggiungere perché mi sembra che tutto è molto chiaro.

La prima lettura nel libro dell’Esodo ci ricorda che in quell’ultima notte, in quell’ultima cena Gesù celebra con i suoi discepoli la Pasqua degli Ebrei. La Pasqua significa il passaggio: quel passaggio dalla schiavitù Continua a leggere

15 aprile 2019 Domenica delle Palme

Il volto del crocifisso

L’essenza del cristianesimo è la contemplazione del volto del crocifisso scriveva il cardinal Martini. E oggi, dopo aver acclamato Gesù nelle strade del nostro quartiere, lo vediamo condannato dalla folla. La liturgia cattolica di questo giorno è molto particolare: fuori lo acclamiamo, dentro lo condanniamo. E proprio così è
successo e così è il nostro cuore, diviso. Continua a leggere

7 aprile 2019 Quinta domenica di Quaresima

Aprirò nel deserto una strada nuova

Ecco, Gesù è nel tempio, come spesso fa, e sta insegnando. La gente sta intorno a lui e lui sta insegnando a partire dalle Scritture. Solo che, vedete, più ci avviciniamo alla Pasqua, più le cose stanno diventando difficili per lui. Gli scribi e i farisei vogliono metterlo in difficoltà e allora che fanno? Portano una donna. Dicono che è un’adultera. Questa donna ha marito, però è andata con un altro uomo, con un amante. All’epoca c’era questa legge che, se una donna era adultera le tiravano le pietre addosso finché moriva. Si tratta della lapidazione, usata per vari motivi, considerati crimini. Come santo Stefano: santo Stefano è morto così, lapidato. Continua a leggere

31 marzo 2019 Quarta domenica di Quaresima

Chi è il padre

Eccoci davanti a due fratelli e a un padre. Ovviamente, come sapete, quando Gesù ci racconta una storia, parla a noi, oggi, nel 2019.

Cerchiamo di capire cosa ci vuole dire il Signore, oggi. C’è questo figlio giovane che chiede parte della sua eredità e poi va via da casa. Quale visione ha del padre questo figlio più giovane? Ha la visione di un padre che non gli permette di realizzasi se non scappa, se non se ne va: è un padre che dirige la sua vita. Allora lui prende la sua libertà; e che ne fa? Non la sa usare bene questa libertà. Spreca tutti i suoi soldi e muore di fame. Allora, ci dice la Scrittura, rientra in sé e decide di tornare dal padre malgrado il fatto che ormao è caduto così in basso: ricordate che gli Ebrei hanno una lista lunga di cose che non si possono fare e i porci, lo sapete, loro non possono mangiarli perché è un animale impuro, perciò chi lavora con i porci ovviamente è impuro pure lui. Per questo è proprio caduto in basso! Ma muore di fame e decide di tornare dal padre. Si prepara il discorso, dice. Non sono più tuo figlio, trattami come i tuoi salariati… Si prepara tutto il discorso e va verso la casa paterna. E quando sta per arrivare, suo padre, che lo vede da lontano, gli corre incontro. E abbiamo sempre detto: questa è la storia del padre misericordioso. Continua a leggere

24 marzo 2019 Terza domenica di Quaresima

Aprire il cuore

Oggi sembra di essere alla “Vita in diretta”. Quando vado a fare le benedizioni nelle case, è interessante vedere che tutti hanno il televisore acceso… Tutti questi morti ammazzati!. Sono  le cose che raccontano tutti i pomeriggi sulla televisione italiana. Questo sicuramente non aiuta la nostra società a sentirsi più tranquilla. E oggi questo Vangelo, come avete sentito ci racconta anche di alcuni fatti di cronaca. Abbastanza interessante: non credo che anche altrove Gesù parli di cronaca così.

Ma perché ci racconta questo? Intanto Gesù subito dice, riguardo a queste morti cruente, che non è colpa di queste persone. Continua a leggere

17 marzo 2019 Seconda domenica di Quaresima

Faccia a faccia

Ci siamo lasciati la settimana scorsa nel deserto con Gesù che lottava contro le tentazioni, se vi ricordate bene. Abbiamo detto che la Quaresima è un po’ come questi quaranta giorni nel deserto che vive Gesù. E abbiamo visto come le tentazioni le abbiamo tutti; e certe volte queste tentazioni hanno un volto nascosto: non lo sembrano, ma lo sono. E in questo cammino di deserto che ci propone la Chiesa con la Quaresima, la seconda domenica di Quaresima oggi, ci dà una finestra per vedere il cielo. Cioè in questo cammino che dobbiamo fare, che è un cammino faticoso, perché abbiamo detto che siccome è nel deserto dobbiamo andare all’essenziale, la Chiesa a un certo momento dice: va bene, forse dall’inizio devo far capire a chi cammina perché sta camminando, perché dovrà soffrire. Perché se no sembra una cosa che devo fare… per che cosa? Siccome noi non siamo dei farisei che facciamo le cose solo per delle regole: c’è sempre una chiamata più grande, più profonda, più alta! E allora la Chiesa che cosa ci mette in questa seconda domenica di Quaresima? La Trasfigurazione di Gesù.

Allora cerchiamo di capire quello che significa questo per noi. Continua a leggere

10 marzo 2019 Prima domenica di Quaresima

Docilità

Ci troviamo nella prima domenica di Quaresima. E dove troviamo Gesù? Nel deserto. E’ stato guidato lì dallo Spirito Santo.

Che cosa è successo poco prima di questo episodio? Gesù è stato battezzato nel Giordano. E là una voce dice: “Tu sei il mio figlio prediletto”: Poi lo Spirito Santo lo lo accompagna nel deserto. E lì rimane quaranta giorni. Voi sapete quanto dura la Quaresima: quaranta giorni. Quindi riguarda  anche noi: anche noi siamo chiamati a entrare nel deserto.

Che cos’è il deserto, come lo possiamo descrivere? Un posto dove c’è tanta sabbia. E perché c’è tanta sabbia? Nel deserto non c’è acqua, quindi non cresce niente, c’è solo sabbia. Perciò è difficile trovare cibo, immaginiamo, la vita è proprio difficile in mezzo a questo deserto. Ecco: Gesù si ritrova per quaranta giorni nel deserto; e noi per quaranta giorni viviamo la Quaresima: allora facilmente diciamo che per noi è la stessa cosa. Dunque siamo chiamati a fare questo cammino quaresimale nel deserto. Continua a leggere

24 febbraio 2019  VII domenica tempo ordinario

Rivoluzione radicale

Certe volte si cerca di dare di Gesù l’immagine di un buonista! Forse perché ci facilita le cose. Questo personaggio che ci dice che è tutto bello, tutto buono, che siete perdonati sempre, quindi… Ma quando leggiamo un Vangelo come oggi, spero che vi rendiate conto invece della radicalità della vita cristiana, di com’è la grande radicalità della vita cristiana.

Avete sentito quello che è stato detto? Ci rendiamo conto di quello che è stato proclamato attraverso questa Parola? “Amate i vostri nemici!” Non dice: amate uno con cui vi siete bisticciati e il giorno prima eravate amici, adesso avete bisticciato, ma sapete che tra poco troverete il modo di perdonare, di riprendere, no no: dice i nemici, dove normalmente c’è odio tra l’uno e l’altro. Stiamo parlando di nemici. Nostro Signore ci dice: “Amate i vostri nemici!”. C’è  qualcosa più radicale di questa? Continua a leggere

10 febbraio 2019 V domenica tempo ordinario

Duc in altum

Come tante volte vi ho spiegato, per capire come leggere il Vangelo noi dobbiamo vedere le letture precedenti, in particolare la prima lettura. Se avete ascoltato bene la prima lettura, avete visto la storia di un profeta, il profeta Isaia. Il profeta dice a Dio di non essere degno di proclamare questa parola che tu mi dai. Se avete seguito bene avete sentito che lì ci sono dei serafini che stanno proclamando: “Santo, santo, santo il Signore degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria”.

 Tra parentesi: Quando lo diciamo noi questo: “Santo, santo, santo”? In che momento della messa? Vedete che la nostra liturgia prende i pezzi della Bibbia.  Prima della consacrazione noi cantiamo: “Santo, santo, santo il Signore Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria!” Poi quando canteremo insieme, lo dobbiamo fare insieme! Viene da dove viene? Proprio da lì, dove viene annunziata la grandezza del Signore. E davanti a questa grandezza immensa, Isaia si sente piccolo-piccolo e dice: ma io non sono degno. E allora gli vengono bruciate le labbra, come avete sentito. Continua a leggere

3 febbraio 2019 IV domenica Tempo ordinario

In mezzo a noi in cammino

Noi ci eravamo lasciati la settimana scorsa con Gesù nella sinagoga – non so se vi ricordate – siamo proprio nel seguito di quello che abbiamo letto la settimana scorsa. Gesù aveva letto la parola “ed erano rimasti tutti meravigliati” davanti a questa proclamazione; e al fatto che lui  poi alla fine aveva fatto capire in poche parole che quello che veniva annunciato eccolo qua, “oggi è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”.

Oggi però la reazione ci colpisce un po’ come alla domenica delle Palme; quando Gesù rientra in Gerusalemme viene acclamato e poco dopo, il venerdì santo invece verrà condannato dalla stessa folla. Ecco, qui succede la stessa cosa: ci siamo lasciati con una sinagoga che rimane meravigliata – lo si dice anche nel Vangelo di stamattina: “da quelle parole sono meravigliati” – e nello stesso tempo subito dopo lo vogliono uccidere. E cosa fa Gesù? Il Vangelo dice che va in mezzo a loro dritto e cammina. Continua a leggere

27 gennaio 2019 terza domenica del Tempo ordinario

Parola liberatrice

Oggi parleremo di un tema importante per un cristiano: quello della parola di Dio – che adesso abbiamo proclamato tutti insieme. E che cosa sentiamo?

Nella prima lettura si parla di Esdra che porta il rotolo davanti al popolo. All’epoca Gerusalemme era un po’ come il nostro paese, cioè non riusciva a uscir fuori dalla crisi. Il tempio è stato distrutto, ricostruito… E non si ritrovava la parola. Finché un giorno la ritrovano, là dove doveva essere la sagrestia, diciamo così. E allora Esdra la porta e la legge davanti al popolo. E il popolo riscopre questa parola. E avete sentito quello che viene detto: si mette a piangere! Viene colpito.  Perché si era dimenticato cosa significava questa parola, come poteva parlare al suo cuore.

Noi possiamo dire che tante volte la parola di Dio ci scivola addosso! Tante volte non ci ricordiamo neanche quello che è stato detto quando usciamo da questa chiesa alla fine della   messa! Ci scivola addosso; non è una parola creatrice per noi. E’ una parola che si mette in mezzo a tanti altri che sentiamo in questo mondo…

Invece noi dobbiamo stare molto attenti. Avete visto quello che facciamo all’ inizio del Vangelo: dove facciamo il segno di croce? Sulla fronte, sulla bocca e sul cuore. Perché io la voglio capire, la voglio vivere – sul mio cuore! – e la voglio proclamare. Quindi è importante questa Parola.

E tante volte noi facciamo dei gesti o diciamo delle parole tipo amen. Quante volte ho ripreso l’assemblea perché l’ amen lo dicevano così…, invece amen significa ci credo! Tante parole che noi diciamo hanno importanza. Pensate alla parola come amore, che dovrebbe essere una cosa incredibile, stupenda! Sappiamo quanto è importante l’amore nella nostra vita, e quanto invece questa parola viene usata nella maniera positiva e negativa… Continua a leggere

20 gennaio 2019 Seconda domenica del Tempo Ordinario C – Le nozze di Cana

il di più

Con la bellissima festa della settimana scorsa – Il Battesimo di Gesù – in cui noi abbiamo battezzato dei bambini e uno l’abbiamo messo nell’acqua – vi ricordate? – per immersione, si è concluso il lungo tempo del Natale. Il nostro coro ormai sapeva tutti i canti a memoria, non c’era più bisogno di prove: avevano cantato i canti di Natale per settimane e settimane. Adesso, vedete, siamo tornati al colore verde, il colore del Tempo Ordinario: ricominciamo la nostra vita nel tempo ordinario. E come inizia? Con una cosa bella, una festa.

Vedete, noi cristiani siamo piuttosto fortunati perché le cose importanti Dio le fa per noi sempre con un banchetto, una cena. Iniziamo questo Tempo Ordinario con questo matrimonio, a Cana, e lo concluderemo con l’Ultima Cena. Dunque i momenti forti sono sempre in mezzo a una cena. E questo, lo vedremo, è importante.

Ora cosa abbiamo? Un matrimonio. E cosa succede a questo matrimonio? Maria, che è sempre molto attenta e discreta, osserva e dice: manca il vino. Non manca una cosa essenziale: non manca il pane! Ma manca il vino. Potremmo dire che è qualcosa di superfluo, qualcosa di non necessario: manca il vino!  Però il vino a una festa è importante, è un segno di gioia, è questo di più che dà gioia alla festa. E allora cominciamo a farci una domanda: perché proprio san Giovanni, che è l’unico che racconta questo episodio, perché ci vuole raccontare questo? Che non è considerato un miracolo: per san Giovanni sono dei segni i primi miracoli, sono sette segni; sono sette segni importanti e questo è il primo di questi sette segni: manca il vino.
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13 gennaio 2019 Battesimo di Gesù

Il bambino, l’acqua sporca e l’amore  

Eccoci nell’ultima festività del tempo natalizio. Oggi finisce. La settimana prossima non ci saranno più alberi di Natale,  Bmbin Gesù, presepi… Si conclude tutto con questa festa. E cosa celebriamo oggi? Il Battesimo di Gesù.

Ora, se avete sentito bene il Vangelo, il Battesimo di Gesù non è come il Battesimo che celebreremo questa mattina: Gesù non era un bambino piccolo, che è stato portato in una chiesa per fargli il Battesimo. Gesù era grande! Gesù aveva trent’anni. E si mette in coda in questo deserto, vicino al fiume Giordano, per ricevere anche lui questo Battesimo da Giovanni Battista. Continua a leggere

6 gennaio 2018 Epifania del Signore

Alzo il capo

Sequenza. Annunzio del giorno della Pasqua
Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno. Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.

Centro di tutto l’anno liturgico è il triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 21 aprile.

In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.

Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:

  • le Ceneri, inizio della Quaresima, il 6 marzo
  • l’Ascensione del Signore, il 2 giugno
  • la Pentecoste, il 9 giugno
  • la prima domenica di Avvento, il 1° dicembre.

Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli,  dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.

A Cristo, che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli. Amen 

Oggi è l’Epifania. Oggi viene mostrato Gesù al mondo. Ecco perché oggi viene annunciata anche la data della Pasqua che, come abbiamo sentito, è il culmine del nostro anno liturgico.

E ci ritroviamo di nuovo davanti alla grotta e davanti a questa scena: del bambino Gesù in una  mangiatoria, con Giuseppe e Maria. Però questa volta, l’abbiamo sentito, ci sono anche i re  Magi – oggi li abbiamo visti arrivare con i  loro cammelli. Chi sono questi re Magi? Cosa rappresentano per noi, per la nostra vita di fede? Continua a leggere

1 gennaio 2019 Maria SS Madre di Dio

Fertili

Ieri nel Te Deum mi sono soffermato sulla prima lettura. Oggi invece voglio iniziare l’anno con la figura di Maria.. Oggi festeggiamo Maria santissima Madre di Dio. E sapete che all’inizio della Chiesa c’è stato anche un dibattito: si può dire che Maria è Madre di Dio? Qualcuno diceva: si può dire che è madre di Gesù, nella sua natura umana, ma dire che Maria è madre di Dio che signififca? I Padri hanno deciso di sì, Theotokos, (Θεοτόκος); la Madre di Dio. E se Maria è Madre du Dio e prima discepola del Signore, significa che ogni cristiano può diventare anche familiare di Dio.

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