12 gennaio 2020 Battesimo del Signore

Immersi nell’amore

Eccoci di nuovo radunati qui, cantando i canti di Natale  per l’ultima  volta.  Oggi finisce il tempo del Natale. Dalla prossima volta basta alberi, basta presepio, finisce tutto oggi; voi bambini siete tristi, lo so, ma è  così.

Finisce il tempo del Natale, ma finisce con una festa bella, quella del Battesimo di Gesù.  Lo vedremo: dal Battesimo in poi Gesù  andrà  a incontrare la gente. Fino ad adesso Gesù  è restato nel silenzio.  Adesso inizierà  la sua pastorale, inizierà  ad andare in giro. E noi, lo vedremo la settimana prossima, entreremo nel “tempo ordinario”: quindi torneremo a vestirci di verde, toglieremo tutti questi ornamenti festosi, comincia un tempo un po’  più  normale e ordinario.

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6 gennaio 2020 Epifania del Signore

Un’altra strada

Oggi è una festa particolare: la festa dell’Epifania. E ci permette anche di ritrovarci dopo le vacanze di Natale, per molti di voi che sono spariti nelle loro famiglie… È cosa ci riporta qui? Qualcosa di molto importante. Ci riporta qui Gesù Cristo.

Là festa dell’Epifania esisteva già prima del Natale e veniva celebrata in oriente. Una festa importante perché? Perché è il momento in cui si rende pubblica, in un certo senso, la nascita di Gesù.

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Mercoledì 1° gennaio 2020 Maria santissima madre di Dio

Contemplare e benedire

Dopo otto  giorni ci ritroviamo di nuovo davanti a questa scena biblica della natività. Quando i pastori vengono a sapere questa notizia e vanno a trovare questo Bambino, rimangono stupiti. E lo raccontano. E il Vangelo di oggi ci dice che tutti quelli che udivano si stupivano delle cose dette loro dal pastori.

La domanda è: e noi? Siamo ancora stupiti da questa scena biblica? Da un Dio che si fa piccolo?

Abbiamo festeggiato il Natale, abbiamo festeggiato la sacra Famiglia, da ogni parte regali, luci… Vi dicevo già che a Natale rischiavamo di perdere l’essenziale: che è un Dio che si fa presente nella nostra vita. Gli altri rimangono stupiti da questi pastori, da quello che raccontano i pastori. Ebbene noi, all’inizio di questo anno, dobbiamo ricominciare a essere stupiti. Se non lo siamo vuol dire che non siamo realmente toccati da quello che sta succedendo, dal fatto di avere un Dio che si fa presente nella nostra vita, che cammina con noi, che ci sta vicino. Se non siamo stupiti, significa che non siamo toccati noi, che non siamo coinvolti. Abbiamo un esempio oggi, che ci è dato dalla Chiesa: Maria. “Maria, ci dice il Vangelo di oggi, da parte sua custodiva  tutte queste cose meditandole nel suo cuore”. Maria ha uno sguardo particolare  sul Bambino; uno sguardo contemplativo. Forse a noi manca questo. Manca la contemplazione. Il sapersi fermare a guardare.

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