29 marzo 2020 Quinta domenica di Quaresima

Forte come la morte è  l’amore  

La liturgia di quest’anno ci propone bellissimi brani del Vangelo, che soprattutto rispondono al nostro bisogno attuale, a quello che stiamo vivendo.

Mi vorrei soffermare solo su alcuni punti di questo lungo Vangelo di oggi. Vediamo subito che qui Gesù  si commuove. Sì commuove davanti all’amore che la gente dimostra a  Lazzaro, il suo amico.

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22 marzo 2020 Quarta domenica di Quaresima

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Sapere di non sapere

Ci ritroviamo un’altra volta qui, voi dalle vostre case e noi dalla nostra chiesa dove abbiamo sempre celebrato. Ci ritroviamo oggi con un vestito di colore diverso: il rosa o rosaceo, perché  è  la domenica Laetare (rallègrati!): una domenica, in mezzo a questo cammino desertico che è  la Quaresima, come se il viola avesse quel punto di bianco per ricordarci che la Pasqua è  vicina. In questo deserto in cui siamo chiusi nelle nostre case, il cui il numero di morti aumenta, forse abbiamo anche bisogno di sentire che c’è  una luce in fondo al tunnel, che c’è una speranza che ci aspetta;  che anche per noi ci sarà  il giorno di Pasqua. Un giorno di Pasqua.

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15 marzo 2020 Terza domenica di Quaresima

Qui nelle nostre case zampilla una sorgente senza fine

Non vi nascondo che in questi giorni mi è venuta un po’  la domanda di Mosè nella prima lettura: “Che cosa farò io per questo popolo?”. E la risposta è nella Scrittura. Oggi questo meraviglioso Vangelo della Samaritana ci fa riflettere sulla nostra vita è su quello che stiamo vivendo.

Gesù  va verso il pozzo, dove c’è  questa donna, la Samaritana. Una donna che viene in un orario strano, l’orario più  caldo. Normalmente, non essendoci l’acqua nelle case, le donne venivano al pozzo al mattino presto per non avere il caldo del giorno; ma lei viene a quell’ora: sicuramente perché  non voleva incontrare nessuno forse perché  non voleva essere giudicata. E al pozzo incontra Gesù,  che le chiede l’acqua. Lei si chiede il perché; e Gesù  le propone un’acqua viva.

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Meditazione a tempo di Coronavirus

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Mt 14,22-33

In quel tempo, 22 subito dopo l’episodio dei pani, Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. 23 Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. 24 La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. 25 Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. 26 Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. 27 Ma subito Gesù parlò loro dicendo: Coraggio, sono io, non abbiate paura!«». 28Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». 29 Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. 30 Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». 31 E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». 32 Appena saliti sulla barca, il vento cessò. 33 Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

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8 marzo 2020 seconda domenica di Quaresima

È lui che fa risplendere la vita

Ci siamo lasciati domenica scorsa nel deserto, con le tentazioni di Gesù.  Il deserto è  questo tempo di Quaresima, il deserto è questo tempo di crisi per l’Italia è per il mondo. E in questo tempo di deserto, in questo tempo di crisi, in questo tempo Quaresimale, la Chiesa, nella seconda domenica, ci propone di alzare lo sguardo. Ci propone un momento straordinario, che è la Transfigurazione di Gesù.  E noi, proprio come i discepoli che, nel loro cammino di fede, a un certo momento vivono la Trasfigurazione, che farà loro capire quella che sarà poi la Passione, anche noi, nella nostra vita, in questo tempo particolare, siamo chiamati ad alzare lo sguardo.

Infatti le misure restrittive che ci sono state date ci obbligano a mettere al centro di tutto Gesù:  non c’è  più teatro, non c’è  più  calcio, non ci son più  giochi; ma c’è  l’Ecaristia e la parola di Dio. Questa Quaresima, che forse abbiamo iniziato in maniera superficiale, come spesso accade,   perché abbiamo bisogno in continuazione di convertirci, ci ritroviamo a viverla realmente. Ed è  qui in questo momento che sentiamo il bisogno di vivere la preghiera, che è una delle colonne della Quaresima: preghiera, digiuno, elemosina: vi ricordate? Oggi più  che mai siamo chiamati a stare attenti all’altro; e questa distanza di un metro che ci separa all’interno delle nostre chiese può anche essere uno stare attenti all’altro, al più  debole.

Il Signore oggi ci dice:”Alzatevi e non temete”. Lo dice ai suoi discepoli, lo dice a ciascuno  di noi. Alzatevi e non temete. E Dio con la sua voce ci dice: “Ascoltate”. Dice: “Questo è mio Figlio: ascoltatelo”.  Noi vogliamo oggi ascoltare questa voce che ci dice: “Alzatevi. E non temete“: abbi fiducia in me, in Dio. È  lui che dobbiamo cercare nelle nostre espressioni, è  lui che dobbiamo cercare nelle circostanze, è lui che dobbiamo cercare nella nostra vita, è lui che dà  senso a questa vita. “Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita” ci dice san Paolo nella seconda lettura. Risplendere la vita.

È quello che oggi vogliamo vedere: risplendere la vita. Non perché  la vita sia  piu  facile, ma perché  il senso della vita cambia con la Risurrezione di Cristo, con la sua vita in mezzo a noi, con la sua presenza nella Parola e  nell’Ecaristia,  nei sacramenti. Una presenza che non manca mai, che è  sempre qui.

Oggi più  che mai sentiamo il bisogno di comunicarci, oggi più  che mai sentiamo l’importanza della sua Parola e della sua presenza in mezzo a noi. Oggi più  che mai siamo chiamati ad affidarci a lui. Amen

1° marzo 2020 Prima domenica di Quaresima

Dio, gli altri, le cose

Come la nostra Quaresima – questo tempo di preparazione a Pasqua che è iniziato  il  mercoledì  delle Ceneri, mercoledì  scorso – dura quaranta giorni, anche questo tempo in cui Gesù è stato nel deserto è  durato quaranta giorni. La nostra Quaresima è un po’  come un deserto.

Il deserto è un luogo dove tu stai alla ricerca dell’essenziale, del mangiare e del bere. Nel deserto c’è ben poco e la Quaresima ci obbliga ad andare all’essenziale. E questa Quaresima si apre con le tre tentazioni di Cristo. Queste tentazioni di Cristo sono anche le nostre tentazioni. Vediamo perché.

26 febbraio 2020 Mercoledì delle Ceneri

Senza maschera

Ecco, ieri era carnevale, era martedì  grasso. Ci siamo mascherati. Qualcuno non si è  mascherato? Vi devo dire una cosa: io l’ho fatto domenica alla festa, poi no, però, vedi, purtroppo tutti noi nel mondo portiamo una maschera.

Il tempo della Quaresima, invece, è  il tempo in cui questa maschera che io porto per farmi conoscere, per farmi accettare, per tanti motivi – ci sono tanti motivi in questo mondo per mettere una maschera – bene, da oggi, in questi quaranra giorni, sono chiamato e togliermela; somo chiamato a essere me stesso: cioè  quell’uomo  quella donna che sono stato chiamato a essere.

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23 febbraio 2020 VII del Tempo Ordinario

Il cristiano è  il figlio amato, libero, in azione

Questa è  l’ultima domenica del nostro Tempo Ordinario. Sapete che mercoledì  prossimo sarà  mercoledì  delle Ceneri è quindi si aprirà  un nuovo tempo per noi, il tempo della Quaresima.

In questa ultima domenica del nostro Tempo Ordinario abbiamo la fortuna di poter battezzare  un nuovo bambino. È  una bambina: Nicole. Perché  dico la fortuna? Perché  ci aiuta a renderci conto della nostra chiamata. E l’abbiamo sentito, oggi, qual è  questa chiamata, una chiamata straordinaria! Ancora una volta il Signore ci chiama alla libertà!

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16 febbraio 2020 VI del tempo ordinario

Il cuore della libertà

 Questo è un Vangelo particolare, avete sentito? C’è  chi l’ha preso alla lettera: pensate a Origene, che ha fatto un’operazione che non avrebbe dovuto fare [evirazione]: infatti non e  stato dichiarato santo per questo motivo.

È  un Vangelo  fondamentale  per il nostro  cammino.  Fa parte del discorso  della montagna, quel lungo discorso di Gesù. E Gesù  sembrerebbe essere come uno dei nostri islamici: se rubi, tagliati la mano!, ecc.  A prima vista  sembra  una cosa  durissima.  Allora cerchiamo  di capire  insieme  cosa Gesù  ci ha voluto dire. 

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9 febbraio 2020 Quinta domenica del tempo ordinario

Sale e luce: non fare il bene, ma voler bene

Il nostro cammino continua con il Vangelo di Matteo. Questo brano è  dopo il discorso della montagna, quello delle Beatitudini. E dice una cosa bellissima oggi. A ciascuno di noi il Signore dice: “Tu sei il sale della terra e la luce del mondo”.

Cerchiamo allora di capire che cosa significa.

Intanto si tratta di due elementi della vita all’epoca di Gesù. Forse oggi li consideriamo meno importanti. All’epoca di Gesù non c’era il frigorifero e a quei tempi era con il sale che si potevano conservare gli alimenti. E riguardo alla luce, non era come adesso, che spingi un bottone e si accende la luce. Ci dovevano essere le candele la notte, perché se no non vedevi niente. Noi siamo talmente abituati che non ci rendiamo conto di che cosa significa. Quando sono stato in Pakistan, che non c’era la luce la sera, ti rendevi conto della differenza. È  un’altra vita.

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26 gennaio 2020  domenica della Parola Terza domenica del tempo ordinario

Parola
luce sui nostri passi

Celebriamo oggi la prima domenica dedicata alla Parola. Sapete che il papà ha scritto un testo invitando al fatto che d’ora in poi “la terza domenica del tempo ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio”. Quella Parola – che sempre è  proclamata In ogni messa – diventi così, nella domenica della Parola, il momento in cui il popolo di Dio possa rendersi cono di quale tesoro custodisce, quale tesoro sia la Parola di Dio. Molti di voi sanno cosa diceva san Girolamo, che “ignorare la Scrittura significa ignorare Cristo”.

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12 gennaio 2020 Battesimo del Signore

Immersi nell’amore

Eccoci di nuovo radunati qui, cantando i canti di Natale  per l’ultima  volta.  Oggi finisce il tempo del Natale. Dalla prossima volta basta alberi, basta presepio, finisce tutto oggi; voi bambini siete tristi, lo so, ma è  così.

Finisce il tempo del Natale, ma finisce con una festa bella, quella del Battesimo di Gesù.  Lo vedremo: dal Battesimo in poi Gesù  andrà  a incontrare la gente. Fino ad adesso Gesù  è restato nel silenzio.  Adesso inizierà  la sua pastorale, inizierà  ad andare in giro. E noi, lo vedremo la settimana prossima, entreremo nel “tempo ordinario”: quindi torneremo a vestirci di verde, toglieremo tutti questi ornamenti festosi, comincia un tempo un po’  più  normale e ordinario.

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6 gennaio 2020 Epifania del Signore

Un’altra strada

Oggi è una festa particolare: la festa dell’Epifania. E ci permette anche di ritrovarci dopo le vacanze di Natale, per molti di voi che sono spariti nelle loro famiglie… È cosa ci riporta qui? Qualcosa di molto importante. Ci riporta qui Gesù Cristo.

Là festa dell’Epifania esisteva già prima del Natale e veniva celebrata in oriente. Una festa importante perché? Perché è il momento in cui si rende pubblica, in un certo senso, la nascita di Gesù.

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Mercoledì 1° gennaio 2020 Maria santissima madre di Dio

Contemplare e benedire

Dopo otto  giorni ci ritroviamo di nuovo davanti a questa scena biblica della natività. Quando i pastori vengono a sapere questa notizia e vanno a trovare questo Bambino, rimangono stupiti. E lo raccontano. E il Vangelo di oggi ci dice che tutti quelli che udivano si stupivano delle cose dette loro dal pastori.

La domanda è: e noi? Siamo ancora stupiti da questa scena biblica? Da un Dio che si fa piccolo?

Abbiamo festeggiato il Natale, abbiamo festeggiato la sacra Famiglia, da ogni parte regali, luci… Vi dicevo già che a Natale rischiavamo di perdere l’essenziale: che è un Dio che si fa presente nella nostra vita. Gli altri rimangono stupiti da questi pastori, da quello che raccontano i pastori. Ebbene noi, all’inizio di questo anno, dobbiamo ricominciare a essere stupiti. Se non lo siamo vuol dire che non siamo realmente toccati da quello che sta succedendo, dal fatto di avere un Dio che si fa presente nella nostra vita, che cammina con noi, che ci sta vicino. Se non siamo stupiti, significa che non siamo toccati noi, che non siamo coinvolti. Abbiamo un esempio oggi, che ci è dato dalla Chiesa: Maria. “Maria, ci dice il Vangelo di oggi, da parte sua custodiva  tutte queste cose meditandole nel suo cuore”. Maria ha uno sguardo particolare  sul Bambino; uno sguardo contemplativo. Forse a noi manca questo. Manca la contemplazione. Il sapersi fermare a guardare.

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