10 gennaio 2021 Battesimo del Signore

Tu, l’amato

Con il Battesimo del Signore si conclude oggi il tempo di Natale. È il tempo liturgico più  breve rispetto agli altri, Avvento, Quaresima e tempo pasquale; ma  è intenso: ogni due o tre giorni ci siamo riuniti a celebrare insieme grandi solennità .
Il Battesimo del Signore  non è  successo quando era piccolo. È l’inizio della sua vita pastorale. Quindi facciamo un salto dal Bambino Gesù  all’uomo già  di trent’anni. E perché? Perché  abbiamo celebrato poco fa l’Epifania  che è  la manifestazione di Dio al mondo. Adesso, con questo Battesimo,  siamo in un altro momento di grande manifestazione  del Signore.  Infatti abbiamo sentito questa voce che dice: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”.

È importante questa frase, perché  anche noi, nel nostro Battesimo, l’abbiamo sentita. Il giorno del nostro Battesimo,  il Signore  Dio anche a noi dice le stesse parole!

La parola Battesimo significa: immergere. Nel momento del Battesimo noi siamo immersi nella vita di Dio, come in un  grembo che nutre,  che riscalda,  che protegge: devo immaginare questo momento così.

Continua a leggere

6 gennaio 2021 Epifania del Signore

In cammino

“Fratelli carissimi, la gloria del Signore  si è  manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.

Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i materi della salvezza. Centro di tutto l’anno liturgico è  il Triduo del Signore crocifisso,  sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 4 aprile.

In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.

Dalla Pasqua  scaturiscono tutti i giorni santi:

  • Le Ceneri, inizio della Quaresima,i  il 17 febbraio.
  • L’Ascensione del Signore,  il 16 maggio.
  • La Pentecoste, il 23 maggio.
  • La prima domenica di Avvento, il 28 novembre.
Continua a leggere

3 gennaio 2021 Seconda domenica dopo Natale

Ciascuno di noi ha dentro di sé il cielo

Di nuovo ci ritroviamo davanti al prologo di san Giovanni. Lo stesso che avevamo letto il giorno di Natale. E, come sapete, per capire la chiave di lettura, per trovare l’angolo da cui poter parlare del Vangelo, guardiamo la prima lettura. Oggi è  dal libro del Siracide, dove si parla della Sapienza. Una Sapienza che si trova in mezzo a una moltitudine, in una assemblea. E viene detta alla Sapienza da Dio questa frase: “Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele, affonda le tue radici tra i miei eletti”.

La Sapienza è  Gesù  Cristo.  È  lui il Verbo che si fa carne in mezzo a noi. È  Dio che si fa presente nella nostra umanità.

C’è  una cosa strana in questa Sapienza divina. La sapienza umana vuole sempre elevarsi, dobbiamo sempre essere più  grandi, più belli, cerchiamo  sempre di elevarci, in un certo modo, in questa società. Dio invece si abbassa, scende. Viene qui, non su un trono, come potevamo aspettarlo, ma in una mangiatoia. Non in una famiglia ricca, ma in una famiglia semplice. E tutta la vita di Cristo sarà  così,  fino alla morte, non una morte normale, ma una morte in croce.

Dio sceglie di mostrarci che la vera grandezza non è  quella che spesso noi immaginiamo. Il Signore ci fa capire che tante maschere che noi ci mettiamo non servono per la nostra felicità.  È  Cristo, in questi giorni lo ripetiamo, è  Cristo  la vera felicità  dell’uomo. È  Cristo  la risposta a quello che cerchiamo. È  Cristo  l’umanità  vera che noi desideriamo e che dobbiamo voler costruire. È  Cristo  l’esempio che noi vogliamo seguire.

Continua a leggere

1 gennaio 2021 Solennità di Maria santissima Madre di Dio

Silenzio, ascolto, profondità

La liturgia della parola di oggi ci chiede di iniziare questo nuovo anno con una benedizione: “Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolge a te il suo volto e ti conceda pace”.  

In un mondo in cui in cui si parla così male delle persone, anche scrivendo sui nostri social e anche all’interno delle nostre comunità e gruppi, è  bello poter iniziare quest’anno invitati dal Signore non a maledire, ma a benedire.

Noi veniamo da un anno molto difficile, per cui sentire che dobbiamo benedire sembra quasi una parolaccia dopo un anno così brutto. È un anno che ci ha imposto una maschera sul viso, ce l’abbiamo tuttora e l’avremo per parecchi mesi; ma questa maschera sul nostro volto ne ha fatto cadere tante altre  che nemmeno sapevano di avere. Le nostre sicurezze, il mito del progresso infallibile, l’idea di essere al riparo dalle tempeste: ci siamo scoperti vulnerabili, esposti a rischi che non potevamo controllare, noi che vogliamo sempre controllare tutto.

Tre parole riassumono questo anno 2020  ormai alle nostre spalle: fragilità,  solitudine e paura.

Per rispondere a queste tre parole  c’è  un solo modo, quello dei i pastori, come dice la Scrittura di stamattina: “senza indugio”, dopo l’invito degli angeli, i pastori sono andati a cercare Gesù.

continua a leggere