Omelia di Domenica 25 gennaio 2026


Come abbiamo avuto modo di dirci , il cammino domenicale non è , non vuole e non deve essere solo un “andare a messa”.
Il cammino domenicale è un cammino di fede: alla scuola della parola di Dio, domenica dopo domenica, accogliendo e impegnandomi a vivere quella parola, cresco nella fede.

Potremmo dire, carissimi, per certi versi,  che oggi inizia il nostro cammino di fede, il tempo della sequela .

Abbiamo goduto del tempo di Natale: “ Vi annunciamo una grande gioia. Per voi è nato un bambino!”

Domenica scorsa Giovanni Battista ci ha detto che quel bambino è diventato grande, forse qualcuno non lo ha riconosciuto perché è cambiato fisicamente, ora ha la barba è più giovane. Giovanni allora dice:” Ecco quel bambino, ecco l’Agnello di Dio, ecco Colui che dovete seguire. Andate con Lui”. Se leggiamo il Vangelo di Giovanni, vediamo come i discepoli  lasciarono  il Battista e seguirono Gesù.  Due dei  discepoli di Giovanni diventarono infatti apostoli di Cristo.

Oggi Gesù parla per la prima volta e non ci dice, come noi vorremmo sentirci dire: ”Grazie di stare qui, che piacere vedervi, come sono contento, quanti siamo?”Il Signore dice tutta altra cosa. Immaginatevi per un istante che Gesù per la prima volta entri qui dentro, si metta  davanti all’altare e ci dica:” Convertitevi! Convertitevi perché il regno di Dio è vicino.”

Il Signore ci chiama ancora una volta a conversione.

Molte volte succede,  cosa umanamente comprensibile ma sbagliata, che quando pensiamo alla conversione, pensiamo ai lontani, a chi non va mai in chiesa, a quel mio amico che bestemmia, a quell’altro che si comporta in modo molto disonesto: pensiamo sempre agli altri. Invece Dio chiama me alla conversione, Dio chiama  ciascuno di noi alla conversione.

Potremmo chiederci:” Praticamente, che devo fare? Che cosa vuole il Signore da me?”

Ed ecco l’intuizione straordinaria che ebbe qualche anno fa, esattamente sette anni fa, Papa Francesco che volle, per la Chiesa Universale, la giornata mondiale della parola di Dio.

Se ti vuoi convertire, non puoi prescindere dalla parola, non puoi farne a meno .

Stiamo attenti alla fede “fai da te”. Conosciamo tanta gente che dice di avere fede e forse magari veramente potrebbe averla, ma poi, appena apre bocca, scopriamo un mondo triste:  “Ho fede, però sono favorevole all’eutanasia, sono tanto credente, però per  una coppia che sta in crisi è meglio che si lascino…” e potrei fare tanti altri esempi.

Dobbiamo mettere Cristo al centro. Vi fidate di Gesù ? Gesù, nella vostra vita, è veramente importante? Quanto la parola di Dio determina le nostre vite?

Vedete, possiamo anticipare un esempio che magari ci aiuta.

Tra poco inizierà la quaresima e nella prima domenica si leggerà il vangelo delle tentazioni. Di fronte a quella tentazione, di fronte a quell’altra tentazione, Gesù non risponde:” Io penso che…, io sono convinto che…, io ritengo che…” come tante volte facciamo noi.

Gesù risponde:” Sta scritto…” . Io potrei anche pensare in un mondo diverso,  forse avrei anche una visione completamente diversa, però:” Sta scritto…” e siccome sta scritto,  non posso fare altro. Fidatevi di Dio. Permettete al Signore, realmente, di parlare ai vostri cuori. Allora sì che faremo un cammino di conversione, un cammino di fede.

Non chi dice:” Signore, Signore” entrerà nel regno di Dio, ma chi fa la volontà di Dio. E per fare la sua volontà  prima bisogna conoscerla. Viviamo un momento della storia dove in nome di Dio si fanno anche le guerre, ma tutti ben capiamo che Dio non può volere la distruzione dell’uomo. Allora smettiamola di dire sia fatta la sua volontà, quando poi in realtà ognuno di noi porta avanti la propria. Dobbiamo mettere Cristo al centro, dobbiamo diventare persone che si nutrono della parola di Dio.

Non vogliamo essere di quelli che sono semplici consumatori di ostie.  Cristo non è solo eucaristia, Cristo è parola, quella parola di cui non posso fare a meno. Come dice la prima lettura e come riprende il Vangelo,  il popolo, che camminava nelle tenebre, finalmente ha visto la luce e la luce è Cristo. Altrimenti anche noi, purtroppo, saremo sempre sballottati dalle realtà del mondo.

Che cosa ci dice oggi la parola di Dio? Ci dà un tassello fondamentale, dal quale ovviamente non si può prescindere. San Paolo ci dà la prima indicazione del cammino di conversione che siamo chiamati a fare ed è un impegno sul quale tutti dobbiamo lavorare: ci dice che se vuoi fare un cammino di conversione, devi essere una comunità convertita. Se vogliamo essere credibili dobbiamo essere in comunione. Non possiamo dire:” Io  sono di Paolo, io di Apollo o invece di Cefa: noi siamo di Cristo”. Se tu vuoi essere chiesa, devi essere chiesa in comunione. Una comunità divisa non è credibile, non ha nulla da insegnare, piuttosto da scandalizzare. Allora dobbiamo lavorare su questo.

“Vi riconosceranno da come vi amerete”: dobbiamo essere un segno credibile, non perché faremo dei bei ragionamenti o delle belle prediche, ma perché  vivremo il Vangelo, lo testimonieremo e ci sforzeremo di metterlo in pratica. Il Signore ci  raccomanda la comunione. Partiamo da qui, ci dice San Paolo. Noi non siamo di nessuno, siamo di Cristo e Cristo è il tutto della nostra chiesa.  Iniziamo,quindi, un cammino di conversione, un cammino alla sequela del Maestro.

“Parla Signore, parla Signore ai nostri cuori”.  Se vogliamo fare la volontà di Dio dobbiamo metterci in ascolto.

Carissimi, cercheremo di promuovere, in questo anno, tanti momenti di lezioni di vita. Abbiamo bisogno di notizie della parola. Nella chiesa c’è tanta ignoranza biblica ed è colpa di noi sacerdoti, ma è anche colpa di noi comunità. Dobbiamo andare a cercarci quel qualcosa che ci aiuti a crescere nella fede. Spero che la parrocchia possa aiutarvi in questo cammino.

Convertiti, ci dice oggi il Signore.

Mettiamoci alla scuola di Cristo e cerchiamo veramente di viverlo nel quotidiano.