La parola che abbiamo appena ascoltato oggi, ci viene donata proprio all’inizio del nuovo anno pastorale. Dice l’evangelista Matteo:” Il regno dei cieli è simile a un padrone che aveva bisogno di operai. E andò a cercarli per farli lavorare nella sua vigna”. Questa è la chiesa e la missione alla quale tutti siamo chiamati; nella fede siamo protagonisti e non spettatori. Ancora oggi alcuni nostri fratelli , dicono:”Vado a sentire la messa.” La messa non si sente, ma si partecipa perché quel Gesù che incontriamo attraverso la parola e di cui ci nutriamo attraverso l’eucaristia è lo stesso Gesù che, dopo, dobbiamo portare fuori, nel mondo. Tutti siamo pienamente coinvolti in questa missione. La Vigna sta aspettando noi, ha bisogno di noi e allora sentiamoci partecipi di questa vocazione.
Carissimi, partiamo da un punto che è fondamentale. Dice il Signore per bocca del profeta Isaia nella prima lettura: “ Cercate il Signore.” Che cosa cerchiamo noi nella nostra vita, abitualmente?Nessun di noi si mette a cercare qualcosa che non gli serve. Chi di noi perde tempo a cercare qualcosa che non interessa? Che cosa cerchiamo oggi nelle nostre vite? Tutto il Vangelo di Giovanni è costruito proprio attorno a questa domanda. Se cerchiamo il Signore allora dobbiamo andare a cercarlo non dove siamo convinti di doverlo trovare. Dio non è un soprammobile. Dio è il Signore che vuole scrivere le nostre storie, la storia della chiesa. Leggiamo in questo senso il Vangelo.
La chiesa è di Cristo e noi nella chiesa siamo chiamati, tutti, a portare il nostro contributo, ovviamente ognuno secondo i carismi che ha ricevuto, ognuno secondo la vocazione ricevuta.
Tutti dobbiamo vivere il battesimo e testimoniare la Fede nel battesimo. La Fede, fratelli miei carissimi, non è recitare preghiere, anche se siamo tutti d’accordo che pregare è importante: vivere la Fede vuol dire vivere il Vangelo. E oggi Signore ci dice: “ Va a lavorare.” Questa pagina è parola di Dio, questa frase è ciò che il Signore ha detto ai discepoli.
Come termina il Vangelo di Giovanni? Termina con un bellissimo dialogo tra Gesù e Pietro. Dice Gesù: ”Mi ami tu? Se mi ami prenditi cura del mio gregge.”
Non è questo l’amore di Dio? Prenditi cura del mio gregge dice Gesù a Pietro. Se mi ami prenditi cura, mettiti a servizio della comunità, aiuta i fratelli: questo è il progetto di Dio, in questo consiste il lavorare nella vigna di Dio e allora oggi dobbiamo chiederci tutti, io per primo, se veramente stiamo lavorando per il Signore o stiamo lavorando per noi stessi.
Ecco la parte finale del Vangelo. Il Signore ha concordato uno stipendio:chi aveva lavorato un poco di più si aspettava un compenso maggiore.
Che cosa ci aspettiamo da Dio? Qual è lo stipendio che vorremmo? Cosa ci gratifica? Cosa desideriamo? Vedete San Paolo fa una stupenda catechesi: dice:” Fratelli miei carissimi, vivere è Cristo e io sono pronto anche alla morte pur di ritornare a Cristo. Però rimango ancora fra voi, perché avete ancora bisogno.”
Ci sono cristiani che hanno ben organizzato la loro vita spirituale: vengono all’adorazione, dicono le loro preghiere, il rosario, ma della comunità, del mondo, del quartiere non si interessano. Loro stanno bene con il Signore e hanno trovato ormai la loro piena comunione . Questo è sbagliato. Chi sta bene con il Signore, necessariamente sente la necessità. di donarsi al fratello. E potrei fare tanti esempi: il più tipico è il Monte Tabor. Quando Pietro disse:” Signore è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, sistemiamoci qui e da qui non muoviamoci più.” E Gesù disse:”Dobbiamo andare giù. Dobbiamo andare a dare la vita. Dobbiamo metterci al servizio dei fratelli” Questa porzione piccolissima di Vigna del Signore, cioè la comunità di San Bonaventura ha bisogno di operai, ha bisogno di tutti voi, se volete mettervi al servizio e se volete veramente comprendere la bellezza dell’essere di Cristo. Carissimi e concludono. Il titolo cristologico più importante dei Vangeli che noi dobbiamo sottolineare quando parliamo di Gesù, è il Servo di Jahvè. Poi lo possiamo chiamare giustamente: Messia, Salvatore, Cristo, Signore, con tutti i titoli, tutti giusti. Ma il titolo per eccellenza è: il Servo: “Io non sono venuto per essere servito ma per servire. Mio cibo e fare la volontà del padre Mio. La Madonna nel suo stupendo “Magnificat” dice:” Eccomi, sono la serva del Signore.”Il servire? Questa parola oggi ci disturba, l’abbiamo cancellata dai nostri vocabolari. Oggi vogliamo tutti avere pari dignità, pari ruolo, pari non so cosa. La chiesa di Cristo è la chiesa del servizio. Cristo è il capo e noi siamo tutti servi e se la vogliamo dire tutta, servi inutili. Ma di questi servi inutili il Signore ha tanto bisogno. C’è qualcuno qui dentro che adesso vuole dire: “ Signore! Eccomi! Manda me?”
