Prestare servizio per l’accoglienza dei giovani in occasione del Giubileo per me è stata una preziosa opportunità per toccare con mano quanto sia semplice e gioioso vivere la fraternità.
In questi giorni ho sperimentato la bellezza della condivisione in cui ognuno cercava di venire incontro all’altro con amore, scambiandoci storie, risate, vissuti ed elevando insieme un’unica preghiera universale, che supera ogni confine linguistico, geografico e politico.
In parrocchia e per le strade della città abbiamo visto questo immenso flusso di ragazzi provenienti da ogni parte del mondo convergere qui, a Roma, tra canti, sogni e la fame di cambiare il mondo.
E in questo clima di amicizia e unità, quanto è insostenibile solo immaginare che di questa gioia siano privati ancora tanti popoli perché un fratello è costretto a imbracciare il fucile contro un altro.
Questo Giubileo invece diventi una scelta concreta di vita per ciascuno di noi, che da qui ripartiamo irradiando le città di una nuova speranza, per creare ponti di pace con gli occhi rivolti verso l’altro e l’Alto.
Volontaria per l’accoglienza
