Continuando il nostro cammino di quaresima e di conversione, ormai sempre più vicini alla Santa Pasqua, dobbiamo soffermarci molto sulle letture di questa quarta domenica, che sicuramente ci aiuteranno a vivere bene questi giorni che ci separano dalla Pasqua.
Gesù fa una domanda, la fece al cieco nato, la fa oggi alla Chiesa e a ciascuno di noi: ”Tu credi nel figlio dell’uomo? Tu credi?“ Ora non dobbiamo rispondere come da catechismo, perché la risposta del catechismo tutti la conosciamo perfettamente. Non esiste una risposta esatta, esiste la risposta che ognuno di noi è in grado di dare verificando se stesso. Dobbiamo cercare la risposta dentro di noi, nelle nostre vite, nel nostro quotidiano, in come, oggi, ci relazioniamo agli altri e al mondo.
Tu credi? Allora dobbiamo metterci in discussione, dobbiamo entrare nel Vangelo di questa domenica, e non soffermarci solo sul fatto che Gesù ha fatto un miracolo. Questo Vangelo, credo, parlo per me e mi azzardo a parlare anche per voi, ci coinvolge tutti, chi più e chi meno.
Partiamo dalla prima lettura. Il Signore chiamò Samuele e lo inviò da Iesse il Betlemmita, perché tra i suoi figli, Dio si era scelto un re. Iesse fa vedere a Samuele i suoi figli, quelli maggiori,che fisicamente erano già adulti e il Signore dice a Samuele di non guardare alla statura, all’aspetto fisico, perché non conta quello che vede l’uomo, che si ferma all’apparenza, ma quello che vede Dio: il cuore. Proviamo a leggere questo versetto così:” Non guardare quello che guarda il mondo, perché il mondo vede solo l’esteriorità.”
Alla luce di questo versetto, di questa parola , ognuno di noi dovrebbe chiedersi come stia messo a livello di vista. Cosa riusciamo a vedere oggi nelle nostre vite? Credo che tutti, nella preghiera, dovremmo gridare le stesse identiche parole di questo cieco:” Signore, fa che io veda, Signore, guariscimi, perché in questo momento della mia vita faccio fatica. Io non Ti vedo. Non Ti vedo nel mio quotidiano, nel mondo del fratello, nella mia storia personale. Signore, non Ti vedo. Guariscimi, che io possa vedere.”
E’ in questo, che dobbiamo comprendere a quale vocazione siamo chiamati. La Chiesa di Roma, in preparazione al Giubileo che abbiamo terminato da poco, qualche anno fa, ha dedicato un anno intero alle malattie spirituali. Siamo purtroppo malati spiritualmente. C’è una grande attenzione, umanamente comprensibile, nel prendersi cura del corpo, ma purtroppo anche noi che partecipiamo all’Eucarestia Domenicale, abbiamo poca attenzione verso le malattie dello spirito. Quindi dobbiamo, in questi ultimi giorni, lavorare in questa direzione: ”Signore, che io Ti possa vedere, perché purtroppo, spesso, i miei occhi sono presi dal mondo.” Il mondo ci condiziona. La vita di tutti i giorni ci condiziona, le persone che ci stanno attorno ci condizionano. Non so se voi avete mai detto, incontrando una persona:”Questo mi è antipatico a pelle.“ Espressione bruttissima, perché ci fa capire che ci fermiamo all’apparenza, alla superficialità.
Dobbiamo fare un cammino di santità, di conversione e per aiutarci in tutto questo, facciamo riferimento a un episodio biblico, alla conversione di San Paolo, così abbiamo un’idea chiara di quello che rappresenta il vangelo di questa domenica. Dice il Libro degli Apostoli che Paolo, Saulo, perseguitava la Chiesa, perché era radicato nella sua fede, era un ebreo osservante, molto religioso e quindi non accettava questa nuova religione, al punto che perseguitava i discepoli del Signore. Ad un certo punto il Signore si rivela a Saulo:” Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” Lui rispose con questa espressione:” Chi sei? Chi sei?” “ Io sono quel Gesù contro cui ti sei accanito.”
Tu credi nel Figlio dell’uomo? Vedete,carissimi, lo dico a me stesso tutti i giorni e mi permetto di dirlo a voi. Non date mai per scontata la fede, non vivete mai nella certezza che avete tutto ben chiaro, tutto ben definito. Il nostro cammino è un cammino che tutti i giorni si mette in discussione. Tutti i giorni. Chi è Cristo nella mia vita di tutti i giorni? Chi è Cristo nella mia vita interpersonale? Chi è Cristo nel mio vivere il mondo e le situazioni del mondo? Senza saperlo o senza accorgercene, forse, e sottolineo forse, perseguitiamo il Signore esattamente come faceva Saulo.
Dice il libro degli atti, che Saulo,dopo questo viaggio, diventò cieco. Non vedeva più e per tre giorni rimase cieco.
Poi il Signore lo inviò dal profeta Anania e Saulo riacquista la vista, torna a vedere. Erano passati tre giorni. Che cosa era cambiato nel frattempo? Era cambiato il mondo? Andava tutto nella direzione giusta? Niente di tutto questo: era cambiato Saulo. Era cambiato lui. Noi pretendiamo invece che cambino le cose, pretendiamo di cambiare il mondo, di convertire la gente e non siamo capaci di convertire noi stessi. Se vuoi cambiare qualcosa, inizia a cambiare te stesso, inizia a vedere con l’occhio di Dio, perché Dio non vede come vede il mondo, come vediamo noi.
Nella nostra vita spirituale, un riferimento biblico che mai, sottolineo mai, dobbiamo perdere di vista è Matteo 25. È tutto il capitolo di Matteo 25. La prima e la seconda parabola:” Io, dice Gesù, ho avuto fame.”Non dice:” Quel povero ha avuto fame o quel mendicante ha avuto fame. Io ho avuto fame e tu non mi hai visto.”
Tu non mi vedi. Allora ecco il vangelo di oggi: “Signore, se non ti vedo, aiutami a vederti, se ho oggettivamente delle difficoltà, tu aiutami, guariscimi. “
Carissimi, non è un peccato chiedere al Signore il dono della salute, chiedere che ci tolga tutte le malattie di questo mondo. Per carità! Ma ogni tanto, chiediamo al Signore anche la guarigione spirituale: ”Signore, guariscimi, perché mi sento un po’ presuntuoso, ho sempre ragione io, Signore, guariscimi, perché sono egoista. Signore, guariscimi, perché vedo il male ovunque, vedo tutto con sospetto. Signore, guariscimi, perché non ti vedo. Io non ti vedo.” E solo allora mi metterò in un cammino di santità.
Centrale, in questa domenica, è ciò che dice San Paolo nella seconda lettura:” Fratelli miei, un tempo eravate del mondo. Ora siete della luce. Comportatevi come figli della luce. Il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate di capire ciò che è gradito al Signore.”
Questa è la cecità da cui dobbiamo guarire. Premettetemi di concludere parlando da Parroco, stavolta.
Il Signore, si dice nel vangelo di oggi, spuntò per terra, fece del fango e lo mise sugli occhi del cieco e poi disse:” Va a lavarti.” Io spero, con tutto il cuore, che nessuno di voi arrivi alla Pasqua senza prima essersi lavato nella grazia del sacramento della confessione.
Facciamo una riflessione mariana. Cosa disse la Madonna a Bernadette di Soubirous? Va a lavarti. Lei pensava di andare al fiume. La Madonna diceva tutt’altro. Carissimi, solo quando una persona è pulita, sta attenta a non sporcarsi, quando è sporca non ci fa più caso. Cerchiamo, veramente, di guarire spiritualmente. Non abituatevi alle logiche del mondo, ai pensieri della gente, alle filosofie di questo tempo. Abbiamo come obiettivo un obiettivo alto, come fine, qualcosa di straordinario. Non dimenticatevi cosa disse Pietro durante la Trasfigurazione di Gesù e che abbiamo letto nella seconda domenica di Quaresima:” E’ bello Signore stare qui. E’ bello ciò che tu ci vuoi donare.” Allora chiediamo al Signore nella preghiera: ”Signore guariscimi. Che io possa vedere come Tu desideri.”
