Omelia dell’11 ottobre 2026

È sorprendente constatare quanto la Parola di Dio sia ancora oggi attuale e vera. Il Vangelo che abbiamo ascoltato è stato scritto duemila anni fa, eppure descrive una realtà molto vicina alla nostra società.

Il Signore invita tutti alle nozze, ma molti rifiutano l’invito perché presi dai propri campi, dai propri affari e dalle occupazioni quotidiane. Anche oggi accade qualcosa di simile: siamo spesso così assorbiti dai nostri impegni da non trovare spazio per Dio.

La liturgia di oggi, però, trova una sintesi chiarissima nelle parole di san Paolo: «Tutto posso in colui che mi dà la forza».

L’Apostolo afferma di saper vivere nella povertà e nell’abbondanza, nella sazietà e nella fame, perché la sua forza viene da Cristo. Questo…
[09:12, 12/10/2026] Diletta: «Tutto posso in colui che mi dà la forza»

La Parola di Dio, pur proclamata da duemila anni, continua a essere sorprendentemente attuale. Nel Vangelo il Signore invita tutti alle nozze, ma molti rifiutano perché troppo presi dai propri affari e dalle occupazioni quotidiane. Anche oggi rischiamo di essere così assorbiti dai nostri impegni da non lasciare spazio a Dio.

San Paolo ci offre la chiave per comprendere il messaggio della liturgia: «Tutto posso in colui che mi dà la forza». L’Apostolo sa affrontare la povertà e l’abbondanza, la sazietà e la fame, perché la sua forza viene da Cristo.

Anche noi dobbiamo chiederci: dove cerchiamo la nostra forza? In chi riponiamo la nostra fiducia?

Abbiamo bisogno di Cristo, non soltanto nell’Eucaristia, ma anche nella sua Parola di vita eterna. Ascoltare la Parola significa permettere a Dio di entrare nella nostra quotidianità, illuminarla e trasformarla.

Anche il catechismo deve avere questo obiettivo: non semplicemente preparare i bambini a ricevere un sacramento, ma aiutarli a conoscere Gesù per imparare ad amarlo. La fede non può ridursi a un’abitudine o a un gesto esteriore: deve diventare un incontro che cambia il cuore.

In una società segnata da violenza, disorientamento e fragilità, siamo chiamati a domandarci quale futuro stiamo costruendo e quale mondo lasceremo alle nuove generazioni. Abbiamo bisogno di ritrovare una Parola vera che sappia orientare la nostra vita.

L’invito di Dio è rivolto a tutti, ma richiede un cuore disponibile. L’“abito” della parabola evangelica è proprio questo: un cuore pronto ad accogliere il Signore.

Non abituiamoci, dunque, alle cose di Dio. Non viviamo l’Eucaristia come un semplice rito: nutriamoci di Cristo, innamoriamoci di Lui e facciamogli spazio nella nostra vita.

Perché, come ci ricorda san Paolo, «Tutto posso in colui che mi dà la forza».