Abbiamo detto, ormai diverse volte, che il cammino domenicale è un cammino di fede. Domenica scorsa Gesù ci ha detto:”Convertitevi” e ha rivolto ai suoi discepoli la stessa parola:“Convertitevi.” “
Siccome vogliamo fare un cammino di fede e vogliamo metterci in ascolto del Signore, ci siamo chiesti che cosa dobbiamo fare:” Signore, in che cosa consiste la conversione? “
Per comprendere bene le letture di questa domenica, la quarta del tempo ordinario e in modo particolare il Vangelo, dobbiamo necessariamente richiamare la seconda lettura.
Paolo illumina la liturgia di oggi. Dice l’Apostolo: ”Fratelli carissimi, considerate bene la vostra vocazione. Perché tutto ciò che è stolto per il mondo, Dio l’ha scelto per confondere i sapienti. Quello che è debole per il mondo, Dio l’ha scelto per confondere i forti.”
Con questa premessa possiamo dare un senso al Vangelo di oggi, che non è nuovo alle nostre orecchie.
“Beati i poveri!” Detta cosi è un’affermazione assurda. Chi è quello che vedendo un poveraccio gli dice:” Beato te?” Ai poveri diciamo: ”Beati loro”?
Dobbiamo capire che la logica di Dio è diversa dalla logica del mondo. I pensieri di Dio sono diversi dai pensieri del mondo. Questo deve essere chiaro.
Io lo ripeto, perché con voi voglio essere semplice e chiaro: il mondo di fuori, quando ragiona, non fa una piega, è coerente e ragiona bene.
Se parliamo con la gente, soprattutto dopo l’esperienza avuta con il Covid, ci dice che la vita è una e che devo godermela e non rinunciare a nulla. Se ho la possibilità di andare in settimana bianca, ci vado. Se posso andare in pizzeria, ci vado. Se voglio divertirmi, mi diverto, perché la vita è breve. Questo ragionamento non fa una piega.
Il problema siamo noi che diciamo:” Beati i poveri, beati i perseguitati a causa della giustizia.”
Ora, se noi vogliamo dare un senso al Vangelo di oggi, dobbiamo imparare seriamente ad alzare lo sguardo in alto. Perché, fratelli miei carissimi, diciamocelo onestamente, siamo molto condizionati dal mondo e dalle cose di quaggiù. Quindi in noi c’è un continuo conflitto spirituale. Nei nostri cuori, di questo non ho dubbi, c’è il desiderio di Dio. Ed è vero, c’è. Ma purtroppo abbiamo paura di rinunciare a tutto ciò che il mondo ci propone e siamo combattuti. Dobbiamo veramente metterci alla scuola del Maestro.
Dice Matteo in questa domenica, che il Signore, vedendo le folle si mise a insegnare. Mi piace e voglio pensare, che il Signore in lontananza abbia visto anche noi, i nostri volti. Nello sguardo di Dio ci siamo anche noi.
Se Gesù insegna, noi dobbiamo, vogliamo imparare. il Signore ci dice oggi quella che è la carta d’identità del cristiano, che ovviamente, lo ripeto, va in netto contrasto con le logiche del mondo che ci dice che Beati sono un’altra categoria di persone. Il mondo ci dice che dobbiamo farci i fatti nostri, così vivremo cent’anni. Gesù ci dice invece che dobbiamo prendere a cuore le sofferenze del mondo. Il mondo ci dice che possiamo fare carriera e puntare in alto, anche in modo scorretto, Gesù ci dice di farci servi e ultimi. Chi ha ragione? Alla fine che dobbiamo fare?
Noi abbiamo scelto il quieto vivere, cioè, dal lunedì al sabato stiamo nel mondo e quindi ci facciamo rispettare dal mondo. La domenica andiamo a Messa, facciamo la comunione, ci battiamo il petto e così avremmo trovato il nostro equilibrio. Ma posso dire una cosa brutta? Dice la Scrittura, che il Signore, vomita i tiepidi, quelli che non sono né carne né pesce, quelli che non si capisce mai da che parte stanno, quelli che, ovviamente, figli di questa terra, hanno capito come funziona il mondo.
Vedete, carissimi, ancora oggi, nel 2026, quando ci confessiamo, abbiamo come riferimento i Dieci Comandamenti: ”Io che faccio di male? Io non rubo, non uccido” e infatti sempre più spesso sentiamo dire:” non ho peccati. “
Tra i Dieci Comandamenti e noi, in mezzo, c’è Gesù, che ha cambiato totalmente il modo di guardare le cose. Diceva qualche anno fa Papa Francesco, in modo straordinario, che è bene non fare il male, e fino a qui siamo tutti d’accordo, ma, aggiungeva, che è male non fare il bene.
Quindi sarebbe bello pensare che è arrivato il tempo, finalmente, per tutti noi che stiamo nella Chiesa da tanti, tanti anni, di non chiederci più:” Che faccio di male?”, ma iniziare a chiederci:” Che faccio di bene?”. Il Vangelo ci dice che se tu ami quelli che ti amano, questo lo fa anche chi non va a messa, se tu sei disponibile con chi a sua volta lo è nei tuoi confronti, che fai di straordinario?
Il cristiano deve essere quel qualcosa di diverso rispetto al mondo, dobbiamo essere una nota che stona nel pentagramma del mondo di oggi: allora saremo un segno visibile e soprattutto un segno credibile. Alla luce della quarta domenica di Tempo Ordinario, la domanda che dobbiamo farci e farcela seriamente è: “Che cristiano sono in questo momento della vita ? Chi sono i beati per noi oggi? “
Beati voi, dice Gesù, beati voi solo quando sarete perseguitati a causa del Vangelo.
Questa per certi versi è una parola francescana. San Francesco d’Assisi, diceva ai frati: “E’ perfetta Letizia quando andrete in giro ad annunciare il Vangelo e vi bastoneranno, vi maltratteranno, vi insulteranno e diranno ogni sorta di cattiveria contro di voi. Allora sì che è perfetta Letizia.”
Quando facciamo una cosa buona, vogliamo subito il consenso, vogliamo che qualcuno ci dica che siamo stati bravi, vogliamo l’applauso, la stima. Invece dobbiamo imparare ad alzare lo sguardo; è ovvio carissimi che umanamente un’approvazione ci fa piacere, ma il nostro riferimento è Gesù Cristo. Convertitevi, iniziamo a ragionare secondo Dio e non secondo il mondo, sapendo e lo sappiamo bene tutti, che i suoi pensieri non sono i nostri pensieri, le sue vie non sono le nostre vie. “Non potete servire due padroni”, dice il Signore. Allora dobbiamo chiederci che cosa vogliamo fare: vogliamo seguire Gesù o vogliamo essere quelli di questo mondo? Vogliamo essere cristiani, secondo il cuore di Dio o vogliamo essere cristiani solo perché battezzati? Che cosa vogliamo essere? Dobbiamo metterci alla scuola del Maestro.
Gesù oggi ci dice con grande chiarezza chi sono i beati davanti a Dio. Tutto il resto non è di Dio.
