In questo tempo di Natale, che stiamo vivendo e celebrando, ci viene proposto, per la terza volta, il Vangelo del Prologo di San Giovanni. Possiamo dire, tranquillamente, che non è un errore, non è una distrazione, ma è un’ amorevole esortazione, che viene rivolta a noi.
La Chiesa, la liturgia, ci dicono: “Se volete comprendere bene il Santo Natale, allora dovete soffermarvi attentamente su questi versetti del Prologo di Giovanni.”
In principio, dice l’Apostolo, era il Verbo. Ora, se facciamo un passo indietro e andiamo al principio, noi vediamo come il Verbo ha creato.
Dio disse, e così fu. E fu sera e fu mattina, primo giorno.
E’ Il libro della Genesi e chi di noi ha familiarità con la liturgia, sa che questa pagina ci viene proposta tutti gli anni, nella notte di Pasqua.
Dio disse e così accadde. E fu sera e fu mattina, secondo giorno, eccetera, eccetera. Dio disse, e così fu.
Dio non vende chiacchiere.
Dio non ci manca di rispetto.
Dio non ci vuole prendere in giro.
Dio non è un venditore di frottole: Dio è la verità, quella verità che, se noi avremo il coraggio di accogliere, ci farà liberi, ci renderà realmente creature, persone nuove, diverse da come il mondo oggi le propone.
In principio era la Parola. E la Parola ha talmente amato da creare.
Vedete, a Natale, siccome ci vogliamo bene, ci facciamo i regali.
Più grosso è il regalo, più ti voglio bene.
Dio non ci ha regalato qualcosa.
Dio non ci ha, tra virgolette, comprati con chissà quale giocattolo: Dio si è fatto dono.
Lo ripeto spesso, specialmente in questo tempo della vita: se volete veramente farvi un regalo importante, un regalo che conta, regalatevi tempo, perché viviamo in un mondo dove tutti corriamo dalla mattina alla sera e non abbiamo tempo. Viviamo in una società in cui rincorriamo la vita, piuttosto che viverla. Dio non ci ha dato qualcosa, non ha mandato qualcuno. Dio è venuto Lui stesso.
Dio si è fatto dono. Dio ha preso la nostra carne mortale, si è fatto uno di noi.
Questa è la gioia di cui parlavano gli angeli la notte di Natale:” Vi annuncio una grande gioia.” E qual è questa grande gioia? E’ Dio stesso che ti viene a visitare. Dio stesso viene a camminare con te, a prenderti per mano, a darti coraggio: non siamo soli, Dio non ci ha abbandonato, ma ci sta guidando, se ovviamente lo sceglieremo come nostro riferimento nella vita. Il mondo ci propone tante verità. La vita di fuori ci mette davanti tante belle proposte. Sta a noi.
Torniamo indietro alla scrittura e troviamo nel libro dell’Esodo che, ad un certo punto, al popolo viene chiesto:” Decidi ora. Decidi tu che cosa vuoi fare. Chi vuoi servire? Chi vuoi ascoltare?” E il popolo disse :”Vogliamo ascoltare il Signore.“
Subito dopo si scagliò contro Mosè e contro Dio.
Cosa vuoi fare? Qual è il tuo progetto? Cosa desideri realizzare nella tua vita?
Dobbiamo allora metterci in discussione, perché come abbiamo ascoltato nel Prologo che ci è stato riproposto, per la terza volta:” Venne tra i suoi, venne tra la sua gente, ma non l’hanno accolto. “
Gesù è accolto solo quando fa ciò che vogliamo. Possiamo dire, fratelli miei carissimi, che dopo duemila anni, non è cambiato molto?
Noi cerchiamo il Dio dei miracoli, il Dio che non ci deve dire quello che dobbiamo fare, che non deve condizionarci la vita, che non ci deve chiedere nulla, ma che ci deve accontentare ogni qual volta ne abbiamo bisogno. E’ il Dio che io chiamo volgarmente il” Dio soprammobile”, che deve stare lì sul comò, oppure in cucina o da qualche parte di casa.
Gli metto pure una candela quando ho tempo. Ma deve stare zitto.
Non è così.
Dio è la Parola.
Non siate, io ve lo auguro con tutto il cuore,di quelle persone banali, purtroppo ce ne sono tante, che dicono:” Io ho tanta fede, ma poi in realtà vado per la mia strada, faccio quello che voglio, faccio come dico io e nessuno mi deve dire niente.“ Non è questa la fede.
Gesù a un certo punto fa due domande. Una nel libro dei Sinottici, in Luca, Matteo e Marco, e un’altra nel Vangelo di Giovanni, che più o meno è la stessa domanda. Nel Vangelo di Giovanni, lo vedremo tra poco, Gesù ci fa una bella richiesta:”Che cosa cercate? “
Tu oggi, che cosa cerchi?
Mi devo, quindi, mettere in discussione: se voglio diventare ricco e famoso, non è Gesù Cristo colui che mi può accontentare in questo. Se voglio diventare potente, non è Gesù Cristo colui che mi può aiutare . Anzi, e lo sappiamo benissimo tutti, il Signore ci dice:” Vuoi essere grande? Vuoi veramente essere importante? Fatti ultimo servo di tutti.”
A noi questo non va bene, non è quello che vogliamo.
Fratelli miei, con voi sono molto chiaro, per tutti gli anni che cammineremo insieme. Il primo tassello fondamentale alla vita spirituale è la serietà, è la chiarezza.
Non riempiamoci la bocca di Dio, ma sforziamoci piuttosto di mettere in pratica la parola di Dio, sia quando ci riuscirà facile, ma anche e soprattutto quando faremo veramente fatica, perché umanamente ci costa.
Non abbiamo una conoscenza biblica piena, non conosciamo tutta la Bibbia a memoria, però, fratelli miei, abbiamo gli strumenti, se lo vogliamo realmente, per fare un autentico cammino di fede. Mettiamo su carta tutti i versetti, tutte le parabole, tutti gli insegnamenti, e vedete che non riscriviamo la Bibbia, ma parecchie pagine sicuramente sì, e quelle pagine sforziamoci di viverle.
Ad un certo punto San Giovanni dirà nella sua lettera:” Fratelli, non siate di quelli che ascoltano la parola e basta, illudendo se stessi. Siate piuttosto di quelli che mettono in pratica la parola. “
Quel bambino, domenica prossima, ce lo troveremo adulto e inizia a parlare inizia a dirci. Non voglio anticiparvi le prossime prediche, ma la prima parola di Gesù è:” Convertitevi, convertitevi, perché il regno di Dio è vicino”.
Lo vogliamo fare? Siamo motivati? Ci interessa? Allora dobbiamo riflettere su questo, dobbiamo interrogarci su questo.
“Venne la luce ma il mondo, preferì il buio, venne tra i suoi, ma i suoi non l’ hanno accolto, venne nel mondo, ma Il mondo non lo riconobbe”, eppure era Lui che lo aveva creato, era il Creatore, ma il mondo non l’ha conosciuto.
Io vi auguro che questo sia un anno, dove veramente tutti possiamo metterci alla scuola del Verbo.
Fratelli carissimi, meno chiacchiere e più fede. Meno parole e più ascolto.
Oggi si parla troppo. Tutti siamo convinti di essere depositari e annunciatori di chissà quale verità. Tutti siamo convinti di avere sempre la parola giusta .
Mettiamoci in ascolto.
Come inizia il rapporto tra Dio e il popolo di Israele? “Ascolta Israele. Shema Israele: ascolta!”
Come inizia la vita pubblica di Gesù? Gesù esce dal fiume Giordano e una voce dice:” Questo è il figlio mio amato. Ascoltatelo!”
Cosa dice la Madonna, la madre, ma anche la Chiesa, visto che Maria simboleggia l’una e l’altra cosa in modo straordinario:”Qualsiasi cosa, qualsiasi cosa Gesù vi dica,fatela !”
Che sia un anno dove ognuno di noi, veramente, si possa mettere alla scuola del Dio fatto uomo, con gioia, con nuovo entusiasmo, con tante belle motivazioni.
Non guardate a me. Io se posso aiutarvi lo farò molto volentieri.
Guardate a Lui e sarete raggianti.
Oggi uno dei problemi della Chiesa, ed è un problema serio, è che ci guardiamo troppo attorno e il più delle volte non si capisce come mai guardiamo sempre quelli che sono peggio di noi, così da poter giustificare noi stessi.
Guardate a Lui, mettetevi alla sua scuola, fidatevi di Lui, ascoltatelo! Allora sì che potremmo dire:” Io ho fede!”
