Omelia per la Domenica delle Palme

Con la Domenica delle Palme  inizia la Settimana Santa, la  più importante, per la Chiesa, di tutto l’anno liturgico. Durante questa settimana, per due volte,  ascolteremo il Vangelo della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Lo abbiamo appena ascoltato e lo riascolteremo venerdì.

Non è una ripetizione: la Chiesa ci vuole ricordare che tutto quello che abbiamo letto è successo solo per un motivo: Dio ci ama e ci ama talmente tanto che per noi ha dato la vita.

San Paolo dirà ad un certo punto che nessuno ha tolto la vita a Gesù, ma che Lui si è consegnato alla morte; Gesù  ha dato la vita solo per amore. Dio ti ama.  Ognuno di noi deve accogliere e custodire nel suo cuore questo messaggio.

Carissimi, permettetemi velocemente due pensieri in questa domenica, uno, diciamo  biblico-spirituale, l’altro pastorale. Come inizia il Vangelo della Passione che abbiamo appena ascoltato? Con Gesù che era a tavola insieme con i Suoi discepoli. Tutti e quattro i Vangeli raccontano questo momento e Gesù dice: ”In verità vi dico, uno di voi mi tradirà.“

Non uno di fuori. Non un pagano, un ateo, un delinquente. Uno di voi. Uno che in questo momento è seduto a tavola con me. Carissimi, qualche anno fa, non mi ricordo la data, in una parrocchia di Roma, chiesero a Papa Francesco:

”Santità, qual è la cosa che più la fa soffrire, nella Chiesa? “E il Papa rispose:” Non sono gli atei, i non credenti, o quelli che oggi studiano filosofia, gli gnostici. Sì, per loro provo un po’ di dispiacere, perché non sanno cosa si perdono, ma quelli che mi fanno soffrire, sono quelli che dicono di credere, di avere fede e poi danno scandalo. Quelli mi fanno soffrire!”

Uno di voi mi tradirà: con questo versetto ripercorriamo tutta la nostra vita. Quante volte mi capita di tradire il Signore,  di rinnegarlo, di prendere distanze, di lasciare perdere, di andare via. Quante volte, Signore, Tu facevi affidamento su di me e io invece ho preferito la via comoda?

Uno di voi mi tradirà.

Carissimi, sicuramente nella vita di tutti noi ci sarà stato un momento, un episodio, una situazione in cui ci siamo rimasti mali. Qual è la sofferenza maggiore, quando ti delude un estraneo o quando ti delude una persona nella quale tu facevi affidamento e in cui credevi? Quindi dobbiamo vigilare su questo: auguriamoci che la Settimana Santa e questi ultimi giorni, in preparazione alla Pasqua, ci aiutino a rimetterci in discussione.

Il problema non è se siamo peccatori, il problema è che noi oggi non riusciamo più a capire cosa vuol dire essere peccatori.

Questo è il pensiero spirituale biblico, poi permettetemi un pensiero pastorale.

La Domenica delle Palme, lo sappiamo benissimo tutti, si caratterizza, a livello di segno visibile, per il ramo della palma. Io do la palma a te, tu dai la palma a me, poi insieme la diamo a lui, ci ritorna indietro, facciamo il giro delle Sette Chiese e infine ognuno ritorna con la palma in mano e non abbiamo concluso niente.

Preghiamo per la pace nel mondo e poi non siamo in pace tra di noi, preghiamo perché cessino le guerre e poi siamo in conflitto tra di noi. Questo ramo di olivo, ci ricordi che dobbiamo seminare la pace.

Se tu, dice il Vangelo, ricordi che un tuo fratello, in questo momento, per diversi motivi, ha un qualcosa contro di te, va, riconciliati con il fratello, poi torna e allora sì che sarà Pasqua, allora sì che sarà veramente una risurrezione nuova per tutti noi. Fate un gesto di coraggio quest’anno se, sottolineo se, per caso, qualcuno di noi in questo momento sta vivendo una situazione di difficoltà. Riconciliatevi con i fratelli, fate pace, fate un passo avanti, esponetevi, allora sarà Pasqua. Carissimi,  dobbiamo trasformare le nostre celebrazioni in vita. Dio ti ha tanto amato che per te ha dato la vita.

San Paolo dirà: ”Quando ancora eravamo nel peccato, Cristo è morto per noi. “ Quel ramo di ulivo ci doni oggi il coraggio, la forza, la fede per fare un segno vero, credibile, di piena adesione a Cristo. Saremo così credibili,  qualcosa nella nostra vita accadrà,  sarà un inizio di vita nuova ed è quello che io vi auguro con tutto il cuore in questa Settimana Santa.

Non scandalizziamoci se ci accorgiamo di aver tradito tante volte il Signore. Facciamo come Pietro che riconobbe il suo fallimento e chiese perdono. Signore perdonami, io questo sono.

Dio ci ama per come siamo. Dio non ci vuole perfetti, Dio ci vuole peccatori, ma peccatori consapevoli. Quante volte dovrò perdonare? Settanta volte sempre. Dio non si stanca di perdonarci perché Dio ci ama.

Sentitevi amati da Dio.