{"id":19045,"date":"2026-05-14T08:16:30","date_gmt":"2026-05-14T07:16:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.parrocchiasanbonaventura.it\/wordpress\/?p=19045"},"modified":"2026-05-14T08:16:39","modified_gmt":"2026-05-14T07:16:39","slug":"omelia-di-domenica-11-maggio-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiasanbonaventura.it\/wordpress\/omelia-di-domenica-11-maggio-2026\/","title":{"rendered":"Omelia di Domenica 11 maggio 2026"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La liturgia della parola di questa sesta domenica del tempo di Pasqua, ci sta preparando a due momenti importanti che vivremo, liturgicamente, nelle prossime domeniche. Ges\u00f9 dice, oggi, come avete appena ascoltato, molto chiaramente ai discepoli:\u201d Ancora un poco e il mondo non mi vedr\u00e0 pi\u00f9&#8230;\u201d Domenica prossima infatti celebreremo la solennit\u00e0 dell&#8217;Ascensione al Cielo di Ges\u00f9, che ritorna al Padre. Da quel momento inizia l&#8217;opera dei discepoli. Fratelli&nbsp; carissimi, cerchiamo di vivere nel miglior modo possibile questo poco tempo che ci separa dall&#8217;Ascensione, cercando di arrivare preparati al distacco dal Signore, perch\u00e9 ci attende una missione importante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Signore ci d\u00e0 le ultime indicazioni o, se vogliamo, l&#8217;ultimo insegnamento, prima di tornare al Padre:\u201d Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.\u201d Non facciamo fatica a capire che l&#8217;amore in Cristo, passa attraverso l&#8217;osservanza della Parola. Non si pu\u00f2 prescindere da questo. Stiamo attenti perch\u00e9 potremmo cadere nell&#8217;errore di dare una sbagliata interpretazione a questa parola. Perch\u00e9? Perch\u00e9 quando pensiamo ai comandamenti,&nbsp; pensiamo ai dieci comandamenti, quindi&nbsp; ritorniamo all&#8217;Antico Testamento, a Mos\u00e8, ma sappiamo bene tutti che tra noi e Mos\u00e8, in mezzo, c&#8217;\u00e8 Ges\u00f9, che ha cambiato praticamente tutto. Qui non si tratta pi\u00f9 di stare attenti a non commettere determinati errori. Sappiamo benissimo che il decalogo si caratterizza per i tanti no che il Signore ci ricorda: non rubare, non uccidere, non commettere atti impuri&#8230; Il Signore preparava il suo popolo, un popolo che stava iniziando il suo cammino. Ges\u00f9, invece, ci d\u00e0 un altro comandamento, che \u00e8 totalmente diverso e che ovviamente ci responsabilizza in un modo completamente nuovo. Qualche anno fa Papa Francesco ha riassunto in modo straordinario tutto questo, quando ci disse con grande chiarezza: \u201dE&#8217; bene non fare il male\u201d e di questo siamo tutti d&#8217;accordo, perch\u00e9, da bravi cristiani, stiamo attenti a non commetterlo. Quanti cristiani ancora oggi, quando, per esempio, si confessano, dicono:\u201d Che faccio di male? Che peccati ho fatto?\u201d&nbsp; Ma il Papa ci disse: \u201d\u00e8 giusto non fare il male, ma \u00e8 male non fare il bene.\u201d Questo ci apre a quella che \u00e8 oggi la vocazione cristiana. Fratelli miei, \u00e8 finito il tempo in cui continuiamo a chiederci: \u201dChe faccio di male?\u201d Dovremmo gi\u00e0 stare, da parecchio tempo, nel momento in cui dovremmo chiederci tutti: \u201cche faccio di bene?\u201d Nella mia vita cristiana oggi, che faccio di bene? Ho la famiglia, amo la mia famiglia, lavoro, questo per\u00f2 lo fanno anche i&nbsp; non credenti.&nbsp; La famiglia non \u00e8 una peculiarit\u00e0 solo dei cristiani. Tutti abbiamo amici, conoscenti, parenti che non vanno mai in chiesa, per\u00f2 hanno un senso forte della famiglia, ringraziando Dio. Ovvio che partiamo dalle cose a noi pi\u00f9 vicine, quindi dalla famiglia e tutto il resto, ma \u00e8 anche vero e dobbiamo dirlo, che la nostra visione \u00e8 molto pi\u00f9 ampia e ci spinge oltre. \u201cSe tu mi ami,\u201d dice Ges\u00f9, \u201cdevi osservare la mia parola\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fratelli miei carissimi, conosciamo la parola di Dio, non sappiamo tutta la Bibbia a memoria, no, assolutamente, ma tutti noi ricordiamo benissimo, per esempio, che Ges\u00f9 ci ha detto di perdonare settanta volte sette, quindi non posso essere uno di quelli che si trascina dietro dei rancori, per secoli,&nbsp; che va a messa, fa la comunione e poi esce fuori, trova una persona e dice:\u201d Ah, quello per me non esiste, quello per me \u00e8 morto.\u201dCos\u00ec ragiona il mondo. Infatti, nel Vangelo, Ges\u00f9 dice: \u201dQuando io vi mander\u00f2 lo Spirito, il mondo non lo capir\u00e0.\u201c Il mondo non comprende la logica di Dio. Ma \u00e8 giusto che non la comprenda, perch\u00e9 la logica del mondo \u00e8 sua. Io dico sempre che&nbsp; il mondo \u00e8 coerente, siamo noi, certe volte, che non lo siamo. Se parli a una persona che si dichiara apertamente non credente, ti dice che la vita \u00e8 una e va goduta: lavora onestamente, fa il suo dovere, va a fare il week end, in montagna, parte per la settimana bianca , perch\u00e9 non vuole rinunciare a nulla. \u00c8 nella sua logica. \u00c8 perfetto. Il problema siamo voi. Guardate cosa ci dice San Pietro nella Seconda Lettura. Oggi per certi versi, per capire il Vangelo, che \u00e8 impegnativo, dobbiamo avere come riferimento la Seconda Lettura. Pietro dice:\u201d Carissimi, innanzitutto adorate il Signore. Adorate il Signore nei vostri cuori.\u201d Questo \u00e8 il punto di partenza dal quale non si pu\u00f2 prescindere. Scusatemi, vogliamo essere i \u201ccristianucci\u201d della domenica, che vanno a Messa tutte le domenica, che dicono di aver fatto il proprio dovere, o siamo di quelli che, piano piano, vogliono veramente innamorarsi di Dio? Perch\u00e9 la situazione \u00e8 totalmente diversa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pietro ci dice che se vuoi vivere il Vangelo, se vuoi mettere in pratica la parola, ti devi innamorare di Cristo. Abbiamo gi\u00e0 detto, diverse volte, che quando si \u00e8 innamorati si fanno cose impensabili, non ci pesa nulla,&nbsp; non guardiamo alle sfumature: dobbiamo partire da l\u00ec, dice Pietro:\u201d Adorate il Signore, innamoratevi di Cristo\u201d, e poi aggiunge una cosa fondamentale, in questa sesta domenica di Pasqua:\u201c Siate pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della vostra Speranza\u201d, non della vostra fede, non della vostra carit\u00e0, ma della vostra speranza.&nbsp; Che cosa speriamo per il futuro, quali sono le nostre aspettative spirituali, che cosa desideriamo? Pietro ci dice,&nbsp; che devi rispondere al mondo della tua speranza, e diciamocelo fraternamente, questo \u00e8 il problema della Chiesa di oggi:&nbsp; noi non parliamo mai della vita eterna,&nbsp; parliamo di tante cose belle, che vorremmo che si realizzassero, ma purtroppo il pi\u00f9 delle volte ci accorgiamo che&nbsp; la comunit\u00e0 perfetta non esiste, esistiamo noi, con i nostri limiti, con le nostre miserie, con i nostri entusiasmi, con le nostre buone intenzioni. Non dimentichiamoci che, dei dodici scelti da Dio stesso, uno l&#8217;ha tradito, uno l&#8217;ha rinnegato, tutti gli altri sono scappati, quindi i perfetti non esistono. Dobbiamo partire da questo aspetto. La speranza di cui parla Pietro ci proietta ben oltre ogni logica e ogni aspettativa umana. Pietro dice, proprio parlando di questo:\u201d E&#8217; meglio soffrire, operando il bene, che facendo il male.\u201d Se comprendo questo, sono gi\u00e0 proiettato in un qualcosa che va ben oltre. Perch\u00e9 sulla Terra nessuno dovrebbe soffrire, nessuno \u00e8 masochista al punto da augurarsi dolore, ma se \u00e8 qualcosa che ci porta oltre, allora cambiamo completamente la prospettiva e su questo che, ovviamente, dobbiamo riflettere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto questo fratelli, come possiamo realizzarlo? Ges\u00f9 inizia a parlarne apertamente:\u201d Vi mander\u00f2 il Paraclito.\u201d Oggi Ges\u00f9 parla chiaramente dello Spirito Santo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vedete, questo \u00e8 un altro piccolo peccato presente nella Chiesa. Tendiamo molto ad una fede razionale e questo per certi versi ci sta, va bene, per altri versi, \u00e8 un limite. E&#8217; lo Spirito, dir\u00e0 Ges\u00f9 agli Apostoli, che vi far\u00e0 comprendere la verit\u00e0 tutta intera. E&#8217; lo Spirito che vi introdurr\u00e0 nel mistero di Dio. Questo vale ancora oggi ed \u00e8 il nostro limite, ancora oggi. Dobbiamo aprirci e credere all&#8217;azione dello Spirito. Dobbiamo veramente comprendere e lo vedremo la prima domenica dopo la Pentecoste. La liturgia \u00e8 un cammino meraviglioso di fede. Non a caso la prima domenica dopo la Pentecoste, \u00e8 la solennit\u00e0 della Santissima Trinit\u00e0: ricordati che tu credi in un Dio che \u00e8 il Padre e nel Dio Padre, se andiamo fuori, credono tutti. Tanta gente dice di avere fede. Ma che cosa vuol dire:\u201d ho fede?\u201c Ma&nbsp; quando quel Dio si \u00e8 fatto uomo, la fede inizia a diventare un po&#8217; impegnativa, perch\u00e9 quell&#8217;uomo che \u00e8 Ges\u00f9 Cristo, ha parlato, ci ha detto cosa vuol dire avere la fede e ci dice che non la si pu\u00f2 comprendere se non siamo illuminati dalla grazia dello Spirito Santo. La Pentecoste \u00e8 il segnale chiaro di come non abbiamo capito niente. Andate fuori e chiedete alla gente che cosa \u00e8 la Pentecoste. Io penso, statistica alla mano, che un 60% di persone non lo sa, eppure \u00e8 la terza persona della Santissima Trinit\u00e0. Dobbiamo convertirci, ma convertirci veramente, altrimenti il Vangelo rimarr\u00e0 solo un insieme di belle parole, solo parole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Signore convertici, Signore cambiaci, Signore, guariscici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La liturgia della parola di questa sesta domenica del tempo di Pasqua, ci sta preparando a due momenti importanti che vivremo, liturgicamente, nelle prossime domeniche. 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