10 marzo 2019 Prima domenica di Quaresima

Docilità

Ci troviamo nella prima domenica di Quaresima. E dove troviamo Gesù? Nel deserto. E’ stato guidato lì dallo Spirito Santo.

Che cosa è successo poco prima di questo episodio? Gesù è stato battezzato nel Giordano. E là una voce dice: “Tu sei il mio figlio prediletto”: Poi lo Spirito Santo lo lo accompagna nel deserto. E lì rimane quaranta giorni. Voi sapete quanto dura la Quaresima: quaranta giorni. Quindi riguarda  anche noi: anche noi siamo chiamati a entrare nel deserto.

Che cos’è il deserto, come lo possiamo descrivere? Un posto dove c’è tanta sabbia. E perché c’è tanta sabbia? Nel deserto non c’è acqua, quindi non cresce niente, c’è solo sabbia. Perciò è difficile trovare cibo, immaginiamo, la vita è proprio difficile in mezzo a questo deserto. Ecco: Gesù si ritrova per quaranta giorni nel deserto; e noi per quaranta giorni viviamo la Quaresima: allora facilmente diciamo che per noi è la stessa cosa. Dunque siamo chiamati a fare questo cammino quaresimale nel deserto.

Ma che cosa significa il nostro deserto? Abbiamo detto che nel deserto il problema è l’acqua e il cibo. Infatti Gesù non beve e non mangia. Allora per noi significa che il deserto ci obbliga ad andare all’ essenziale. Che cosa succede nella nostra vita? Che ci riempiamo di tante cose, spesso non essenziali, superflue. Quante volte succede questo? Quante volte volete qualcosa perché non l’avete e, quando l’avete, già vi annoiate e volete qualcos’ altro? La nostra vita è così. La pubblicità è fatta apposta per questo, non per proporti qualcosa di cui tu hai bisogno, ma per farti inventare un bisogno. Cioè: tu non hai mai sentito parlare di quella certa cosa e adesso ne hai voglia. Perché? Perché mille volte ritorna questa pubblicità per dirti: ma tu ne hai bisogno!

Allora noi riempiamo la nostra vita di superfluo. La Chiesa ci permette in questi quaranta giorni di tornare a cercare l’essenziale della nostra vita, di capire qual è l’essenziale della nostra vita. Quando uno sta nel deserto la cosa importante è trovare acqua. Qual è l’acqua di cui la tua anima ha bisogno e che tu hai tralasciato? Infatti noi molto spesso ci dimentichiamo i nostri bisogni profondi, che sono quelli più importanti nella nostra vita, ce li dimentichiamo totalmente. E allora la Quaresima è tornare lì e cercare di ascoltare la fame e la sete della mia anima, di quello che ho di più profondo dentro di me. Questo è il nostro cammino, questo è quello che stiamo per iniziare con questo tempo di Quaresima.

E ovviamente in questo tempo cosa succede? Arriva il diavolo. Arriva la tentazione.

Prima abbiamo detto: iniziamo questi cammino di quaranta giorni, questi quaranta giorni ricordano Gesù nel deserto: Ricordano anche il cammino degli  Ebrei, quarant’anni nel deserto per loro. E dove camminano loro? Verso la terra promessa. E qual è la nostra terra promessa? La Resurrezione di Gesù, la nostra resurrezione, la chiamata a tornare al Padre.

E noi ci mettiamo in cammino, come questo popolo degli Ebrei che andava verso la terra promessa: anche noi ci  mettiamo in cammino. Perché un cristiano non sta così, come ad aspettare l’autobus – sappiamo che a Roma si aspetta tanto… Il cristiano è un uomo, una donna, in cammino. Mai fermo!

E allora ci mettiamo in cammino e in questo cammino arriva la tentazione, arriva il diavolo. Qual è la prima tentazione del diavolo? Cosa gli dice? Sente la fame di Gesù, è la prima cosa. E dice: “Beh, se tu sei figlio di Dio, trasforma queste pietre in pane! Mi sembra la cosa più ovvia e più facile!” Ecco: il diavolo dice: se tu sei figlio di Dio. Il diavolo fa sempre così, prende quello che siamo; lui riconosce che Gesù è figlio di Dio, lo riconosce. Il diavolo fa la stessa cosa con noi. Dice: se tu sei un uomo o una donna libera , mostralo! Dimostra che sei libero, fai quello che ti pare!  Già aveva fatto così con Adamo ed Eva, vi ricordate, nel giardino dell’Eden: se sei libero, prendilo! Giusto giusto vi ha proibito quest’albero! Ma se tu sei libero, prendilo!  

E cosa ha fatto l’uomo della sua libertà, cosa facciamo noi della nostra libertà? La usiamo per schiacciare gli altri, la usiamo per distruggere noi stessi e portare nella nostra società la nostra contagiosa stoltezza.

Allora lui inizia, ci prende e dice: se tu sei libero,  dimostralo! Ma Gesù gli risponde: “Non di solo pane vivrà l’uomo”. Cioè: io non uso le mie cose solo per me, c’è qualcosa di più grande! E scopriremo che Gesù è un uomo libero, ma non significa che usa la sua libertà per schiacciare l’altro, ma per amare l’altro. Spesso noi usiamo quello che abbiamo in maniera egoista. Ed è quello che tenta il diavolo di farci fare, dice: usa i tuoi poteri per te stesso! Non di solo pane vivrà l’uomo. C’è una fame più alta, più grande. Ed è quello che noi in questi giorni dobbiamo scoprire.

La seconda tentazione è il potere. Questo lo sappiamo quanto vale anche nelle nostre comunità: ci si bisticcia  perché uno è qua, uno è davanti, l’altro è dietro, insomma il potere. Il potere! Il potere è una cosa terribile, che distrugge l’uomo e la nostra società. Allora cosa fa il diavolo? Dice: “ “Ma tu potrai essere onorato da tutti,  diventerai il signore del mondo! Con una sola condizione: ti dovrai prostrare davanti ai miei piedi”: E Gesù, ovviamente, gli dice: “C’è un solo Dio”.

Noi tante volte rischiamo di cadere in questa trappola. Dobbiamo stare attenti. Ci facciamo rapidamente abbagliare gli occhi e anche lì, è tutta una cosa per noi stessi. Gesù invece è sempre docile: diventa Signore dell’universo: e noi festeggiamo Cristo re dell’universo per la sua docilità. Lui cerca sempre di abbandonarsi alla volontà del Signore. Ricordate nel giardino degli ulivi, quello che gli succede. “Non la mia, ma la tua volontà”. E’  la ricerca della volontà di Dio. E questo deserto quaresimale, questo nostro cammino ci deve servire a questo: a ricercare la volontà del Signore nella nostra vita.

Infine c’è la terza tentazione. Qual è la terza tentazione? Avete ascoltato il Vangelo? La terza tentazione è una tentazione terribile. Il diavolo, usando le parole della Scrittura, dice: “Buttati! Tanto c’è scritto: non ti lascerà cadere, i suoi angeli ti porteranno sulla mano”.  Usa il “salmo della fiducia” dell’uomo verso Dio. Terribile! Il diavolo stesso usa la Scrittura!

Questa tentazione la usiamo anche noi, quando certe volte prendiamo la parola di Dio e diciamo: questo mi giustifica, sono giustificato grazie a queste cose… E’ terribile! E cos’ è la risposta di Gesù? “Non tenterai il Signore Dio tuo”. Ma noi (già abbiamo fatto questo esempio) prendiamo Dio e lo usiamo come la macchinetta del caffè, dove metto la mia preghiera, la mia monetina, e aspetto che la risposta sia quello che voglio io: non la sua volontà, ma la mia volontà! Noi cerchiamo di tentare Dio così: tu me lo devi fare! Io sono qui sempre, dico il rosario tutti i giorni, vado sempre a messa, me lo devi fare! E anche nell’ accoglienza, nella volontà di creare una relazione, nel capire cosa vuole da noi…  ma siamo sempre noi a imporre la nostra volontà. E così non funziona. E infatti Gesù, per la terza volta, rifiuta questa tentazione.

Allora tutte queste tentazioni a cosa servono? “Diavolo” in greco significa divisore: ci vuole dividere. Le tentazioni servono a dividere la creatura dal creatore, l’uomo da Dio. Ed è quello che ha fatto dall’ inizio, con Adamo ed Eva. Adamo ed Eva erano glia amici di Dio. Dio passeggiava nel giardino dell’Eden cercando l’uomo. E l’uomo, dopo il peccato originale, si nasconde. Ecco: noi ci nascondiamo. Noi ci mettiamo delle maschere nella società perché vogliamo essere visti dagli altri, ma noi usiamo altre maschere verso Dio. E così la relazione non funziona.

Quindi questo deserto quaresimale è il momento in cui noi cerchiamo di togliere la maschera per ritrovare una relazione vera con Dio. E in questo cammino avremo delle tentazioni, ma come sempre, avete visto, dobbiamo tornare alla volontà di Dio, alla docilità come ce la mostra Gesù. Alla docilità. E non è facile, perché noi abbiamo la tendenza invece a voler usare le cose per noi, a chiuderci dentro di noi, a voler imporre la nostra volontà. Quindi il nostro cammino quaresimale è lì: è ricercare queste tentazioni, che qualche volta possono essere anche insidiose, come quest’ultima, che usa la parola di Dio. Possono entrare nelle nostra vita in maniera molto insidiosa. Non sempre quello che ci pare il bene lo è veramente. Quindi iniziamo insieme questo deserto per cercare anche di mettere a fuoco quella tentazione della nostra vita che ciascuno di noi ha. Il diavolo sa farsi vedere. Ricordiamoci sempre che il diavolo non è  il mostro che abbiamo in mente, è il contrario: è seducente, è bello, ci attira.

E quindi questo cammino è il cammino dell’essenzialità, tornare alla docilità verso il Signore.

Allora buon cammino a tutti. Amen.

10 marzo 2019 Prima domenica di Quaresima
Omelia di Don Stefano Cascio
Trascrizione di Maddalena Kemeny