1 Gennaio 2018 Maria Santissima Madre di Dio – Messa del giorno

La Chiesa vuole iniziare il nuovo anno civile con la festa di Maria Santissima, Madre di Dio.
E’ oggi.
E’ stata una cosa controversa, nella Chiesa, capire come definire la nostra Maria.
Maria Madre di Dio. Si può dure una cosa del genere?
Maria è una creatura che diventa madre di Dio. Il creatore. Capite che era qualcosa di strano.
Theotokos: nel Concilio di Efeso, nel 431, i padri conciliari hanno definito così Maria: Madre di Dio.
E allora noi oggi ci chiediamo: Madre di Dio. Perché la chiesa ci mette davanti, in questo inizio dell’anno, la Madonna come esempio di maternità?
Se lo fa, è perché è molto saggia. Vediamo come può toccare, questo, la nostra vita, all’inizio dell’anno nuovo. Se guardiamo Maria, che viene definita così, dobbiamo capire perché, come fa Maria a diventare Madre di Dio.
Abbiamo davanti a noi questo bambino, Gesù: è vero Dio ed è anche vero uomo. Se fosse solo vero Dio sarebbe lontano da noi, e tutto quello che fa avremmo risposto: “Vabbè, lui è Dio, quindi lo può fare”.
Se fosse soltanto umano, solo uomo, avremmo detto: “Mah, è un superuomo, io non sono così, non ce la faccio.”
Ma abbiamo davanti agli occhi un Gesù che è vero Dio e vero uomo. E nella sua umanità Maria diventa sua madre, e ciascuno di noi, attraverso questo figlio di Dio, diventa anch’esso figlio di Dio, come abbiamo sentito nella seconda lettura.
E allora guardiamo Maria: Maria vergine diventa madre di Dio, e invita ciascuno di noi a diventarlo.
Cosa significa essere fecondi come Maria?
Ciascuno di noi è chiamato alla fecondità.
Siamo in una società, invece, in cui queste fecondità non ci sono, non solo perché i nostri dirigenti non hanno figli (guardate Gentiloni, guardate la Merkel, guardate Macron, sono tutti uomini e donne di potere, che hanno sacrificato la fecondità naturale per avere solo l’obiettivo politico). E questo può toccare tanti di noi, anche quelli che hanno figli, che sono padri e madri di famiglia. Perché nella nostra società c’è da sempre, dal tempo della Genesi, nell’uomo c’è questa voglia di autonomia, di andare lontano, di farcela da soli.
Il razionalismo è stato mettere la ragione al primo posto. Il fatto, adesso, della moda dei selfie è quello di mettersi sempre al centro di tutto. Noi abbiamo questo sviluppo umano che tende sempre a volersi mettere al centro di tutto: voglio tutto per me, voglio prendermi tutto, e anche la mia preghiera diventa qualcosa per me. Ma la fecondità è qualcos’altro. Sono io che dono, che posso donare, che divento sorgente di vita, non sono più io che mangio la vita ma io dono la vita. Questa è la fecondità.
E anche nella nostra vita spirituale dobbiamo donare la vita.
Il Signore, ve lo ricordate? Ha detto: “Voi dovete fare cose più grandi di me”.
Ma per far questo lo dobbiamo accogliere nella nostra vita. Il Vangelo vivente dobbiamo diventare! La fecondità, è questa la nostra chiamata principale, siamo noi che dobbiamo dare la vita.
Allora capite perché la Chiesa ci mette Maria, Madre di Dio, all’inizio di quest’anno?
E nella prima preghiera, la colletta, abbiamo proprio parlato della sua fecondità, perché ci ricorda che anche noi siamo chiamati ad accogliere nel nostro cuore la Parola del Signore, farla nostra, viverla, per poter procreare, per poter agire, per fare le opere più grandi, quelle che il Signore ci chiama a fare.
E’ bellissimo iniziare l’anno vedendo davanti a noi questa chiamata bellissima che abbiamo.
E’ straordinario pensare che non sono chiamato all’ordinario, ma allo straordinario, se accolgo Dio nella mia vita.
E se Maria l’ha potuto fare, lo possiamo fare anche noi. Anche noi siamo chiamati a essere fecondi.
Allora chiediamo al Signore di sostenere questo nostro cammino nuovo, che non ha età: in ogni momento della nostra vita possiamo essere fecondi. Maria, vergine, diventa feconda; Elisabetta che feconda non poteva essere più, lo è diventata. Quando apri la tua vita e il tuo cuore alla presenza del Signore, anche tu puoi diventare fecondo.
Chiediamo al Signore di accompagnare i nostri passi, sempre di più ad aprire il nostro cuore alla sua volontà.
Amen