14 febbraio 2018 Mercoledì delle Ceneri

San Paolo ci dice:

“Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza”.

La Chiesa sta per entrare in un tempo particolare, il tempo della Quaresima, il tempo di preparazione alla Pasqua, un tempo favorevole per avvicinarsi al Signore. “Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore”. Questo è stato proclamato, questo ci è stato detto.

Ma se abbiamo sentito bene le letture di oggi, vi sarete resi conto che c’è un filo rosso questo filo rosso è la lotta contro l’ipocrisia: non c’è bisogno di fare le cose davanti agli altri, bisogna farle nel segreto del tuo cuore.

Antoine de Saint-Exupéry, quello che ha scritto il Piccolo Principe, ha scritto a un certo momento che l’essenziale è invisibile agli occhi.

Nella nostra vita ci rendiamo conto, forse, alcune volte, forse nei momenti più difficili, o più forti, o più belli, che veramente sono le cose invisibili che valgono qualcosa. L’amore fa parte di questo.

Oggi Mario scherzando, mi diceva che è San valentino, si parla solo di quello, oggi nel gruppo del coro anche c’era solo San Valentino. In un certo senso, anche per noi cristiani, oggi è la festa degli innamorati, ma è la festa degli innamorati di Cristo, la festa degli innamorati di Dio.

Nella nostra vita noi facciamo fatica a fare una gerarchia di valori, a capire quali sono le cose più importanti.

Dopo l’omelia faremo un gesto particolare, metteremo le ceneri sulla testa. Se ci pensate è qualcosa di terribile, di orribile: il sacerdote vi dirà che voi siete polvere e polvere tornerete, che non siete niente, che siete terra, che non siamo niente.

Questo distrugge un po’ il nostro senso di tutti i valori che noi mettiamo all’inizio: allora mi rifaccio la faccia molto bene, mi metto i colori, mi metto bei vestiti, faccio tutto, ma tutto questo passa, basta andare in un cimitero e togliere la terra e troveremo il corpo di qualcuno, o forse non troveremo quasi più niente, solo polvere, perché polvere siamo.

Allora quali sono le cose importanti?

Perché oggi facciamo questo segno di mettere la cenere sulla testa e diciamo che ci dobbiamo ricordare che siamo solo polvere?

Proprio per mettere al centro della nostra vita le cose importanti. Ma quali sono le cose importanti nella nostra vita?

L’abbiamo detto prima: l’amore.

Ma quale amore? Non sicuramente l’amore di cui si parla così tanto spesso in televisione perché quello è solo riempire un buco affettivo di cui ho bisogno, e allora cerco qualcuno. No, l’amore è qualcosa di più profondo. Cristo è venuto a insegnarci cosa significa: significa dare la vita per qualcun altro, è questo che significa l’amore.

E chi ci ama più di tutti, anche più di tua moglie, di tua mamma, di tuo papà, chi è la persona che ti ama di più in questo mondo?

È Dio.

Gesù è venuto a dirci che Dio è come un padre per noi, è come un uomo che ci ha generati, uno che ci ha dato la vita, perché Dio è così, ci dà la vita, ci genera in continuazione.

Allora noi siamo chiamati, all’inizio di questo grande tempo della Quaresima, a riscoprire l’amore di Dio per noi, perché solo se scopriamo l’amore di Dio per noi faremo il passo in più, quel passo di fiducia. Quando si chiede ai bambini in chi hanno fiducia ci dicono nei loro genitori, ed è giusto così, e quando noi chiediamo: “perché nei vostri genitori, perché sono quelli in cui avete più fiducia?” Rispondono: “Perché mi amano”.

Ecco, Dio per noi è così: Dio ci ama, ci ama con un amore infinito, e finché io non ho scoperto che questo amore è per me, non faccio il passo di cui ho bisogno per diventare cristiano.

Diventare cristiani non significa solo ricevere il battesimo, non significa solo andare a messa la domenica o dire il rosario tutti i giorni. Diventare cristiani è fare una scelta, a un certo momento della mia vita, perché tutti lo dobbiamo fare a un certo momento, perché è una scelta nostra, non è solo qualcosa che mi arriva dall’alto, è qualcosa a cui io rispondo. A un certo momento l’amore di Dio lo capisco, c’è qualcosa in me che scatta, c’è qualcosa, una molla, in me: questo atto di fiducia che faccio, è questo buttarmi, in un certo senso, nel vuoto, in qualcosa non so, un po’ come quando i vostri genitori hanno deciso di sposarsi, hanno detto: “Ecco questa è la persona con cui voglio costruire la mia vita” hanno fatto un atto di fiducia.

Noi dobbiamo fare la stessa cosa nella nostra vita con Dio. Ma deve scattare questo, che si chiama conversione, e lo ripeto, tutti abbiamo bisogno a un certo momento della nostra vita, di conversione! Perché ci sono persone che vanno a messa la domenica dal primo giorno della loro vita fino all’ultimo, che non hanno fatto questo passo, non si sono convertiti, lo fanno per obbligo, lo fanno per abitudine, ma non lo fanno per amore. C’è qualcosa che deve scattare, questa cosa che scatta in me è dare pienamente fiducia a Dio nella mia vita, lasciarmi guidare da lui.

Da questo punto lui mi può chiamare a qualsiasi cosa nella mia vita, ma lui mi guida, è lui che guida la mia vita. A un certo momento do a lui le redini.

E poi, cosa succede?

Succede che rischio poi di riprenderle.

E allora ho bisogno della Quaresima per ricominciare, per riprendere il cammino, perché tante volte, anche se è scattato questo a un certo momento della nostra vita, l’uomo deve sempre recuperare qualcosa, l’uomo vecchio che è dentro di noi e che è quello prima del battesimo, quell’uomo vecchio riesce sempre fuori, vuole riprendere sempre il suo spazio.

Ecco, la Quaresima è il momento in cui, invece devo mettere fuori questo uomo vecchio per far vivere dentro di me l’uomo nuovo, quello che lascia le redini al Signore, quello che lascia il Signore vivere nella sua vita.

Vi ricordate quello che diceva san Paolo: “Non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me”. È Cristo che vive in me.

E sappiamo quanto è difficile, ecco 40 giorni forse sono anche troppo pochi, però è il momento favorevole, e ce lo dice ancora San Paolo: “Ecco il momento favorevole”.

Allora noi usiamo questo momento, non disperdiamoci, mettiamo qualcosa da parte, facciamo un digiuno vero, un digiuno serio, che non è soltanto dal cibo, il cibo è importante, perché fa capire che dentro di noi possiamo anche mettere da parte certe cose, ma facciamo altri digiuni, i digiuni di parolacce, (e questo vale per tutti, anche per i genitori perché se i bambini che dicono è perché le sentono anche a casa), digiuno di televisione, digiuno di iPad, di iPhone, di Twitter di facebook, di tutto quello che ci fa perdere un sacco di tempo. Facciamo digiuno, cerchiamo l’essenziale, prendiamo più tempo per la preghiera, più tempo per la lettura, ridiamo spazio a Dio, ce o chiede, ecco il momento favorevole.

Vedete, bambini, oggi abbiamo messo qui al centro una barca. Questa barca è la barca di Gesù, la Chiesa. Vedete, siamo invitati a fare un viaggio con Lui, oggi iniziamo un viaggio che durerà 40 giorni. Tra poco riceverete anche un braccialetto. Questo braccialetto ha un nodo marino. Voi siete un po’ piccoli per saperlo ma per andare a certe serate vi danno un braccialetto altrimenti non potete entrare e uscire dal locale se non avete il braccialetto. Ecco, per andare su questa barca è un po’ la stessa cosa, Il braccialetto è il segno che voi cominciate questo viaggio con Gesù, così ogni giorno, quando vi svegliate la mattina, vedrete che avete questo piccolo braccialetto e vi ricorderete che siete in viaggio, che dovete continuare a essere con Gesù, Ok? Vedrete che durante queste domeniche di Quaresima ogni volta aggiungeremo qualcosa, simbolo del cammino che faremo ogni settimana, lavoreremo su qualcosa, chiederemo a Gesù qualcosa, vivremo con lui qualcosa per avvicinarci al momento grande della Pasqua, che è un momento importantissimo.

Tra l’altro la nostra comunità, quest’anno, accompagnerà anche un bambino al battesimo e questo ci farà anche ricordare delle cose importanti del nostro cammino.

Allora, all’inizio di questo viaggio chiediamo al Signore di accompagnarci e di darci la perseveranza e la forza per vivere fortemente questo tempo favorevole, non facciamole troppo vedere, ma viviamole veramente in profondità nel nostro cuore. Amen.