18 febbraio 2018 I Domenica di Quaresima

Con la Quaresima, con questo inizio di tempo favorevole, come lo chiama san Paolo, con questo inizio di tempo particolare per la chiesa, la nostra comunità vive anche un evento bello: avete sentito questo bambino che chiede di diventare cristiano, chiede il battesimo. Ed è bello non solo perché la nostra famiglia si allarga, ma è bello anche perché ci fa ricordare le promesse del nostro battesimo.

Avete sentito, nella seconda lettura ci è stato detto che il diluvio prefigura, in un certo senso, il nostro battesimo, ci ricorda qual è stata la nostra grande chiamata: che cosa è successo, il giorno del nostro battesimo?

Siamo diventati uomini e donne nuove, siamo diventati figli di Dio, siamo diventati uomini e donne che camminano nella vita di Cristo. Ed è questo bambino che ce lo ricorda, questa piccola creatura che deve ancora crescere, che ancora non sa niente del suo futuro. Questa anima innocente ci ricorda cosa significa per noi il battesimo.

Noi, cari amici, siamo nuove creature. Ma il nostro cammino di vita ha fatto sì che alcune volte ce lo siamo dimenticato, che alcune volte abbiamo fatto le scelte sbagliate. Ci ritroviamo a vivere in un combattimento, viviamo ogni giorno con delle tentazioni.

Ed è il tema del vangelo di Oggi: Gesù è nel deserto per 40 giorni e deve lottare contro le tentazioni.

Gesù, vero uomo, vive la vita dell’uomo. Questo meraviglioso combattimento che fa di noi uomini e donne liberi, non siamo dei personaggi nelle mani di Dio che decide tutto per noi: Dio ama talmente l’uomo da rispettare la sua dignità e la sua libertà. L’uomo si confronta ogni giorno con la tentazione.

Ma Dio ci aveva detto una cosa, aveva fatto una promessa all’uomo: che gli sarebbe sempre stato vicino. Quell’alleanza della prima lettura, avete sentito: Dio fa un’alleanza con l’uomo.

E allora noi non siamo soli, in questo cammino. Il deserto dove è Gesù è un deserto di morte, è un deserto dove non c’è vegetazione, è il deserto della solitudine, è il deserto dove molti uomini di oggi vivono, fatto di individualismo, di egoismo, fatto di schiacciare l’altro, di metterlo da parte, fatto di tanta solitudine come tanti uomini e donne che incontriamo in questo periodo, in occasione delle benedizioni della case.

Ma il deserto è anche il luogo dell’annuncio, dei profeti, di Osea, di Isaia, del Battista, il deserto è luogo di incontro, è il luogo dell’essenzialità, è la nostra quaresima: è lì che dovremo incontrare il Signore.

Gesù nella sua vita di uomo prende degli spazi per incontrare Dio, nella sua preghiera. Gesù si prende dei momenti particolari per questo. E noi? E noi che siamo solo uomini? Questo tempo di comunione forte con Dio, ce lo prendiamo?

Ho pensato oggi di invitare a testimoniare una persona, che questo momento lo sta prendendo, lo sta usando attraverso l’adorazione che noi viviamo nella nostra parrocchia.

“Buongiorno a tutti, sono emozionatissima perché è difficile rendere in parole quello che si sente dopo aver provato un’esperienza così forte. Mi chiamo Rossella e da circa un anno e mezzo sono diventata adoratrice eucaristica. Che significa? Significa che dedico un’ora del mio tempo a Gesù, all’incontro con lui. Un’ora del proprio tempo per venire a pregare in silenzio, o anche cantando, come il cuore suggerisce. E’ difficilissimo decidere di farlo, perché la nostra vita è frenetica ed è fatta di corse contro il tempo, di impegni lavorativi, familiari, personali, quindi non si arriva mai a riuscire a ritagliare un po’ di tempo per se stessi. E invece no, io quella domenica, dopo aver ascoltato un’adoratrice che ha fatto una testimonianza qui, ho deciso di diventare adoratrice. E’ stato un suggerimento che mi è venuto da dentro, ho dato il mio nominativo, ho scelto il giorno che pensavo essere più comodo per me, il lunedì, e l’ora, l’ultima, quella disponibile, dalle 20 alle 21, e così è iniziata quest’esperienza che è stata travolgente per me. Tutti i lunedì non vedo l’ora di arrivare in cappellina. Prego, a volte canto, piango. Rendo grazie. Lui è lì, mi ascolta, mi aiuta, sento che mi osserva, che mi sorride, che mi abbraccia, e il mio animo si placa. Lui ci chiede un’ora soltanto, un’ora della settimana. Un’ora per chi ha dato la vita per noi, penso che sia il minimo che noi possiamo fare per Lui. Penso che questo sia veramente un dono, il fatto di decidere di dedicare del tempo all’incontro con Gesù è un dono. E’ un dono per noi stessi, perché ci aiuta a guardarci dentro, a renderci conto che la nostra vita è fatta di maschere, maschere che ci portano a mostrarci diversi da quello che realmente siamo, e che non ci permettono di uscire fuori, non ci permettono di dimostrare quello che siamo, che siamo fragili, che a volte siamo molto deboli, inadeguati. Siamo così ma il Signore aggiusta tutto e ci accetta per quello che siamo, quindi non dobbiamo aver paura di mostrarci per quello che siamo. Lui è comunque vicino a noi, sempre. Una cosa importante è questa: ad oggi l’adorazione va dalle nove del mattino alle nove di sera. L’obiettivo grandioso della parrocchia è quello di renderla perpetua, 24 ore su 24. E’ un obiettivo grande, ma ci riusciremo con l’aiuto di Dio”. 

 

E’ bello quello che è stato detto: non c’è bisogno di una maschera, nella vita spesso ci mettiamo una maschera addosso. Il momento dell’adorazione è come un deserto: nel deserto non c’è bisogno di mascherarsi, si è faccia a faccia.

L’adorazione è questo: regalarsi un tempo con Gesù perché non lo sai, la tua vita passa e quel tempo non te lo prendi. Invece prendendosi così, fra virgolette, un impegno, un regalo, un momento con il Signore, altrimenti nella settimana non lo troverò mai, questo tempo, perché non l’ho scritto sulla mia agenda. E lì diventa un faccia a faccia, è l’incontro con Gesù, è come davanti a uno specchio, davanti a questa perfezione io vedo le mie imperfezioni, e così comincio il mio cammino verso di Lui.

Allora vi chiedo questo sforzo, forse, ma soprattutto vi chiedo di regalarvi questo tempo. La quaresima potrebbe essere un buon momento per iniziare l’adorazione.

 

Sul sito della parrocchia, a QUESTO LINK, tutte le informazioni per diventare adoratori.