Domenica di Pasqua, Resurrezione del Signore

Eccoci radunati la mattina di Pasqua.
Maria di Magdala va al sepolcro con il cuore triste, con il cuore chiuso, va a venerare una tomba, un cadavere, un crocefisso morto.
E trova la tomba vuota.
Chiama Pietro e Giovanni, e corrono verso questa tomba.
Corrono come forse anche noi camminiamo sulla via della fede. Più lentamente o più velocemente, secondo il nostro cammino, secondo la nostra fede.
Tutta la nostra comunità sta camminando verso il Signore.
Giovanni, il discepolo più giovane, forse anche quello che ha più passione, il preferito di Gesù, arriva e si ferma. Aspetta Pietro, che ha l’autorità, e lo lascia entrare in questa tomba vuota. Pietro osserva, ma è Giovanni che vide e credette.
Vedere.
Quante volte noi diciamo: “Io credo se vedo”, quante volte noi guardiamo queste trasmissioni in cui si parla di miracoli, come se fosse qualcosa che può essere utile per la nostra fede. L’uomo ha bisogno di vedere.
I discepoli, malgrado il fatto di aver vissuto con Gesù questi anni, malgrado il suo esempio, malgrado le sue parole, non avevano ancora capito. E’ nel vedere, che credono. E noi abbiamo fondato la nostra fede su questa testimonianza. Cari amici, non c’è nient’altro che questa testimonianza, nient’altro. Se hanno mentito, è tutto vano.
Nel Credo diciamo: “Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica”, noi basiamo la nostra fede sulla testimonianza degli apostoli, solo sulla loro testimonianza. Noi fondiamo la nostra fede sulla testimonianza di questi uomini, paurosi, angosciati, che hanno mollato Gesù nel momento più grave, il venerdì santo.
Questi uomini hanno dato la vita dopo aver visto la tomba vuota.
San Paolo ci dice: “Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù. (…) Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio!”.
Tra poco vivremo un battesimo e ci ricorderà il nostro battesimo.
Noi siamo morti e sepolti con Cristo nella tomba, e siamo risorti con Lui alla vita nuova. Noi abbiamo messo da parte l’uomo vecchio, il vecchio Adamo, per seguire l’uomo nuovo, il nuovo Adamo, Gesù Cristo. Noi ci siamo liberati dalla schiavitù del peccato perché vogliamo seguire la liberazione che Cristo ci offre.
Guardiamo le cose di lassù, alziamo la testa! Cristo è risorto! E non possiamo più vivere come i morti, non possiamo più vivere come degli schiavi! La nostra chiamata è così alta, così bella! Ritroviamo le promesse del nostro battesimo!
Attraverso la Veglia di ieri, attraverso il battesimo che vivremo oggi, ritroviamo la nostra chiamata, ritroviamo la bellezza di Cristo risorto, di questa vita da risorti!
Non è possibile che la comunità cristiana viva come fuori, divisioni, rancori, angosce.
Apriamo il nostro cuore alla resurrezione del Signore, che deve cambiare la nostra vita! Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato. Facciamo festa nel Signore! Amen

Domenica di Pasqua, Resurrezione del Signore
Commento di Don Stefano Cascio