21 luglio 2019 XVI domenica del tempo ordinario

Marta e Maria

Conosciamo molto bene questo episodio di Marta e Maria. Il Vangelo ci racconta non solo la storia di queste due donne, una storia di amicizia con Gesù, ma ci racconta anche la nostra vita: la nostra vita quotidiana, la nostra vita di fede.

Noi conosciamo la nostra società: una società che va sempre più veloce. Una società che non si sa fermare. E in questa società siamo dentro, anche noi non ci fermiamo. E tante volte i nostri genitori – o chi è genitore lo sta facendo adesso – passa tanto tempo al lavoro e poco tempo con moglie o marito o con i figli.

Il fare e l’essenziale: sono le due parole di oggi. Noi siamo spesso nel fare, perché è vero che dobbiamo portare la minestra la sera a casa; però tante volte in questo fare ci dimentichiamo l’essenziale: ci dimentichiamo di ascoltare i nostri figli, ci dimentichiamo di abbracciare nostra moglie, ci dimentichiamo di guardarli negli occhi e di ascoltare i loro bisogni e siamo in un fare, un donare che però alla fine quell’essenziale, quel vivere d’amore per l’altro non lo viviamo.

E nella nostra vita di fede succede la stessa cosa: nella nostra vita cristiana rischiamo di fare tanto, di fare troppo e di non fare abbastanza. Perché l’abbastanza è l’essenziale, l’abbastanza è stare con lui, l’abbastanza è cercare di ascoltare la sua parola, di metterla in pratica, di viverla, di meditarla, di ascoltarla. E tante volte l’essenziale della nostra fede viene messo da parte per vivere un “fare la fede”: un essere operai della fede, essere soldatini della fede. E l’essenziale dove sta? Ce lo dimentichiamo.

Certo però che se noi tutto il tempo rimaniamo davanti a Gesù, ascoltiamo la sua parola e stiamo con gli occhi verso il cielo, senza muoverci, c’è qualcosa che non va. L’essenziale ci porta poi a fare! Ecco perché Marta e Maria sono due facce della stessa medaglia. Ma, come dice Gesù, l’importante prima di tutto è l’essenziale; poi viene la seconda parte: l’operosità. La nostra fede senza le opere non ha senso. Ma non può esistere l’opera se prima di tutto non c’è l’incontro con Cristo.

Allora Marta e Maria ci insegnano la vita quotidiana e ci insegnano la vita della fede. E’ un insegnamento per l’uno e per l’altro. Lasciamoci portare da questo esempio che ci è stato dato. Lasciamoci toccare dalle parole del Signore: Beati coloro che ascoltano la parola di Dio, la custodiscono nel loro cuore e producono frutto con perseveranza. Amen