10 ottobre 2021 XXVIII domenica del tempo ordinario

Vali non per quello che hai, ma per quello che dai.

All’inizio del Vangelo abbiamo fatto un  segno: abbiamo fatto una croce sula fronte, una croce sulla bocca e una croce sul cuore. Sapete per quale motivo abbiamo fatto questo? Abbiamo fatto questo segno, queste tre croci, per dire che quel Vangelo, che per noi è  parola di Dio, lo vogliamo capire col cervello, che sta qui  nella testa,  lo vogliamo proclamare con questa  bocca qui, e lo vogliamo vivere con questo cuore.

Dunque cerchiamo insieme di capire bene, per poterle poi vivere, queste parole che ci sono state dette oggi. È  la storia cosiddetta de “Il giovane ricco”. Veramente, come avete sentito, nel Vangelo non è  detto che quel tale sia giovane. Non so perché  diciamo che era giovane, non è  scritto; però  a un certo punto lui risponde a Gesù  che aveva fatto queste cose fin da quando era in giovane età e abbiamo pensato che era giovane; o forse perché è  da giovani che si incominciano a fare tante domande sul futuro. Comunque questo Vangelo  è  chiamato “Il giovane ricco”.

E qual è  la storia  di questo giovane ricco?  Il Vangelo  ci dice che Gesù era per strada: già questo è  buono, perché Gesù cammina, cammina in  mezzo alla nostra vita; cammina in mezzo alle città,  cammina in mezzo alle nostre vite, in mezzo alle vite delle nostre famiglie. Infatti Gesù, in momenti precisi, è  passato nella vita vostra! Per esempio nella scelta che hanno fatto i vostri genitori, volendo per  voi il Battesimo. Voi eravate piccolissimi e mamma e papà  hanno scelto per voi di battezzarvi.

Adesso vi faccio vedere questo fonte, ma sicuramente non era qui che siete stati battezzati, anche perché  questo fonte battesimale è stato messo pochi anni fa; ma forse qualcuno  è  stato comunque battezzato qui dentro, vedo delle mamme che dicono: sì  sì,  qualcuno di voi è  stato battezzato qui. Dunque Gesù è passato in quel momento nella vita di questa famiglia che ha scelto il Battesimo per voi, e quel giorno i vostri genitori hanno detto che vi accompagneranno nella vita verso Cristo: perché i primi catechisti sono i vostri genitori.  E se oggi siete qui, è  proprio perché i vostri genitori stanno rispondendo alla promessa che avevano fatto di accompagnarvi in questa vita.

E che cos’è questa vita che abbiamo davanti? Avete sentito che cosa ha detto questo giovane ricco? Vede Gesù  e dice: “Maestro, che cosa devo fare per avere la vita eterna?”. Ma che cos’è la vita eterna? Vediamolo insieme: ecco, abbiamo preso una corda; e adesso ho bisogno che qualcuno mi venga ad aiutare. Tu vieni, puoi tirare qua, vai, vai, vai…, vai fin fuori… Diciamo che questa corda rappresenta  la nostra vita. Qui è  il giorno della nostra nascita. Poi, poco dopo, abbiamo avuto il Battesimo, va bene? E poi la nostra vita è andata avanti, siamo diventati grandi, dieci venti trenta quaranta cinquanta sessanta settanta ottanta novanta; cento an! Mia nonna ne ha centocinque, quindi ci si può arrivare, e con le nuove generazioni forse anche un po’ di più,  non lo so; ma a un certo momento finisce la vita, eccola qua: questo è  il funerale!  Voi pensate che la vita finisca qui? Nient’affatto, continua! Bisogna aprire la porta per vedere dove va la corda, non lo so dove arriva! Sapete perché? Perché questa è  la vita eterna. Ora, che cosa succede nella nostra vita? Succede che noi ci occupiamo di questo pezzettino qua, questo breve pezzo della corda, e ci dimentichiamo di tutto il resto. Quel ragazzo del Vangelo aveva chiesto questo: ”Cosa devo fare per avere la vita eterna?” . I vostri genitori, quando hanno chiesto per voi il Battesimo, in realtà  è proprio questo che hanno chiesto. È  vero che noi, lì all’entrata della chiesa, abbiamo domandato: ”Che cosa chiedete per i vostri figli?” e i genitori  hanno risposto: “Il Battesimo”; ma dietro questo Battesimo è  la vita eterna che hanno chiesto per loro!

E allora Gesù risponde: “Non conosci i comandamenti?”, e comincia ad elencare cinque comandamenti. Questo ragazzo, che è  un bravo ragazzo, bravissimo, ha detto: “Ma io, fin da quando ero piccolo, ho sempre rispettato tutti i comandamenti! “. Allora Gesù lo guarda e, come dice la Scrittura, “lo amò”. Perchéla vita cristiana è,  per prima cosa, scoprire l’amore di Dio per me. È  scoprire che,  al di là  di tutto, noi siamo amati. La prima cosa è  questa.

Vedete, il catechismo non e imparare a memoria i comandamenti,  non è  l’etica cristiana! Ma è  scoprire che siamo amati da Dio. Quando scopro di essere amato, c’è qualcosa che cambia dentro la mia vita.

Cosa farò di questo amore? Come saprò rispondere a questo amore? Gesù lo guarda,  lo fissa negli occhi, lo ama e gli dice: “Vendi tutto e seguimi”. Allora voi mi direte: bene, io non sono molto ricco, a me non chiederà granché, già faccio fatica ad andare avanti, non ho questi problemi qua. Non crediate che la ricchezza sia solo un problema di soldi. Noi abbiamo riempito la nostra vita,  questo piccolo pezzo di vita come questo pezzo di corda che arriva fin qui, l’abbiamo riempito di tante cose, di tante cose inutili, e non dell’essenziale. Cosa dice Gesù? Dice che tu vali non per quello che hai, ma per quello che dai.  Ricordatevi bene di questa frase: tu vali non per quello che hai, ma per quello che dai. Lo vediamo su Instagram, sembra che, per esistere, devo far vedere che in vacanza sono su uno yacht, che ho gli occhiali nuovi o non so quale capo firmato. Ma non è  quello che posseggo l’importante, ma quello che io so dare. Sapete perché c’è un crocefisso nelle chiese? Non è  perché ci piace vedere un uomo torturato e  morto sulla croce,  ma perché questo è il segno di quell’amore di cui parlavo prima. Dio ci ama, Dio si dona per me. E se io chiedo a una mamma o a un papà cosa significa amare i loro figli, essi diranno  che amare significa alzarsi la mattina e pensare ai figli,  andare a letto la sera e pensare ai figli. Diranno: io vivo per i miei figli, non per me stesso. Donare è  quell’amore meraviglioso che noi possiamo vivere. Amare significa donare.  Ecco, Gesù allora che dice? “Lascia tutto e seguimi. Dai. Sappi donare la tua vita”. Giocarsi la vita, donare la vita: questa è la cosa bella. Se pensiamo di tenere tutto per noi stessi, se pensiamo di vivere da egoisti, così non funziona.

Allora questo è  il cammino che vogliamo fare insieme: scoprire questo amore di Dio, un amore che si dona. Quando avremo capito questo forse anche noi avremo voglia di viverlo, di donare sempre più questo amore ricevuto.  Amen