Domenica 21 novembre 2021 XXXIV del tempo ordinario, Solennità di nostro Signore Gesù Cristo re dell’universo

Il desiderio che Gesù regni sulla nostra vita

Se chiedo a voi bambini di descrivere un po’ che cos’è un re, voi cosa direste? Come si riconosce un re?

È ricco
Ha la corona
È importante
Siede sul trono

Bene. Ora, se voi avete ascoltato il Vangelo, riuscite a capire cosa sta succedendo lì? Gesù è con Pilato. In che momento Gesù i contra Pilato?  In una sola occasione, quando è condannato a morte. Ma allora, oggi che festeggiamo alla grande, con tanto incenso, tanti chierichetti, il vestito dorato; e stiamo dicendo che Gesù e re, non solo re di un paese, è  re dell’universo, infatti la festa di oggi è: solennità di nostro Signore Gesù Cristo re dell’universo; e prima mi avete descritto che un re ha trono, corona, potere, soldi e tutto quanto; ebbene, oggi la Chiesa mi fa leggere un Vangelo dove Gesù è condannato a morte in un tribunale! Spiegatemi che cosa significa tutto questo! Significa che forse Gesù è re in maniera diversa!

Che cosa aveva sula testa Gesù quando è stato condannato? Lo sapete bene, gli avevamo messa in testa una corona con delle spine.  E che trono aveva Gesù secondo voi? La croce! Sì, il treno di Gesù era la croce.  E aveva un grande mantello tutto dorato? No, Gesù ea nudo! Terribile! Il contrario di tutto quello che potevamo immaginare.  La corona di Gesù non è d’oro incastonata di gemme, no, è  una corona di spine. Il trono non è un bel trono in cui sedersi, ma è la croce. Come mai tutto questo?  

Prima di essere messo in croce, Gesù  ha spiegato ai suoi discepoli che se vogliono essere capi, se vogliono comandare, allora devono servire. Questa è la cosa importante.  E lo vedrete, quando ci ritroveremo tra qualche mese qui il giovedì santo, ci sarà  la lavanda dei piedi, ci metteremo a pulire i piedi. Gesù e un re che si china a lavare i piedi degli altri, Gesù  pulisce i piedi dei suoi discepoli! E quando Pilato  gli chiede: “Tu sei re?”, lui glielo spiega: “Il mio regno non è  di questo mondo, se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei, ma il mio regno non è  di quaggiù “. Gesù non è  re di questo mondo, un re deve dominare e  ha soldati ai suoi ordini. Gesù cerca di regnare in maniera molto diversa, con una cosa che si chiama: l’amore. 

Noi bambini  saremmo contenti di dire che papà e mamma sono i nostri re, perché loro regnano sulla nostra vita con l’amore. Ed è  questo che il Signore ci sta insegnando. Lui è  re, ma non con il dominio, è  re con il servizio. Ci piacerebbe tanto che i nostri politici sapessero fare la stessa cosa,  purtroppo spesso non è  proprio così.

Io valgo di più di quello che pensano gli altri, non ho bisogno del pensiero degli altri. Gesù è re anche nella verità.  Non ha bisogno di sentire da un altro dire chi è lui. Anche noi dobbiamo riscoprire la nostra regalità.  Anche noi dobbiamo riscoprire chi siamo agli occhi di Dio. Allora il nostro cammino al catechismo sarà  quello di scoprire quanto Gesù ci  ama. A noi fa piacere avere mamma e papà come re e regina e vedremo che, se scopriamo l’amore di Gesù per noi, avremo voglia che lui possa regnare sulla nostra vita. La festa di oggi non è la festa di un re con la corona d’oro, ma è  la festa di un re che ci ha mostrato e che regna con il suo amore. Noi desideriamo che Gesù lo sia nella nostra vita. Ed è  questo che dobbiamo scoprire insieme.

Oggi si conclude l’anno liturgico, è  un po’ come un capodanno. Dalla settimana prossima, come vi spiegheremo, inizieremo un tempo che si chiama l’Avvento, cioè un tempo di preparazione al Natale e sarà l’inizio del nuovo anno liturgico.

Dunque oggi noi vogliamo concludere quest’anno, dicendo così: che il Signore possa regnare sulla nostra vita, non con il dominio, ma con il cuore. E perché possa regnare sul nostro cuore,  noi dobbiamo riuscire ad aprirlo questo cuore; e ci renderemo conto che non è così facile,  perché tante volte ci chiudiamo, tante volte  abbiamo paura di mostrare quello che  siamo. Invece Dio non ci giudica, lui viene per amare. Allora oggi chiediamo veramente chi siamo, rendiamoci conto di quanto amore il Signore ha avuto per noi. E il nostro cammino sarà proprio questo: riscoprire questo amore che il Signore  ha per noi. Amen