Iscrizioni prima Comunione e Cresima

E’ possibile iscriversi al catechismo per la prima Comunione e alla Cresima da:

  • Domenica 15 settembre 2019 – dopo la Messa delle ore 10,00
  • Lunedì 16 settembre 2019  in segreteria – ore 16,30 / 18,30
  • Mercoledì 18 settembre 2019 in segreteria – ore 16,30 / 18,30
  • Venerdì 20 settembre 2019 in segreteria – ore 16,30 / 18,30

Incontro di Accoglienza per i genitori nei vari gruppi il primo giorno alle ore 17,00

Primo incontro dei genitori il 13 ottobre dopo la messa delle ore 10,00

8 settembre 2019 XXIII domenica del Tempo Ordinario

Vivo per lui

“Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, la sorella e anche la propria vita, non può essere mio discepolo”.

Bene! Possiamo dire che iniziamo bene l’anno con questo Vangelo. E vedo già alcune signore sorridenti che dicono: eh, sì, noi viviamo il Vangelo: abbiamo odiato per tanti anni la nostra suocera. E quindi andiamo bene…

Non credo che il Signore ci chieda esattamente questo. Se voi leggete bene il Vangelo, non dice di non amare più la madre, il padre, anche la suocera!, i figli ecc. Non dice questo. Ma chiede un amore ancora più grande per il Signore. Chiede un di più.

Quando Gesù ci parla, non ci chiede di rinunciare ai nostri affetti, perché lo sa: sono le cose più grandi e più care che abbiamo sulla terra. Ma chiede un di più. Ed è lì che noi ci dobbiamo fare delle domande. Quanto realmente siamo cristiani? Quanto realmente il Signore è il senso della mia vita? Quanto realmente posso abbandonare tutto per seguirlo? Abbandonare tutto nel senso che mi posso liberare di quello che è un peso per me nella mia vita.

“Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”, dice l’ultima frase del Vangelo di oggi. Forse di averi non tutti ne hanno tanti, ma non si tratta proprio dell’avere in senso stretto, ma è tutto quello che non mi permette di volare nella mia vita. Tutto quello che non mi permette di andare a quelle altezze cui il Signore mi chiama.

Allora, all’inizio dell’anno, dopo le vacanze dell’estate, torniamo a una cosa che è essenziale, cioè: chi è lui per me?

Quando lui dice: “Prendete la mia croce e seguitemi”, noi spesso abbiamo assimilato la croce alla sofferenza. Ma non è così. La croce è quel di più. E’ l’amore dato. Che cos’è la croce? Non è che noi siamo lì con una croce e diciamo: com’è bella la sofferenza, non è questo. La croce è: il Signore ha dato la vita per me. Quanto posso spendere io? Per chi sto dando la via? Il Signore ti sta chiedendo questo quando ti dice: prendi la tua croce e seguimi. Ogni goccia di sangue che lui ha dato sulla croce è la sua vita che viene data per ciascuno di noi. Per chi io posso dare la vita? La posso dare per il Signore. Vivo per lui!

Perché dare la vita non significa morire fisicamente. Significa morire a se stessi, questo sì. Allora io posso? Sto morendo a me stesso? O mi metto sempre al centro di tutto? Il problema di Adamo ed Eva dall’inizio è questo. Noi non riusciamo a metterci da parte.

E’ quello che ci dice la prima lettura, se l’avete sentita bene. Chi è che ci fa capire qual è la volontà di Dio? Non noi stessi che siamo poca cosa, ci dice la Bibbia. E invece noi riusciamo sempre a metterci al centro.

Il problema con gli altri, nelle relazioni con gli altri qual è? E’ l’orgoglio! Tante volte è l’orgoglio! L’orgoglio dell’altro e l’orgoglio mio. Questo mi impedisce di volare.

Dunque all’inizio di quest’anno, il Signore ci chiede: per chi vuoi spendere la vita?

Vi lascio con questo interrogativo. Il cammino non è facile. Non sto dicendo che da domani tac! Però dobbiamo lottare dentro di noi per poter lasciare spazio a questo silenzio. Ma dentro, non solo come una norma, un regolamento: è un innamoramento. Cioè, quando sono innamorato, vivo per l’altro. Ora io, se sono innamorato di Cristo, devo vivere per lui.

Questa potrebbe essere la nostra prima riflessione all’inizio di quest’anno. Quanto devo lasciare ancora di peso per poterlo seguire? Quali sono i punti su cui devo ancora camminare? Quanto devo ancora aprire il cuore alla sia presenza? Chiediamo al Signore di accompagnarci quest’anno ancora una volta con il suo amore. Amen

25 agosto 2019  XXI del Tempo Ordinario

La porta stretta

Bene. Stiamo concludendo l’estate con una parabola intensa. Però vediamo che la porta è stretta. Non è chiusa – e questo è importante. Sì, perché ciascuno di noi pensa al dopo.

Gesù sta salendo verso Gerusalemme, quindi sa già come andrà a finire. Un tale lo ferma per chiedergli del Paradiso, chi ci andrà. E forse non si aspettava una risposta così. Perché Gesù gli risponde mettendolo nel gruppo di quelli che troveranno la porta chiusa, che busseranno e non saranno riconosciuti. E se guardate bene, potremmo essere noi. “Abbiamo mangiato e bevuto alla tua presenza” Chi mangia e beve con il Signore? E’ il riferimento all’Eucaristia. “Tu hai insegnato nelle nostre piazze” Chi ascolta l’insegnamento del Signore? Sono i catechisti. Quindi questo messaggio non è rivolto a chi non entra mai in una chiesa! Ma è rivolto a chi crede di avere le porte spalancate. Continua a leggere

1 Agosto 2019

Es 40,16-21.34-38 – Sal 83 – Mt 13,47-53

Il Signore continua a raccontarci che cos’è il regno dei cieli.
A che cosa possiamo paragonare la rete dei pesci? Che cos’è la rete, secondo voi?
La rete è la Chiesa che raccoglie tante persone, siamo tutti noi.
Tra queste persone, all’interno, ci sono pesci buoni e pesci cattivi. Lo dicevo all’inizio: la chiesa non è una comunità di puri. Non credo che voi vi sentiate puri. Se noi abbiamo la forza di andare a confessarci è proprio perché abbiamo bisogno di camminare, del perdono, dell’amore di Dio.
Come dicevo all’inizio siamo gente perdonata, che è ben diverso, siamo gente che mette l’orgoglio da parte e chiede tante volte perdono, perché si rende conto di non essere sempre fedele.
Allora tante volte, nel nostro cammino, anche nei gruppi, certe volte giudichiamo gli altri, i nuovi che arrivano, quelli che fanno più fatica a entrare. E sbagliamo, perché facendo così ci sentiamo superiori, perché noi abbiamo fatto un cammino, ma il nostro cammino dovrebbe invece portarci all’umiltà, a riconoscere che abbiamo sempre più bisogno di perdono.
Se leggiamo le vite dei santi, ci accorgeremo che molti santi si confessavano tutti i giorni. Uno può chiedersi: “Ma come? Erano santi!” Questo è perché nel tuo cammino ti rendi conto di quante piccole cose fai. Quando uno non si confessa da tanto tempo, quando si accosta di nuovo alla confessione, confessa le cose grosse, ha poche cose da dire. Ma più uno fa un cammino, più si rende conto di tante piccole cose e la confessione diventa più dettagliata. Continua a leggere

31 luglio 2019

Es 34,29-35 – Sal 98 – Mt 13,44-46

Il regno dei cieli è descritto come un tesoro nascosto. Non un tesoro che facilmente possiamo vedere o incontrare, ma come un tesoro nascosto.
In questa giornata, sia voi piccoli, sia voi grandi, avete visto un po’ la difficoltà del credere.
Da una parte i grandi hanno visto la bellezza attraverso la sofferenza. I piccoli, invece, che stanno iniziano il cammino cristiano, hanno riflettuto sulle difficoltà e su come facendo delle scelte tutti i giorni mi posso avvicinare o allontanare dalla mèta. Come ogni azione mi può portare ad avvicinarmi o ad allontanarmi.
La nostra fede, lo dice Gesù, è un tesoro nascosto.
Un tesoro nascosto non è facile da trovare, non è che spunta fuori così. La vera fede è un tesoro grande, e uno deve andare a scovarlo, nel profondo.
La fede che avete ricevuto nella vostra giovinezza, nella vostra infanzia, non basta, questo è solo un primo passo, ma poi la fede deve essere vostra, dovete scavare per trovare quella perla preziosa. La fede per voi deve diventare quel tesoro, quella perla. Finché non è una perla preziosa, finché non è un tesoro, non è fede. Continua a leggere

30 luglio 2019

Es 33,7-11;34,5-9.28 – Sal 102 – Mt 13,36-43

Qui è Gesù che in prima persona fa l’omelia, quindi il prete deve dire poco. Ma come sapete i preti dicono sempre così e poi iniziano a parlare lo stesso. Solo due parole per dire che questa zizzania, ne abbiamo parlato all’inizio del nostro campo, in un’altra parte del Vangelo viene detto che è dall’albero che si vedono i frutti. Quindi ciascuno di noi può vedere se porta discordia, se porta invece comunione, Lì vedi chi sei e a chi appartieni, se fai le opere del maligno o fai le opere del Signore.
Guardiamo le nostre azioni e vediamo se portiamo frutto buono o frutto cattivo, se portiamo frutto cattivo vuol dire che abbiamo qualcosa dentro da convertire.

28 luglio 2019

Gen 18,20-32 – Sal 113 – Col 2,12-14 – Lc 11,1-13

Mi fa sempre ridere questo Vangelo perché mi ricorda un episodio che mi è capitato quando ero in seminario: avevo sempre qualche problema con i miei superiori. Avevamo un educatore in ogni corridoio, e una volta che ero assente nella mia stanza, ero a un corso di latino, tornando ho trovato sulla mia porta un foglio con scritto: “Dove sei?”, e poi un altro foglietto con l’orario in cui l’educatore era ripassato e c’era scritto: “Non ti trovo”. Allora avevo preso un foglietto anche io, come lui, e l’avevo messo sulla sua porta, e ci avevo scritto: “Chi cerca trova”. Quindi ogni volta che leggo questo Vangelo penso a questo episodio. Continua a leggere

4 agosto 2019  XVIII domenica del tempo ordinario

Chiusi dentro

Vanità delle vanità dice il Quelet, tutto è vanità.

Potrebbe un po’ essere anche il riassunto del Vamgelo di oggi. Gesù  come sempre non risponde direttamente alla domanda che gli viene fatta. A quest’uomo che gli dice: aiutami perché mio fratello non vuole dividere la sua parte di eredità con me, Gesù, come dicevo, non risponde, ma cerca di far riflettere ciascuno di noi attraverso un’altra storiia, una parabola che racconta. Quindi la storia di quell’uomo diventa la nostra storia. Continua a leggere

21 luglio 2019 XVI domenica del tempo ordinario

Marta e Maria

Conosciamo molto bene questo episodio di Marta e Maria. Il Vangelo ci racconta non solo la storia di queste due donne, una storia di amicizia con Gesù, ma ci racconta anche la nostra vita: la nostra vita quotidiana, la nostra vita di fede.

Noi conosciamo la nostra società: una società che va sempre più veloce. Una società che non si sa fermare. E in questa società siamo dentro, anche noi non ci fermiamo. E tante volte i nostri genitori – o chi è genitore lo sta facendo adesso – passa tanto tempo al lavoro e poco tempo con moglie o marito o con i figli.

Il fare e l’essenziale: sono le due parole di oggi. Noi siamo spesso nel fare, perché è vero che dobbiamo portare la minestra la sera a casa; però tante volte in questo fare ci dimentichiamo l’essenziale: ci dimentichiamo di ascoltare i nostri figli, ci dimentichiamo di abbracciare nostra moglie, ci dimentichiamo di guardarli negli occhi e di ascoltare i loro bisogni e siamo in un fare, un donare che però alla fine quell’essenziale, quel vivere d’amore per l’altro non lo viviamo. Continua a Leggere

30 giugno 2019 XIII settimana del tempo ordinario

Risoluti e scomodi

Dopo tutte queste feste particolari siamo rientrati al colore verde del tempo ordinario. Ricordate che dopo le festività solenni nei giorni scorsi è stato un susseguirsi di festeggiamenti, venerdì il Sacro Cuore e ieri i santi Pietro e Paolo. Ora torniamo all’ordinarietà. Questa ordinarietà però non è sinonimo di tranquillità: il Vangelo non ci lascia mai tranquilli e non ci lascia tranquilli neanche questa domenica.

Vediamo Gesù che s’incammina risoluto verso Gerusalemme. Sappiamo che cosa significa, significa che va verso una morte sicura. Lui sa cosa lo aspetta, ma lui ci va, cammina. Siamo dopo il monte Tabor, dopo la Trasfigurazione, quando si è fatto conoscere dai suoi discepoli con quel volto straordinario. Ma adesso quel volto s’indurisce e cammina verso quella Gerusalemme  che l’aspetta. Il cristiano, tante volte l’ho detto, sa qual è il suo cammino, non gli è stato nascosto niente: sa dove deve andare, sa qual è il suo obiettivo, sa che a volte non è facile. Noi non siamo qui un’agenzia pubblicitaria che vi racconta solo le immagini belle e, come succede durante l’estate, arrivate lì e la casa che avete affittato è solo un buco che assomiglia a quella promessa solo forse per un angolo… No: Gesù non fa così con noi, il Vangelo non fa così. I Vangelo ci racconta questo cammino e quanto è difficile. E quindi Gesù ancora una volta ci dice qual è la sua natura verso la Gerusalemme celeste. Continua a leggere

23 giugno 19 Solennità del santissimo corpo e sangue di Cristo

Sete di assoluto

Vedete che la liturgia è come la nostra comunità: c’è sempre una ragione per far festa. Ricordate quello che è successo cinquanta giorni dopo Pasqua, quando abbiamo celebrato la Pentecoste. Poi abbiamo celebrato la santissima Trinità. Oggi ci ritroviamo di nuovo a festeggiare una solennità, quella del Corpus Domini: celebriamo l’Eucaristia, il corpo e il sangue di Cristo, una grande festa per tutti i cristiani; culmine della vita della Chiesa e quindi anche per la nostra parrocchia. Ma questo che cosa può significare per ciascuno di noi?

Avete visto che la Chiesa ci ha messo il Vangelo della moltiplicazione dei pani. E cosa succede in quell’episodio che abbiamo sentito? C’era folla; siamo nel deserto e c’è tanta folla. Arriva sera e allora i discepoli si preoccupano e dicono a Gesù: mandali via, se no non fanno in tempo, devono tornare per andare a cercare qualcosa da mangiare. Ma Gesù dice: “Voi stessi date loro da mangiare”. Continua a leggere

16 giugno 2019 solennità della Santissima Trinità

Il paradiso è amare

E’ bello poter celebrare due Battesimi nel giorno della festa della santissima Trinità, perché questi bambini vengono battezzati nella Trinità. Infatti, come sapete, nel momento in cui metteremo l’acqua sul loro capo, lo faremo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Quindi in nome di questa Trinità verranno battezzati.

Ma che cosa significa la santissima Trinità? E’ qualcosa di molto complesso e nello stesso tempo di molto semplice. Se andiamo a vedere i trattati di teologia sembra qualcosa di molto complicato. Ma noi qua facciamo un po’ di teologia spicciola. E cerchiamo di capire che cosa esattamente significa. Perché nella Genesi ci viene detto che noi siamo stati creati a immagine di Dio. E se questo Dio è la santissima Trinità, noi siamo a immagine di questa Trinità. E se ci viene dato di festeggiare la Trinità dopo la Pentecoste, ci deve essere una ragione. Eh sì. Perché la santissima Trinità parla anche di noi.

Noi la settimana scorsa nella Pentecoste siamo stati mandati in missione. Noi dovremmo battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo: è così che Gesù ha mandato i suoi discepoli. E allora cerchiamo di capire questa Trinità che cosa dice a noi. Continua a leggere

9 giugno 2019 Pentecoste

Testimoniare con la vita stessa

Siamo a cinquanta giorni dalla Pasqua. Il tempo di Pasqua si conclude oggi. Significa che questo è non un finale in discesa, ma un finale che ci porta un alto. Cioè si conclude tutto con questa Pentecoste. Pasqua è ancora oggi, ma è una Pasqua che non è più di stupore davanti a una morte che diventa vita. E’ una Pasqua che ci porta fuori.

La prima lettura oggi negli Atti degli Apostoli ci racconta quello che sta succedendo. Ancora una volta sono dentro casa e lì, però, scende come lingua di fuoco questo Spirito Santo che si divide e si posa su ciascuno, poi i discepoli cominciano a parlare; e tutti, in questa città cosmopolita che era Gerusalemme, possono capire. E’ il contrario di Babele. Vi ricordate Babele? E’ il momento in cui gli uomini ccostruiscono questa torre perché vogliono stare insieme. E parlano tutti la stessa lingua. Vogliono fare una torre che arrivi così in alto da toccare il cielo. Ma il Signore fa loro capire che non sono loro che devono andare a toccare il cielo, non è il loro posto. E tutti vanno via parlando lingue diverse e non capendosi. Continua a leggere

2 giugno 2019 Ascensione del Signore

Quando ero piccolo come voi abitavo in un paese che si chiama Giordania, che è vicino alla Terrasanta. E quando i miei nonni venivano, andavamo in Terrasanta, a fare questo pellegrinaggio.  E in Terrasanta c’è secondo la tradizione il luogo dell’Ascensione di Gesù. E’una piccola costruzione e in mezzo a questa piccola costruzione c’è un quadratino che viene detto: qua Gesù è salito. Quando ero quindi piccolo, ero entrato in questo quadratino, pensando che fosse un ascensore e che sarei salito anch’io in cielo così. Ecco, nella nostra vita certe volte, nel nostro cammino di fede noi cerchiamo, vogliamo questo ascensore per il cielo. Vorremmo qualcosa di facile. E’un po’ quello che pensavano anche gli apostoli. Malgrado la Resurrezione, malgrado il fatto che Gesù era rimasto un po’ con loro per cercare di fargli capire, dato che sono ancora lì a dire: adesso costruirai il tuo regno! Sono sempre lì a sperare questa cosa grandiosa che doveva succedere. Sono ancora lì. Dai. Saremo posti ancora una volta alla tua destra e alla tua sinistra. Noi siamo lì a cercare sempre questa via rapida, a cercare di sfuggire. Ma il Signore dice, se avete ascoltato bene: Rimanete qui in città, in attesa dello Spirito santo. Cioè: rimanete in questo mondo, con le sue sofferenze, con i suoi dolori, con le sue gioie, rimanete qui nella vostra vita, rimanete qui per costruire qui il regno dei cieli. E’qui che dovete rimanere. E tanti cristiani hanno seguito questa parola. Continua a leggere

26 maggio 2019 VI Domenica di Pasqua

Aprire la porta

“Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. Ancora una volta ci ritroviamo davanti a questo discorso di Gesù che torma sul fatto fondamentale di seguirlo e di amarlo. Amarlo non significa seguire delle regole, osservare la sua parola significa accogliere il suo amore. Come abbiamo già detto, infatti, è forse una delle cose più difficili accogliere l’amore del Signore.

Ma cosa vuol dire accogliere il suo amore? Anzitutto significa mettersi da parte, abbassare la testa per dire: non sono io al centro, c’è qualcun altro che sta al centro. Significa accettare che qualcuno mi voglia bene; e anche questo è strano, noi che cerchiamo l’amore, facciamo fatica a lasciarci amare. Lasciarci amare significa anche certe volte che ci venga detto che le cose che facciamo non vanno bene e anche questo non sempre è facile per noi. Continua a leggere

19 maggio 2019  Quinta domenica di Pasqua

Un comandamento nuovo

Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così anche voi amatevi gli uni gli altri”.

Sembra strano pensare che Gesù, come comandamento nuovo, ci lascia il fatto che dobbiamo amare. Strano perché l’amore non può essere comandato. Per esperienza, se qualcuno ci dice: devi fare questa cosa, devi amare, l’amore è una cosa diversa, non puoi imporre a qualcuno di amare: se no è falso, non è una cosa bella. Però il Signore ci dice: “Vi lascio un comandamento nuovo”, un modo di vivere, che è quello di amare. Continua a leggere

12 maggio 2019   Quarta domenica di Pasqua

Riconoscere la sua voce

Nella prima lettura vediamo che san Paolo va in sinagoga e incomincia a insegnare quell’ insegnamento nuovo: Cristo è risorto, tutto cambia! San Paolo, lo sappiamo, è proprio quello che andava a uccidere i cristiani. Ma sulla via di Damasco incontrerà Cristo risorto e, lui che, un po’ come l’Isis di oggi, uccideva i cristiani, si converte totalmente e diventa uno dei più grandi apostoli della storia del cristianesimo.  San Paolo è una delle prove  viventi che Cristo è risorto perché lui cambia totalmente vita. E’ quel che dovrebbe essere per ognuno di noi toccati dalla parola di Dio, toccati da Gesù Cristo che si è fatto vivo nella nostra vita. Ora, durante il suo insegnamento nella sinagoga, una parte dei presenti si ribella e san Paolo a questo punto capisce che deve andare versoi pagani. Il messaggio di Cristo diventa universale, non più per il piccolo gregge di Israele, ma diventa universale. E’ così che forse ha raggiunto uno dei nostri antenati. Continua a leggere

5 maggio 19 Terza domenica di Pasqua

Portare Gesù al mondo

Ecco: avete sentito l’”Eccomi” di questi ragazzi, un po’ come la risposta a quello che Gesù, alla fine del Vangelo, dice a Simon Pietro: “Seguimi!”.

Ma vediamo cosa significa questo. I discepoli sono tornati a pescare: era il loro mestiere.  Simon Pietrio era pescatore, come Giovanni, Andrea e Giacomo; Gesù era passato un giorno e li aveva chiamati. E loro avevano vissuto per tre anni questo momento forte, con quest’uomo che stava cambiando la loro vita. Ma quest’uomo, il venerdì santo, perde la vita, muore crocifisso. Dopo tre giorni però risorge e questi discepoli ne sono i testimoni. Ancora oggi noi, se crediamo, è proprio per la testimonianza di questi uomini, di queste donne che seguivano Gesù. Continua a Leggere

28 aprile 2019  Seconda domenica di Pasqua

Mio Signore e mio Dio

 Abbiamo avuto quaranta giorni per prepararci alla Pasqua: Quaresima. E adesso abbiamo cinquanta giorni, cioè  il tempo di Pasqua fino a Pentecoste, per renderci conto di che cosa stiamo celebrando, cioè la Risurrezione del Signore. Oggi si conclude l’ottava di Pasqua: tutti questi otto giorni questa settimana abbiamo celebrato ogni giorno come se fosse la Pasqua. La liturgia prevedeva proprio questo. Talmente la gioia è grande che si festeggia per tutto questo tempo. Continua a leggere

19 aprile 2019  Passione del Signore

Unico sacrificio, unica via

Anche oggi, come ieri, la liturgia parla da sola. Non abbiamo bisogno di molte parole. Nelle chiese come vedete non c’è nulla. Nessun sacrificio viene celebrato in questo giorno nel mondo intero. Nessuna messa, perché il sacrificio è unico, è quello di Cristo. Ma neanche possiamo godere della visione del Crocifisso: le croci vengono velate come le statue, perché la Chiesa ci obbliga proprio a fare uno sforzo, ad andare all’essenziale della nostra fede. Sappiamo che noi uomini nella nostra fede abbiamo bisogno di toccare: abbiamo bisogno di miracoli, abbiamo bisogno di immagini. Continua a leggere

18 aprile 2019 Cena del Signore

Tabernacoli viventi

Siamo nel cuore dell’anno liturgico. Inizia con questa celebrazione il triduo pasquale. La liturgia, come avevo iniziato a dire domenica, rallenta. Seguiremo passo per passo gli ultimi momenti, gli ultimi istanti di vita del nostro Signore. E questa sera la liturgia, con la parola e con i gesti è molto evocativa. Ci sarebbero poche parole da aggiungere perché mi sembra che tutto è molto chiaro.

La prima lettura nel libro dell’Esodo ci ricorda che in quell’ultima notte, in quell’ultima cena Gesù celebra con i suoi discepoli la Pasqua degli Ebrei. La Pasqua significa il passaggio: quel passaggio dalla schiavitù Continua a leggere

15 aprile 2019 Domenica delle Palme

Il volto del crocifisso

L’essenza del cristianesimo è la contemplazione del volto del crocifisso scriveva il cardinal Martini. E oggi, dopo aver acclamato Gesù nelle strade del nostro quartiere, lo vediamo condannato dalla folla. La liturgia cattolica di questo giorno è molto particolare: fuori lo acclamiamo, dentro lo condanniamo. E proprio così è
successo e così è il nostro cuore, diviso. Continua a leggere

7 aprile 2019 Quinta domenica di Quaresima

Aprirò nel deserto una strada nuova

Ecco, Gesù è nel tempio, come spesso fa, e sta insegnando. La gente sta intorno a lui e lui sta insegnando a partire dalle Scritture. Solo che, vedete, più ci avviciniamo alla Pasqua, più le cose stanno diventando difficili per lui. Gli scribi e i farisei vogliono metterlo in difficoltà e allora che fanno? Portano una donna. Dicono che è un’adultera. Questa donna ha marito, però è andata con un altro uomo, con un amante. All’epoca c’era questa legge che, se una donna era adultera le tiravano le pietre addosso finché moriva. Si tratta della lapidazione, usata per vari motivi, considerati crimini. Come santo Stefano: santo Stefano è morto così, lapidato. Continua a leggere

31 marzo 2019 Quarta domenica di Quaresima

Chi è il padre

Eccoci davanti a due fratelli e a un padre. Ovviamente, come sapete, quando Gesù ci racconta una storia, parla a noi, oggi, nel 2019.

Cerchiamo di capire cosa ci vuole dire il Signore, oggi. C’è questo figlio giovane che chiede parte della sua eredità e poi va via da casa. Quale visione ha del padre questo figlio più giovane? Ha la visione di un padre che non gli permette di realizzasi se non scappa, se non se ne va: è un padre che dirige la sua vita. Allora lui prende la sua libertà; e che ne fa? Non la sa usare bene questa libertà. Spreca tutti i suoi soldi e muore di fame. Allora, ci dice la Scrittura, rientra in sé e decide di tornare dal padre malgrado il fatto che ormao è caduto così in basso: ricordate che gli Ebrei hanno una lista lunga di cose che non si possono fare e i porci, lo sapete, loro non possono mangiarli perché è un animale impuro, perciò chi lavora con i porci ovviamente è impuro pure lui. Per questo è proprio caduto in basso! Ma muore di fame e decide di tornare dal padre. Si prepara il discorso, dice. Non sono più tuo figlio, trattami come i tuoi salariati… Si prepara tutto il discorso e va verso la casa paterna. E quando sta per arrivare, suo padre, che lo vede da lontano, gli corre incontro. E abbiamo sempre detto: questa è la storia del padre misericordioso. Continua a leggere

24 marzo 2019 Terza domenica di Quaresima

Aprire il cuore

Oggi sembra di essere alla “Vita in diretta”. Quando vado a fare le benedizioni nelle case, è interessante vedere che tutti hanno il televisore acceso… Tutti questi morti ammazzati!. Sono  le cose che raccontano tutti i pomeriggi sulla televisione italiana. Questo sicuramente non aiuta la nostra società a sentirsi più tranquilla. E oggi questo Vangelo, come avete sentito ci racconta anche di alcuni fatti di cronaca. Abbastanza interessante: non credo che anche altrove Gesù parli di cronaca così.

Ma perché ci racconta questo? Intanto Gesù subito dice, riguardo a queste morti cruente, che non è colpa di queste persone. Continua a leggere

17 marzo 2019 Seconda domenica di Quaresima

Faccia a faccia

Ci siamo lasciati la settimana scorsa nel deserto con Gesù che lottava contro le tentazioni, se vi ricordate bene. Abbiamo detto che la Quaresima è un po’ come questi quaranta giorni nel deserto che vive Gesù. E abbiamo visto come le tentazioni le abbiamo tutti; e certe volte queste tentazioni hanno un volto nascosto: non lo sembrano, ma lo sono. E in questo cammino di deserto che ci propone la Chiesa con la Quaresima, la seconda domenica di Quaresima oggi, ci dà una finestra per vedere il cielo. Cioè in questo cammino che dobbiamo fare, che è un cammino faticoso, perché abbiamo detto che siccome è nel deserto dobbiamo andare all’essenziale, la Chiesa a un certo momento dice: va bene, forse dall’inizio devo far capire a chi cammina perché sta camminando, perché dovrà soffrire. Perché se no sembra una cosa che devo fare… per che cosa? Siccome noi non siamo dei farisei che facciamo le cose solo per delle regole: c’è sempre una chiamata più grande, più profonda, più alta! E allora la Chiesa che cosa ci mette in questa seconda domenica di Quaresima? La Trasfigurazione di Gesù.

Allora cerchiamo di capire quello che significa questo per noi. Continua a leggere

10 marzo 2019 Prima domenica di Quaresima

Docilità

Ci troviamo nella prima domenica di Quaresima. E dove troviamo Gesù? Nel deserto. E’ stato guidato lì dallo Spirito Santo.

Che cosa è successo poco prima di questo episodio? Gesù è stato battezzato nel Giordano. E là una voce dice: “Tu sei il mio figlio prediletto”: Poi lo Spirito Santo lo lo accompagna nel deserto. E lì rimane quaranta giorni. Voi sapete quanto dura la Quaresima: quaranta giorni. Quindi riguarda  anche noi: anche noi siamo chiamati a entrare nel deserto.

Che cos’è il deserto, come lo possiamo descrivere? Un posto dove c’è tanta sabbia. E perché c’è tanta sabbia? Nel deserto non c’è acqua, quindi non cresce niente, c’è solo sabbia. Perciò è difficile trovare cibo, immaginiamo, la vita è proprio difficile in mezzo a questo deserto. Ecco: Gesù si ritrova per quaranta giorni nel deserto; e noi per quaranta giorni viviamo la Quaresima: allora facilmente diciamo che per noi è la stessa cosa. Dunque siamo chiamati a fare questo cammino quaresimale nel deserto. Continua a leggere

24 febbraio 2019  VII domenica tempo ordinario

Rivoluzione radicale

Certe volte si cerca di dare di Gesù l’immagine di un buonista! Forse perché ci facilita le cose. Questo personaggio che ci dice che è tutto bello, tutto buono, che siete perdonati sempre, quindi… Ma quando leggiamo un Vangelo come oggi, spero che vi rendiate conto invece della radicalità della vita cristiana, di com’è la grande radicalità della vita cristiana.

Avete sentito quello che è stato detto? Ci rendiamo conto di quello che è stato proclamato attraverso questa Parola? “Amate i vostri nemici!” Non dice: amate uno con cui vi siete bisticciati e il giorno prima eravate amici, adesso avete bisticciato, ma sapete che tra poco troverete il modo di perdonare, di riprendere, no no: dice i nemici, dove normalmente c’è odio tra l’uno e l’altro. Stiamo parlando di nemici. Nostro Signore ci dice: “Amate i vostri nemici!”. C’è  qualcosa più radicale di questa? Continua a leggere

10 febbraio 2019 V domenica tempo ordinario

Duc in altum

Come tante volte vi ho spiegato, per capire come leggere il Vangelo noi dobbiamo vedere le letture precedenti, in particolare la prima lettura. Se avete ascoltato bene la prima lettura, avete visto la storia di un profeta, il profeta Isaia. Il profeta dice a Dio di non essere degno di proclamare questa parola che tu mi dai. Se avete seguito bene avete sentito che lì ci sono dei serafini che stanno proclamando: “Santo, santo, santo il Signore degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria”.

 Tra parentesi: Quando lo diciamo noi questo: “Santo, santo, santo”? In che momento della messa? Vedete che la nostra liturgia prende i pezzi della Bibbia.  Prima della consacrazione noi cantiamo: “Santo, santo, santo il Signore Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria!” Poi quando canteremo insieme, lo dobbiamo fare insieme! Viene da dove viene? Proprio da lì, dove viene annunziata la grandezza del Signore. E davanti a questa grandezza immensa, Isaia si sente piccolo-piccolo e dice: ma io non sono degno. E allora gli vengono bruciate le labbra, come avete sentito. Continua a leggere

3 febbraio 2019 IV domenica Tempo ordinario

In mezzo a noi in cammino

Noi ci eravamo lasciati la settimana scorsa con Gesù nella sinagoga – non so se vi ricordate – siamo proprio nel seguito di quello che abbiamo letto la settimana scorsa. Gesù aveva letto la parola “ed erano rimasti tutti meravigliati” davanti a questa proclamazione; e al fatto che lui  poi alla fine aveva fatto capire in poche parole che quello che veniva annunciato eccolo qua, “oggi è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”.

Oggi però la reazione ci colpisce un po’ come alla domenica delle Palme; quando Gesù rientra in Gerusalemme viene acclamato e poco dopo, il venerdì santo invece verrà condannato dalla stessa folla. Ecco, qui succede la stessa cosa: ci siamo lasciati con una sinagoga che rimane meravigliata – lo si dice anche nel Vangelo di stamattina: “da quelle parole sono meravigliati” – e nello stesso tempo subito dopo lo vogliono uccidere. E cosa fa Gesù? Il Vangelo dice che va in mezzo a loro dritto e cammina. Continua a leggere

27 gennaio 2019 terza domenica del Tempo ordinario

Parola liberatrice

Oggi parleremo di un tema importante per un cristiano: quello della parola di Dio – che adesso abbiamo proclamato tutti insieme. E che cosa sentiamo?

Nella prima lettura si parla di Esdra che porta il rotolo davanti al popolo. All’epoca Gerusalemme era un po’ come il nostro paese, cioè non riusciva a uscir fuori dalla crisi. Il tempio è stato distrutto, ricostruito… E non si ritrovava la parola. Finché un giorno la ritrovano, là dove doveva essere la sagrestia, diciamo così. E allora Esdra la porta e la legge davanti al popolo. E il popolo riscopre questa parola. E avete sentito quello che viene detto: si mette a piangere! Viene colpito.  Perché si era dimenticato cosa significava questa parola, come poteva parlare al suo cuore.

Noi possiamo dire che tante volte la parola di Dio ci scivola addosso! Tante volte non ci ricordiamo neanche quello che è stato detto quando usciamo da questa chiesa alla fine della   messa! Ci scivola addosso; non è una parola creatrice per noi. E’ una parola che si mette in mezzo a tanti altri che sentiamo in questo mondo…

Invece noi dobbiamo stare molto attenti. Avete visto quello che facciamo all’ inizio del Vangelo: dove facciamo il segno di croce? Sulla fronte, sulla bocca e sul cuore. Perché io la voglio capire, la voglio vivere – sul mio cuore! – e la voglio proclamare. Quindi è importante questa Parola.

E tante volte noi facciamo dei gesti o diciamo delle parole tipo amen. Quante volte ho ripreso l’assemblea perché l’ amen lo dicevano così…, invece amen significa ci credo! Tante parole che noi diciamo hanno importanza. Pensate alla parola come amore, che dovrebbe essere una cosa incredibile, stupenda! Sappiamo quanto è importante l’amore nella nostra vita, e quanto invece questa parola viene usata nella maniera positiva e negativa… Continua a leggere

20 gennaio 2019 Seconda domenica del Tempo Ordinario C – Le nozze di Cana

il di più

Con la bellissima festa della settimana scorsa – Il Battesimo di Gesù – in cui noi abbiamo battezzato dei bambini e uno l’abbiamo messo nell’acqua – vi ricordate? – per immersione, si è concluso il lungo tempo del Natale. Il nostro coro ormai sapeva tutti i canti a memoria, non c’era più bisogno di prove: avevano cantato i canti di Natale per settimane e settimane. Adesso, vedete, siamo tornati al colore verde, il colore del Tempo Ordinario: ricominciamo la nostra vita nel tempo ordinario. E come inizia? Con una cosa bella, una festa.

Vedete, noi cristiani siamo piuttosto fortunati perché le cose importanti Dio le fa per noi sempre con un banchetto, una cena. Iniziamo questo Tempo Ordinario con questo matrimonio, a Cana, e lo concluderemo con l’Ultima Cena. Dunque i momenti forti sono sempre in mezzo a una cena. E questo, lo vedremo, è importante.

Ora cosa abbiamo? Un matrimonio. E cosa succede a questo matrimonio? Maria, che è sempre molto attenta e discreta, osserva e dice: manca il vino. Non manca una cosa essenziale: non manca il pane! Ma manca il vino. Potremmo dire che è qualcosa di superfluo, qualcosa di non necessario: manca il vino!  Però il vino a una festa è importante, è un segno di gioia, è questo di più che dà gioia alla festa. E allora cominciamo a farci una domanda: perché proprio san Giovanni, che è l’unico che racconta questo episodio, perché ci vuole raccontare questo? Che non è considerato un miracolo: per san Giovanni sono dei segni i primi miracoli, sono sette segni; sono sette segni importanti e questo è il primo di questi sette segni: manca il vino.
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13 gennaio 2019 Battesimo di Gesù

Il bambino, l’acqua sporca e l’amore  

Eccoci nell’ultima festività del tempo natalizio. Oggi finisce. La settimana prossima non ci saranno più alberi di Natale,  Bmbin Gesù, presepi… Si conclude tutto con questa festa. E cosa celebriamo oggi? Il Battesimo di Gesù.

Ora, se avete sentito bene il Vangelo, il Battesimo di Gesù non è come il Battesimo che celebreremo questa mattina: Gesù non era un bambino piccolo, che è stato portato in una chiesa per fargli il Battesimo. Gesù era grande! Gesù aveva trent’anni. E si mette in coda in questo deserto, vicino al fiume Giordano, per ricevere anche lui questo Battesimo da Giovanni Battista. Continua a leggere

6 gennaio 2018 Epifania del Signore

Alzo il capo

Sequenza. Annunzio del giorno della Pasqua
Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno. Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.

Centro di tutto l’anno liturgico è il triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 21 aprile.

In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.

Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:

  • le Ceneri, inizio della Quaresima, il 6 marzo
  • l’Ascensione del Signore, il 2 giugno
  • la Pentecoste, il 9 giugno
  • la prima domenica di Avvento, il 1° dicembre.

Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli,  dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.

A Cristo, che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli. Amen 

Oggi è l’Epifania. Oggi viene mostrato Gesù al mondo. Ecco perché oggi viene annunciata anche la data della Pasqua che, come abbiamo sentito, è il culmine del nostro anno liturgico.

E ci ritroviamo di nuovo davanti alla grotta e davanti a questa scena: del bambino Gesù in una  mangiatoria, con Giuseppe e Maria. Però questa volta, l’abbiamo sentito, ci sono anche i re  Magi – oggi li abbiamo visti arrivare con i  loro cammelli. Chi sono questi re Magi? Cosa rappresentano per noi, per la nostra vita di fede? Continua a leggere

1 gennaio 2019 Maria SS Madre di Dio

Fertili

Ieri nel Te Deum mi sono soffermato sulla prima lettura. Oggi invece voglio iniziare l’anno con la figura di Maria.. Oggi festeggiamo Maria santissima Madre di Dio. E sapete che all’inizio della Chiesa c’è stato anche un dibattito: si può dire che Maria è Madre di Dio? Qualcuno diceva: si può dire che è madre di Gesù, nella sua natura umana, ma dire che Maria è madre di Dio che signififca? I Padri hanno deciso di sì, Theotokos, (Θεοτόκος); la Madre di Dio. E se Maria è Madre du Dio e prima discepola del Signore, significa che ogni cristiano può diventare anche familiare di Dio.

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Vespro TE DEUM 31 dicembre 2018

Ti benedica e ti custodisca

E’ strano dover cantare il Te Deum in quest’anno così poco brillante economicamente e politicamente adesso qui in Italia. Le guerre non si fermano, anche dentro le nostre comunità! Siamo abituati a dire del male, a vedere il male, a essere diffidenti. A scrutare ogni affermazione, a cogliere in fallo chiunque. Poi le nuove tecnologie amplificano il male, le critiche, tutti armati. Tutti armati, tutti rabbiosi, tutti arroganti. E’ così difficile vivere in un mondo di scontenti! E’ così terribile adeguarsi a questo non dico finimondo, ma fine impero. Un certo mondo sta cadendo. E così triste vedere tutti guardarsi attorno, pronti ad azzannarsi senza pietà. Continua a leggere

 Natale del Signore 2018

E’ tra noi.

Giovanni alla fine del prologo dice: “Dio nessuno lo ha mai visto. Il Figlio Unigenito che è Dio e che è nel seno del Padre è lui che lo ha rivelato”.

Dio si rivela oggi attraverso questo piccolo bambino adagiato in una mangiatoia. Ieri come oggi Dio si fa presente nella vita di ciascuno di noi. Ieri come oggi Dio rimane nelle vite nostre, nelle nostre vite.

Gesù viene ed è la luce. Giovanni dice che viene nelle tenebre. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo, e il mondo è stato fatto per mezzo di lui eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne tra i suoi e i suoi non lo hanno accolto. Continua a leggere

MESSAGGIO AI MALATI PER IL S. NATALE 2018

Carissimi, è arrivato un nuovo Natale; sicuramente un Natale diverso, se è segnato dalla malattia, da un ricovero, da un momento di prova. 
Come Vescovo ausiliare di Roma delegato per la pastorale della salute, voglio esprimere in particolare ai malati tutta la vicinanza della Chiesa.
La vita, nella prova della malattia, si riempie di piaghe aperte, fisiche o spirituali…

Nella notte di Betlemme Maria e Giuseppe hanno trovato tante porte chiuse, se non una grotta per animali, un luogo inopportuno per far nascere un bambino. Quell’unico luogo aperto può diventare segno delle nostre ferite aperte, che ci fanno male, ma che sono anche un grido del cuore che dice a Maria e a Giuseppe: “Venite, entrate! Qui c’è posto per voi… Non ho nulla da offrirvi, se non la mangiatoia del mio dolore e della mia sofferenza!” Il Figlio di Dio viene, nasce, trova spazio, in questo contesto disagiato e ci illumina di Speranza: le piaghe del cuore si possono rimarginare con la certezza di un Dio che vi entra dentro, per condividere la nostra fragilità e ridarci vita. A Lui, a cui chiediamo la guarigione del corpo e dell’anima, affidiamo di nuovo la nostra vita di oggi, così com’è, perché ci dia salute e salvezza.

Nel Bambino di Betlemme, Dio ci viene incontro. Tendiamogli le braccia, per sostenerlo e per essere sostenuti dalla Sua sorprendente Semplicità. Vi benedico con affetto,
+ Paolo Ricciardi

 

23 dicembre 2018 IV Domenica di Avvento

Il cristiano è una donna incinta

Ecco, abbiamo acceso la quarta candela, che ci ricorda che siamo all’ultima domenica di Avvento. Questo significa che il Natale è molto molto vicino.

In quest’ultimo Vangelo su cosa la Chiesa ci chiede di riflettere? Abbiamo Maria che di fretta va a vedere sua cugina Elisabetta. Maria sta portando nel suo grembo Gesù; ed Elisabetta, sua cugina anziana, sta aspettando un bambino. Di lei tutti dicevano che era sterile, quindi non poteva avere bambini. Ma Dio ha promesso a quella coppia che avrebbe avuto un figlio. Ed Elisabetta sta aspettando un figlio. Continua a leggere

16 dicembre 2018 terza Domenica di Avvento

Viene a gioire per te.

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Come vediamo anche dalle nostre candele sulla corona, siamo alla terza domenica di Avvento. Ci avviciniamo al Natale. Una domenica particolare, una domenica di gioia in cui anche il vestito del sacerdote cambia colore proprio per sottolineare la vicinanza a una grande gioia, quella del Natale.

Questa gioia l’abbiamo sentita nella prima lettura, quella di Sofonia: “Rallegrati, grida di gioia Israele, esulta, acclama con tutto il cuore!”. E questo per quale motivo? Per le parole di Dio che dice a Gerusalemme: “Non temere! Il Signore tuo Dio in mezzo a te è un Salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore. Esulterà per te con grida di gioia”. Questa potrebbe essere la definizione del Natale: Il Salvatore viene a gioire per te! Continua a leggere

9 dicembre 2018 seconda Domenica di Avvento

 

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Oggi la seconda candela è accesa. A poco a poco ci avviciniamo al Natale. Oggi è la seconda domenica di Avvento.

Se ricordate bene: la settimana scorsa eravamo invitati a vegliare. Non addormentarci. Vegliare. Cioè essere svegli per la venuta di Gesù. E su questo cammino che il cristiano fa  di preparazione ci sono dei personaggi che incontriamo che ci aiutano ad arrivare al Natale. Ieri era Marua. Oggi Giovanni il Battista, il cugino di Gesù. Nel deserto. E riprendete Isaia: “Voce di uno che grida nel deserto, preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!”. Questo deserto non è  solo quello geografico: il deserto è anche quello della nostra vita, del nostro cuore. Tante volte il nostro cuore è un vero deserto. Perché dove manca l’amore non cresce niente, non c’è vita. E tante volte succede così per noi. Il nostro egoismo, il nostro individualismo fa sì che buttiamo la gente, non c’è più niente, più vita.    Continua a leggere

8 dicembre 2018 Solennità dell’Immacolata concezione

Nascosti da un cespuglio

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In questi giorni sono andato nelle scuole del nostro quartiere a parlare con i bambini della terza elementare del Natale attraverso l‘arte. E il primo quadro che abbiamo visto era quello di fra Angelico: l’Annunciazione a Maria.  Non so se vi ricordate questo quadro voi grandi. C’è Maria seduta e c’è l’angelo Gabriele. E c’è un raggio dello Spirito santo che viene verso di lei. Lei sta come in un palazzo. In lontananza si vede un giardino, bello, con due personaggi e un angelo. Quando ho chiesto ai bambini: chi sono questi due personaggi nel giardino? Hanno subito risposto: Adamo ed Eva. I bambini li hanno riconosciuti subito.

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2 dicembre 2018 Prima Domenica di Avvento

In attesa

Bene, voi sapete che qui abbiamo quello che si chiama la corona dell’Avvento; e ci sono quattro candele, perché quattro sono le domeniche che ci accompagneranno verso il Natale. Ogni domenica accenderemo una candela. Perciò oggi ce n’è una accesa, domenica prossima la seconda, la domenica successiva la terza, così fino a Natale. Cosa rappresenta questa corona? Questa corona rappresenta la nostra attesa: noi stiamo aspettando la venuta del Messia, di Gesù. L’Avvento è questo tempo di preparazione al Natale.
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25 novembre 2018 XXXIV Domenica Solennità di Cristo Re

Il re dell’universo

Oggi è una festa particolare. E’ una solennità. E’ la festa di Gesù Cristo re dell’universo. Ed è la fine di un percorso, la fine dell’anno pastorale. Vi ricordate che domenica scorsa abbiamo detto che l’anno pastorale non inizia il primo gennaio e si conclude il 31 dicembre, ma inizia con la prima domenica di Avvento, cioè il tempo di preparazione al Natale, dove ci prepariamo a ricevere Gesù e si conclude con Cristo re. Perché alla fine, un po’ come a capodanno si fa la festa, qui facciamo la festa dicendo: Cristo è il re della mia vita.
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Scuola di preghiera e di Meditazione

Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole
Matteo 6,1

Ogni terzo mercoledì del mese alle ore 9, 00 o alle ore  21,00 in cappella

Scuola di preghiera e di Meditazione
a cura di Teresa Barone e Mara Macrini

18 novembre 2018 XXXIII Domenica dal Tempo ordinario

La fine del mondo.

Questa, vedete, è la penultima domenica dell’anno liturgico. Domenica prossima è Cristo Re e concludiamo l’anno liturgico.

E’ un po’ particolare l’anno liturgico perché non è come noi normalmente viviamo l’anno: dal primo gennaio al 31 dicembre. L’anno liturgico (della liturgia, quello che celebriamo a messa) inizia con l’Avvento – che tra poco al catechismo ne parlerete – che è quel tempo che prepara al Natale. E da lì inizia l’anno liturgico. Quindi noi adesso siamo alla conclusione. E quindi la Parola di Dio, il Vangelo, ci parla della fine del mondo, della fine dei tempi. E avete sentito un po che cosa dice: si spegne il sole, cadono le stelle…
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11 novembre 2018 XXXII Domenica dal Tempo ordinario

La vedova.

Noi continuiamo il nostro cammino sul discepolato e quello che significa.

Vi ricordate l’atteggiamento del giovane ricco, che aveva chiesto a Gesù cosa doveva fare per avere la vita eterna, cioè la felicità?, e Gesù gli aveva risposto: “Segui i comandamenti”. “Ma io, Maestro, li seguo”. E Gesù gli dice: “Bene, allora vendi quello che hai e seguimi”. E lui va via triste perché aveva tanti beni, e non è riuscito a lasciare queste certezze per poter seguire Gesù.

Poi, vi ricordate, abbiamo avuto quei discepoli che si bisticciavano tra di loro per avere i primi posti quando Gesù sarà nel suo Regno e Gesù aveva detto: “Soffrirete, sì, con me, ma a chi spetta tale o tale posto non sono io che lo devo dire, ma è mio Padre”. E quindi abbiamo visto che anche i discepoli che seguivano Gesù non erano così perfetti, si bisticciavano per avere i primi posti.
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Giornata Mondiale del povero

La prossima domenica 18 novembre 2018 verrà celebrata la giornata mondiale del povero, voluta da Papa Francesco.
Raccogliendo questo appello la Caritas invita la comunità parrocchiale a portare generi alimentari diversi a lunga conservazione :

  • olio
  • scatolame
  • zuccheo
  • caffè
  • pelati
  • pasta
  • passata di pomodoro

Questi verranno distribuiti ai fratelli bisognosi.

Ad ogni Santa Messa con inizio da sabato 17 novembre 2018 e per tutte le SS messedella domenica, al momento dell’offertorio, processionalmente ogni persona potrà disporre la sua offerta in un cesto che verrà posto sotto l’altare.

Incontro di tutta la prefettura con il vescovo settore est, Gianpiero Palmieri

 

Giovedì 15 novembre 2018 alle 19,00 presso la
Parrocchia di Nostra Signora del Suffragio e Sant’Agostino di Canterbury
incontro di tutta la prefettura
laici, operatori pastorali con il
vescovo settore est Gianpiero Palmieri
e la memoria della chiesa di Roma presso la 
Parrocchia di Nostra Signora del Suffragio e Sant’Agostino di Canterbury Continua a leggere

4 novembre 2018 XXXI Domenica del Tempo ordinario

Amerai.

Come inizia il cammino, nostro, da discepoli di Cristo? Come inizia il cammino di questo bambino, Domenico? Come inizia il cammino di ciascuno di noi? Con l’amore.

Se vi ricordate bene all’inizio, quando Gesù comincia la sua vita pastorale, la prima cosa che succede attraverso il suo Battesimo è una voce dall’alto che dice: “Questo è mio Figlio”. Il nostro cammino inizia sempre diventando figli di Dio. Quando noi prendiamo coscienza di essere amati da un Padre, è lì che inizia il vero cammino da discepolo. Finché noi non prendiamo coscienza di essere stati amati e voluti da questo Dio, non iniziamo un cammino; rimaniamo nella tradizione, nella Legge, un po’ come gli Ebrei, forse andiamo a messa, forse diciamo il rosario; però non prendiamo coscienza di essere discepoli, non ci mettiamo in cammino a seguire Cristo finché non prendiamo coscienza di essere amati da Lui come un padre ama suo figlio. Allora è importante la lettura di oggi, in particolare in vista della nuova vita di Domenico. Perché poi sempre un Battesimo ci fa pensare al nostro Battesimo e alla nostra chiamata. Continua a leggere

2 novembre 2018 Commemorazione dei Defunti

Fratelli, ci scrive san Paolo, la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci salva”. E il Vangelo diceva: “Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me. Colui che viene a me io non lo caccerò fuori”. Sono queste parole che ci danno la speranza per i nostri defunti e per la nostra comunità. Dicevo, all’inizio della celebrazione, la Chiesa ha celebrato ieri tutti i santi e ci ha in un certo senso chiesto di alzare lo sguardo verso la comunione dei santi, verso questo Paradiso dove ciascuno di noi è chiamato. Lo stesso tempo, oggi, ci fa ricordare i nostri defunti. E oggi particolarmente ho voluto, e lo vedremo dopo, ricordare anche tutti i defunti di quest’anno, del nostro quartiere.
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28 ottobre 2018 XXX Domenica del Tempo ordinario

Il cieco Bartimeo.

Se avete ascoltato la Parola che abbiamo sentito in queste ultime settimane vi renderete conto che stiamo camminando, seguendo Gesù e cercando di capire a cosa ha chiamato i discepoli.
E’ bello che oggi abbiamo questi Battesimi perché i genitori oggi hanno deciso per i loro figli di metterli in cammino dietro a Gesù.

Allora, che cosa significa? Cerchiamo insieme di capire cosa ci dice la parola oggi del Vangelo. Ricordatevi bene: un pò di settimane fa avevamo visto un giovane, quello che chiamiamo il giovane ricco, che era venuto da Gesù a chiedergli: “Maestro, che cosa devo fare per avere la vita eterna?” Era un bravo ragazzo, era un ragazzo che seguiva i comandamenti; era uno che faceva le cose bene. Però gli mancava qualcosa, voleva essere finalmente felice. E allora va da Gesù e gli chiede: “Cosa devo fare?” E Gesù gli dice: “Segui i comandamenti”. E lui dice: “Ma io, Maestro, gli ho seguiti i comandamenti!” “Bene, allora vendi tutto quello che hai e seguimi.” E vi ricordate quello che succede?
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21 ottobre 2018 XXIX Domenica del Tempo ordinario

Essere i primi.

I discepoli fanno ridere. Fanno ridere perché li vedi là che seguono Gesù, e tu dici: eh, questi sono dei grandi uomini, questi seguono Gesù e chissà che sono, questi dodici che stanno lì a seguirlo, ad ascoltare la sua voce… E poi te li ritrovi che stanno là, come a scuola, quando uno dice: “io sono il migliore, io sono il tuo migliore amico, io sono il primo”, ecc. ecc.

È la stessa cosa con questi qui, con questi discepoli. Due si avvicinano, due di loro, vanno da Gesù a dicono: “Senti, noi vogliamo che tu faccia quello che ti chiediamo”. E Lui dice: “Bene, che cosa volete che io faccia per voi?”

Questi due rispondono: “Quando sarai nella tua gloria, noi vogliamo essere alla tua destra e alla tua sinistra”. Cioè: noi vogliamo essere i più importanti! E Gesù fa loro una domanda: “Ma voi siete pronti a vivere la vita che io sto per vivere?” La fa con delle domande un po’ complicate, dice: potete bere il mio calice, potete essere battezzati nello stesso mio Battesimo?
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14 ottobre 2018 XXVIII Domenica del Tempo ordinario

il giovane ricco.

Un tale – non si sa come si chiama, non c’è il suo nome; nel Vangelo ci sono i nomi di alcune persone, ma in questo caso non si sa il nome di questa persona – un tale corre dietro a Gesù. E’ sorridente, viene, arriva, pieno di passione, arriva davanti a questo Maestro che chiama ‘Maestro buono’, davanti a Gesù. Si ferma lì davanti a lui e gli dice: Maestro, che cosa devo fare per avere la vita eterna? Che cosa devo fare per avere la felicità? E’ una domanda importante, profonda.
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30 settembre 2018 XXVI Domenica del Tempo ordinario

Apertura dell’anno pastorale.

Come faremo, con questi nuovi bambini che arrivano, che già conosciamo dal centro estivo, ma che arrivano con i loro genitori che forse da tanto non erano andati a messa e si ritrovano con questo Vangelo da ‘macellai…: taglia un piede, taglia una mano, cada un occhio… Fa un pò paura se lo avete ascoltato bene questo Vangelo. L’avete sentito, no? Se fai qualcosa di male con la tua mano, tagliala, con i tuoi piedi, tagliali, con il tuo occhio, cavalo. Un film horror, un pò, no?
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Proposte di eventi sul mondo del Digitale


Pesentazione del libro: Educare insieme nell’era digitale

Venerdì 12 ottobre 2018
alle ore 20,30, presso la Parrocchia

Interverranno:
Prof. Alessandro Ricci
Università Salesiana di Roma
Prof. Zbigniew Formella
Università Salesiana di Roma
Don Stefano Cascio
Parroco

Comunichiamo nel mondo digitale?

Laboratorio con professionisti della comunicazione in ambito ecclesiale che ci possono essere utili per migliorare utilizzo di strumenti
Social
Sabato 13 ottobre 2018
presso la sede Sociale del Centro Oratori Romani 
Via di Monte Polacco, 5
(Metro B Cavour)
Iscrizioni entro lunedì 8 ottobre 2018
costo 10 euro
Segreteria COR – Piazza San Giovanni in Laterano, 6/A
tel: 0669886406cor@centrooratoriromani.org

Festa Patronale in onore di San Bonaventura

Programma

  • SABATO 22 settembre 2018
    Inizio: Settimana Eucaristica; Punto Giovane; Torneo San Bonaventura (over 16 anni)
  • MERCOLEDI’ 26 settembre 2018
    ORE 19:00 S. Messa presieduta da P. Angelo Di Giorgio e arrivo delle reliquie 
  • GIOVEDI’ 27 settembre 2018
    ORE 19:00 S. Messa presieduta da P. Vittorio Trani
    ORE 21 :00 Serata di preghiera;
    Adorazione notturna 
  • VENERDI’ 28 settembre 2018
    ORE 19:00 S. Messa presieduta da P. Umberto Fanfarillo
    ORE 21 :00 Presentazione del documentario. “Fede e Libertà”
    con don Stefano Cascio, in presenza del cardinal Coutts e della regista Carolina Popolani – nel Teatro “Giovanni Paolo Il attore” 
  • SABATO 29 settembre 2018
    ORE 16:00 Concerto Banda musicale Città di Roma
    ORE 18:00 S. Messa presieduta dal Card. Coutts Arcivescovo di Karachi;
    presa di possesso del titolo cardinalizio di San Bonaventura
    Inaugurazione del nuovo Battistero
    Processione 
    ORE 20:00 Festa con “Trio Artistico Musica… è”
    Festival dei Talenti di Torrespaccata
  • DOMENICA 30 settembre 2018
    ORE 10:00 S. Messa di apertura dell’anno pastorale
    Aperitivo e presentazione delle attività
    ORE 15:30 Festa d’apertura dell’oratorio
    Finale Torneo San Bonaventura
    ORE 18:00 Spettacolo teatrale La strana coppia di Neil Simons nel Teatro “Giovanni Paolo Il attore”

8 luglio 2018 XIV Domenica del Tempo Ordinario

Tutti noi abbiamo ricevuto, e possiamo dire, come il profeta Ezechiele: “Uno Spirito è dentro di noi”.
Tutti noi abbiamo una chiamata particolare. Siamo cristiani.
Abbiamo scelto la vita eterna il giorno del nostro Battesimo, abbiamo un orizzonte meraviglioso davanti agli occhi, abbiamo una missione stupenda, che Cristo ci ha insegnato con le sue parole, con i suoi esempi. Abbiamo il suo nome, siamo Cristiani. Conutinua a leggere

17 giugno 2018 XI Domenica del Tempo Ordinario

Come spesso accade il Signore parla attraverso parabole e discorsi che la gente deve capire molto facilmente. Erano contadini, e il Signore parlava loro attraverso delle parole e degli esempi che loro conoscevano. Diventa forse più difficile per noi perché la terra la conosciamo molto meno.
Allora cerchiamo di capire cosa il Signore, oggi, ha voluto dire a noi, uomini e donne del 2018, e anche a questi genitori, che hanno scelto per questa bambina questo seme della fede (verrà celebrato un battesimo durante la messa). Continua a leggere

10 giugno 2018 X Domenica del Tempo Ordinario

Che fa il serpente, nella Genesi? Divide l’uomo da Dio.
Satana fa questo: ci divide. Divide gli uomini fra di loro, divide il nostro cuore, che non è più un cuore unito a Dio ma è un cuore che si separa, che ha delle crepe.
Questo è alla base del nostro peccato, questo è il nostro grande dolore, la nostra grande difficoltà nel nostro cammino di fede. Tante volte noi non abbiamo questa unità piena, ma lasciamo entrare il diavolo dentro, forse senza rendercene conto, e lui, a poco a poco divide, come una crepa nel muro che si apre sempre di più. Così fa il diavolo con ciascuno di noi. Continua a leggere

Corpus Domini

Corpus DominumCorpus Domini
Il nuovo vescovo del settore Est presiederà la messa del Corpus Domini e la processione
Programma 

  • Venerdì 1 giugno 
    Adorazione del Santissimo
    fino alla mezzanotte
  • Sabato 2 giugno 
    ore 18,00 Santa Messa Solenne
    con Processione del Santissimo Sacramento
    per le vie del nostro quartiere
  • Sabato 2 giugno
    Festa in Parrocchia
    “Bella Napoli”
    ore 20,00

 

20 Maggio 2018 – Pentecoste, Messa vespertina nella vigilia

veglia di pentecoste“Chi ha sete venga a me, e beva”, chi crede in me. Come dice la scrittura: “Fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno”.
Riprendendo le parole di una delle meditazioni, la quinta (Meditazioni degli esercizi spirituali per il Papa e la Curia Romana del 2018), quella della samaritana, ci è stato detto che per bere bisogna avere sete, sete di Dio, sete di redenzione, sete di vita nuova, di nuova adorazione. Non berremo mai l’acqua viva se come cristiani ci sentiamo giusti e non bisognosi di conversione. Siamo già sazi della nostra falsa santità. Continua a Leggere

38^ Maratonina di Torrespaccata

La Parrocchia di Santa Regina Mundi in collaborazione con la Parrocchia di San Bonaventura organizzano la 38 Maratonina di Torrespaccata.

Domenica 20 Maggio 2018 ore 9,30.

La partenza avverrà dopo la Messa degli Atleti delle ore 8,30.
Possono iscriversi persone di tutte le età!
Per qualunque informazione contattare la segreteria

Partecipiamo per rendere vivo questo quartiere e per sottolineare la fraternità tra nostre due parrocchie!
Le iscrizioni si raccolgono in segreteria parrocchiale

13 Maggio 2018 Ascensione del Signore

Melissa, Pietro, Damiano, Margherita, Francesco, Alessio, Ilenia, Andrea, Daniel, Sofia, Martina, Ludovica, Isabella, Giada, Alessandro, Gianluca, Rita, Michela: questi ragazzi che hanno risposto a questa chiamata del Signore si sono alzati davanti a voi e hanno detto il loro: “Eccomi!”.
Una decina di anni fa li avete battezzati, avete scelto il Battesimo per loro, adesso sono loro, davanti a voi, che hanno detto il loro: “Eccomi”. Continua a Leggere

6 Maggio 2018 VI Domenica di Pasqua

Noi abbiamo una buona notizia, questa mattina, che ci viene ricordata dal Vangelo: noi siamo amati da Dio. Non è che noi dobbiamo amare Dio o cercare di essere amati dal Signore, perché Lui già ci ama. Non sono in una pozza, come spesso succede nella nostra società, in cui mi devo far amare dagli altri (tipo il “Grande Fratello”, che per rimanere nella casa devo fare chissà che cosa per non essere eliminato)… non c’è bisogno con Dio di questo.

Dio ci ama. Continua a Leggere

29 Aprile 2018 V Domenica di Pasqua

Guardate l’immagine che c’è sul Lezionario dopo le letture di oggi: è un crocifisso, è Gesù crocifisso, ma guardate com’è questo crocifisso, è strano, è tipo un albero, con dei rami che cadono un po’ così.
Avete ascoltato il Vangelo di questa mattina? Avete sentito di cosa ci parla? Di quale pianta ci parla? La vite. Che cos’è la vite? La pianta dell’uva. L’avete mai vista la pianta dell’uva, com’è? Ci sono dei rami, da cui poi nascono altri piccoli rami sopra.
Allora, Gesù, quando parla alla gente, cerca di usare delle immagini che loro conoscono. Per noi è più difficile perché noi abitiamo in città e quindi non conosciamo bene le cose, invece lui a chi parlava? Ai pescatori, e quindi parla di pesca; parla agli agricoltori e quindi parla di piante. O, ancora, parla a quelli che pascono gli animali, gli allevatori e i pastori, e quindi parla anche di questo. Sono delle immagini che Lui usa per far capire delle cose molto più profonde.
Allora noi cerchiamo di capire, attraverso questo Vangelo, cosa il Signore ci vuole dire. Continua aLeggere

Centro di ascolto e di consulenza alla persona alla coppia e alla famiglia

Centro di ascolto e di consulenza alla persona alla coppia e alla famiglia

Il Centro Ascolto e Consulenza presso la Parrocchia di S. Bonaventura da Bagnoregio

Il servizio offre: relazione di aiuto e percorso sulle seguenti problematiche

  • Disagio e sofferenza
  • Crisi della coppia
  • Lutto e perdita
  • Dipendenza da sostanze: Alcol e internet
  • Emozioni affettività e sessualità
  • Difficoltà sul lavoro e Burnout
  • Difficoltà scolastiche
  • Identità genitoriale
  • Disturbi alimentari

 

 

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Settimana vocazionale 22 – 27 Aprile

Settimana vocazionale per la Parrocchia di San Bonaventura

Programma:

  • 22 Aprile – Ordinazione dei nuovi sacerdoti di Roma
    ore 9,00 Santa Messa presieduta da Papa Francesco a San Pietro
  • 23 Aprile – Testimonianza dei seminaristi
    ore 18,30 con il secondo anno di cresima
  • 24 Aprile – Testimonianza dei seminaristi
    ore 17,00 con i bambini della prima comunione
    ore 18,30 con il terzo anno di cresima
  • 26 Aprile – ore 18,00 Santa Messa presieduta da un Neo ordinato
    ore 19,00 veglia di preghiera per le vocazioni
  • 27 Aprile – Decimo anniversario di sacerdozio di don Stefano
    ore 18,00 Santa Messa Solenne 
    a seguire Rinfresco
    ore 21,00 Storia di una Vocazione (documentario sulla chiamata del parroco)

8 aprile 2018 seconda Domenica di Pasqua

Nella seconda lettura che era tratta dalla lettera di san Giovanni apostolo abbiamo letto: “Chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il figlio di Dio?”
Chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il figlio di Dio? Siamo noi questi vincitori del mondo? Dove sono i vincitori del mondo? Forse noi siamo piuttosto come san Tommaso, facciamo fatica a credere.
In questi giorni con un gruppo di sacerdoti, con il nostro Vicario, il vescovo che si occupa dei sacerdoti, abbiamo incontrato il patriarca di Costantinopoli, a Istambul, e poi siamo andati a vedere le chiese dell’apocalisse, quelle che san Giovanni descrive. Continua a leggere

Domenica di Pasqua, Resurrezione del Signore – Veglia

Quest’anno ho voluto che fosse rappresentato sul cero pasquale l’angelo che indica la resurrezione di Gesù, che indica la tomba vuota.
“Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E’ risorto! Non è qui!”
Il tono di questo angelo è un tono che non ammette repliche: “E’ risorto!” E’ inutile cercare di imbalsamarlo, attenti a una fede che è una fede di cimitero, non stiamo venerando una buon’anima. E’ risorto! E’ vivo! E’ presente! Continua a Leggere

11 Marzo 2018 IV Domenica di Quaresima

Oggi sono vestito di rosa, perché come vi ricordate, anche in avvento, a un certo punto del cammino di preparazione a una grande festa (per l’avvento era il Natale, in quaresima è la Pasqua), c’è un momento in cui mettiamo una punta di bianco nel viola, che diventa rosa, perché il bianco lo mettiamo nelle grandi feste, quindi a Pasqua. Come per dire: “Pasqua è vicina! Stiamo arrivando alla fine della quaresima!” Continua a leggere