12 gennaio 2020 Battesimo del Signore

Immersi nell’amore

Eccoci di nuovo radunati qui, cantando i canti di Natale  per l’ultima  volta.  Oggi finisce il tempo del Natale. Dalla prossima volta basta alberi, basta presepio, finisce tutto oggi; voi bambini siete tristi, lo so, ma è  così.

Finisce il tempo del Natale, ma finisce con una festa bella, quella del Battesimo di Gesù.  Lo vedremo: dal Battesimo in poi Gesù  andrà  a incontrare la gente. Fino ad adesso Gesù  è restato nel silenzio.  Adesso inizierà  la sua pastorale, inizierà  ad andare in giro. E noi, lo vedremo la settimana prossima, entreremo nel “tempo ordinario”: quindi torneremo a vestirci di verde, toglieremo tutti questi ornamenti festosi, comincia un tempo un po’  più  normale e ordinario.

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6 gennaio 2020 Epifania del Signore

Un’altra strada

Oggi è una festa particolare: la festa dell’Epifania. E ci permette anche di ritrovarci dopo le vacanze di Natale, per molti di voi che sono spariti nelle loro famiglie… È cosa ci riporta qui? Qualcosa di molto importante. Ci riporta qui Gesù Cristo.

Là festa dell’Epifania esisteva già prima del Natale e veniva celebrata in oriente. Una festa importante perché? Perché è il momento in cui si rende pubblica, in un certo senso, la nascita di Gesù.

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Mercoledì 1° gennaio 2020 Maria santissima madre di Dio

Contemplare e benedire

Dopo otto  giorni ci ritroviamo di nuovo davanti a questa scena biblica della natività. Quando i pastori vengono a sapere questa notizia e vanno a trovare questo Bambino, rimangono stupiti. E lo raccontano. E il Vangelo di oggi ci dice che tutti quelli che udivano si stupivano delle cose dette loro dal pastori.

La domanda è: e noi? Siamo ancora stupiti da questa scena biblica? Da un Dio che si fa piccolo?

Abbiamo festeggiato il Natale, abbiamo festeggiato la sacra Famiglia, da ogni parte regali, luci… Vi dicevo già che a Natale rischiavamo di perdere l’essenziale: che è un Dio che si fa presente nella nostra vita. Gli altri rimangono stupiti da questi pastori, da quello che raccontano i pastori. Ebbene noi, all’inizio di questo anno, dobbiamo ricominciare a essere stupiti. Se non lo siamo vuol dire che non siamo realmente toccati da quello che sta succedendo, dal fatto di avere un Dio che si fa presente nella nostra vita, che cammina con noi, che ci sta vicino. Se non siamo stupiti, significa che non siamo toccati noi, che non siamo coinvolti. Abbiamo un esempio oggi, che ci è dato dalla Chiesa: Maria. “Maria, ci dice il Vangelo di oggi, da parte sua custodiva  tutte queste cose meditandole nel suo cuore”. Maria ha uno sguardo particolare  sul Bambino; uno sguardo contemplativo. Forse a noi manca questo. Manca la contemplazione. Il sapersi fermare a guardare.

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Mercoledì 25 dicembre 2019 Natale del Signore

Emmanuele

Eccoci. Dopo queste quattro domeniche di Avvento in cui ci siamo preparati a questo evento, eccoci  davanti a questo Dio fatto bambino. Eccoci ancora una volta davanti a lui, dopo aver festeggiato con tutta  la famiglia, con i nostri amici, dopo aver riempito  i nostri  sguardi  di luce – e ancora  una  volta  anche  qui c’è tutta  questa luce; come ai nostri balconi, tanto che a volte  il nostro quartiere sembra Las Vegas… Però  rischiamo di perdere  l’essenziale: rischiamo, in mezzo  a tutte queste luci che si muovono da tutte le parti e cambiano colore, di  dimenticare l’essenziale. Continua a leggere

Domenica 22 dicembre 2019 Quarta di Avvento

Non temere

Bene: abbiamo acceso questa quarta candela. Ormai la nostra corona d’Avvento è illuminata dalle quattro candele, e quindi ci siamo! Tra poco è Natale. Ci piace il Natale, eh? Ci piace perché la famiglia è riunita, ci piace perché ci sono luci dappertutto, ci piace perché abbiamo i regali. Però certe volte rischiamo di dimenticare l’essenziale. E questa culla vuota ce lo vuole ricordare: l’abbiamo messa una settimana fa per ricordarci che noi stiamo aspettando qualcuno. Questo è l’essenziale del Natale: l’attesa di Dio nella nostra vita.

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8 dicembre 2019 Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Eccoci in una cittadina piccola e sperduta. Già Israele è un punto geografico piccolissimo in questo mondo; proprio niente a confronto di quello che era l’Impero romano. A maggior ragione Nazareth!: “Cosa di buono ci può venire da Nazareth?”, viene detto In un punto del Vangelo, quando cominciano a dire che Gesù proviene da lì. Nazareth è proprio un niente: nascevi lì, crescevi lì, ci rimanevi, non potevi far nulla; come adesso in Italia sono questi paesini che si spopolano, i giovani vanno via: ecco, Nazareth era una cosa così, era proprio un niente.

E in questo niente Dio viene a trovare una ragazzina, giovanissima, promessa sposa: anche lei senza grande importanza. Però noi sappiamo che Dio ci vuole sempre stupire: quando noi pensiamo a cose grandi, lui invece va verso l’umile. E ancora una volta fa proprio così, va a scegliere quella ragazzina lì. Continua a leggere

Emergenza infiltrazioni

A causa delle continue piogge, la parrocchia deve affrontare numerosi problemi d’infiltrazione, in chiesa, in canonica e nel locale Caritas.
Ogni gesto conta.

Attenti alle truffe: La parrocchia non manda nessuno a chiedere una donazione, accettiamo offerte direttamente in chiesa o via bonifico.
Grazie

Parrocchia di San Bonaventura
IT88K0200805073000104525639
UNICREDIT SPA VIA CASILINA, 1330

Training per i genitori

Training per i genitori

Genitori non si nasce si diventa!

Tutti gli incontro sono di domenica dopo la messa delle 1O, nel teatro della parrocchia.

TIRAINING GENITORI BAMBIINI DA O A 1 10 O anni ANNI
Corso per aiutare i genitori di bambini da O a 10 annia costruire una forte relazione con i propri bambini.
E’un corso pratico, semplice ed efficace, con un linguaggio
accessibile a tutti.

 

 

 

Il corso si svolgerà con:

  • Atmosfera accogliente
  • Video pratici ed interessanti
  • Condivisione a piccoli gruppi

Le date:

  1. 17 Novembre 2019  – Educazione & tecnologia
    Prof. Alessandro Ricci psicologo
  2. 12 gennaio 2020 – Educazione & Fede
    Prof.ssa Emilia Palladino, Fisica e insegnante di Dottrina Sociale della Chiesa
  3. 23 Febbraio 2020 – Educazione & affettività
    Dott Matteo Neroni, psicoterapeuta
  4. 19 Aprile 2020 – Educazione & pornografia
    Dott. Tebaldo Vinciguerra autore

 

 

dopo la messa delle ore 10,00
iscrizioni in segreteria

24 novembre 2019 Solennità di nostro Signore Gesù Crisro re dell’universo

Lasciarci amare

Nella seconda lettura abbiamo sentito queste parole di san Paolo: “Egli è l’immagine del Dio invisibile”. Ecco l’Immagine del Dio invisibile: il crocifisso. Ecco il re dei re! Con la sua corona di spine. Egli è il Dio invisibile! Un Dio che soffre, un Dio torturato! Un Dio che muore! Ma un Dio presente nella mia vita. Un Dio vivo, con la Resurrezione.

E se la festa di Cristo re viene come ultima domenica dell’anno liturgico, è perché il credente è chiamato a rivivere un percorso che alla fine lo porta a contemplate Cristo re dell’universo.

E guardare lui significa guardare il Dio invisibile, ci dice san Paolo. Un Dio che all’inizio abbiamo atteso nell’Avvento, che si è fatto presente in povertà nella nostra vita a Natale, che ha vissuto la nostra quotidianità nel tempo ordinario; che ha sofferto, camminando verso quel luogo, Gerusalemme, dove sapeva doveva andare a morire, nella Quaresima e nel tempo di Pasqua; che entra nella sua gloria nel tempo di Pasqua. Continua a leggere

13 novembre 2019 XXXIII domenica del tempo ordinario

Quale Dio ?

Ci avviciniamo alla fine del tempi liturgico. Domenica prossima è la festa di Cristo re. La festa di Cristo re è la festa dell’ultimo giorno del tempo liturgico. E quando ci avviciniamo alla fine del tempo liturgico, ci avviciniamo anche, in un certo senso, alla fine del mondo.

Il Vangelo di oggi ci parla di cose brutte e di cose belle, ma ci mostra anche che, davanti a cose molto brutte, la risposta del cristiano, del credente, è tranquilla, non è agitata.

Allora cerchiamo di capire oggi che cosa tutto questo significa e cosa dice alla nostra vita. Oggi abbiamo due Battesimi; ed è importante e bello avere proprio queste letture perché definiscono il senso della nostra vita e quindi il senso che questi genitori vogliono dare alla vita di questi bambini. E attraverso questo Battesimo riscopriamo, come sempre per noi, il senso dell’essere cristiani. Continua a leggere

10 novenbre 2019 XXXII domenica del tempo ordinario

Oltre

il Vangelo di oggi viene introdotto dalla prima lettura. Avete sentito nella prima lettura questi fratelli che vengono torturati perché credono nella resurrezione, e fino alla morte rimangono convinti da questa idea. E il tema di questo Vangelo, come avete sentito, è proprio la resurrezione.

I sadducei non credevano nella resurrezione. C’è stato, alcuni anni fa, un sondaggio all’uscita di una chiesa, in cui chiedevano alla gente se credevano nella resurrezione. La grande sorpresa è stata che molti di loro non ci credevano: per loro era un simbolo, era una cosa, insomma, vaga, irreale..

Il problema è che non si può essere cristiani se non crediamo nella resurrezione. La resurrezione è la base di quello in cui crediamo. E’ questo che ci permette di vedere la vita come il cristiano la dovrebbe vedere. Cioè se ignoriamo la resurrezione, come dice chiaramente san Paolo, tutto quello in cui crediamo è vano; e siamo proprio ridicoli, quasi: infatti, perché dovremmo seguire tutto quello che Gesù ci ha insegnato fino ad adesso, se non crediamo nella resurrezione? La resurrezione ci dà un orizzonte che, se non ce l’abbiamo, tutto crolla. Tutto crolla, realmente. Continua a leggere

3 novembre 2019 XXXI domenica del tempo ordinario

Oggi devo fermarmi a casa tua

Gesù sta camminando in questo paesino che si chiama Gerico. La folla gà conosce Gesù, la gente ha sentito parlare di lui e tutti vengono per cercare di vederlo. C’è quindi tanta folla. E c’è quest’uomo che si chiama Zaccheo. Piccolo di statura, ci dice la Scrittura, piccolo e ricco. Non riesce a vedere: essendo basso, non può vedere niente. Allora ha un’idea: sale su un albero, un sicomoro.

Sale sull’albero perché vuole vedere chi è questo Gesù. E lì succede una cosa particolare: Gesù alza lo sguardo e gli dice: “Scendi subito! oggi devo venire a casa tua”. Proprio come fa questo parroco, quando si invita a casa vostra. E lui scende subito, dice la Scrittura, è felice in questo momento. Continua a leggere

2 novembre 2019 Commemorazione di tutti i fedeli Defunti

Siamo nati e non moriremo mai

Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che io lo risusciti nell’ultimo giorno”.

Ieri la Chiesa ha celebrato la festa di Ognissanti. Siamo stati invitati a contemplare la santità. A contemplare la nostra chiamata, a contemplare questa vocazione in Cristo, siamo chiamati tutti, come battezzati, a essere santi.

E abbiamo visto ieri che questa chiamata è il senso proprio della nostra vita. Il contrario del santo è il fallito e non il peccatore – perché peccatori lo siamo tutti – ma è quello che non ha capito qual è il senso della vita. Se fosse questo, il fatto di avere visto cosa ci aspetta, ci permette di vivere questo momento oggi      in cui ricordiamo i nostri defunti. Continua a leggere

Venerdì 1 novembre 2019 Tutti i santi

Aprirsi alla luce

Ed è arrivato il momento del nostro sondaggio annuale: chi di voi si sente chiamato alla santità?

Vedete, qua c’è un problema, di cui ci rendiamo conto ogni anno: ci siamo dimenticati che siamo chiamati tutti alla santità! Nel giorno in cui siamo stati battezzati abbiamo ricevuto questa chiamata! Però, vedete, quando chiedo chi di voi si sente chiamato alla santità, nessuno risponde. Non lo siamo? Sembra che la santità sia qualcosa di lontano da noi – un po’ come queste grandi statue che abbiamo nelle nostre basiliche.

Qual è la differenza del santo, ditemi un po’? O qual è il contrario del santo?

Ecco che  mi rispondete: il peccatore! Ebbene no, amici, il contrario del santo non è il peccatore! Perché, vedete, tutti i santi sono stati peccatori! Tranne la Madonna e Gesù, tutti i santi sono peccatori! Continua a leggere

Cresime per adulti

Per gli adulti è possibile iscriversi al corso di preparazione al sacramento della Cresima.
Gli incontri si terranno in parrocchia ogni martedì, dalle ore 21,00 alle 22,00.
Il corso avrà inizio a partire dal dal 22 Febbraio 2020

Per le iscrizioni rivolgersi in segreteria

Oratorio Quotidiano!


Oratorio Quotidiano!

L’oratorio non è solo la domenica!!
Tutte le settimane l’oratorio è aperto il giovedì e il venerdì. Dalle 17 alle 18.30.
I catechisti vi aspettano per giocare, fare merenda tutti insieme e ovviamente per aiutarvi con i compiti!

20 ottobre 2019   XXIX domenica del tempo ordinario

I tre punti

Il Signore ci lascia una domanda pesante: “Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” Che responsabilità!

Che responsabilità! Noi che abbiamo ricevuto l’annuncio, noi che abbiamo sentito la sua parola, che responsabilità questa domanda!

Oggi tre coppie di genitori chiederanno il Battesimo, l’avete sentito all’inizio di questa celebrazione; hanno chiesto il Battesimo per i loro figli. Chiedono la fede, vogliono dar loro la fede, chiedono che i loro figli ricevano questo dono meraviglioso. Non so se si rendono conto della responsabilità che questo significa.

Da questa parte invece abbiamo tre coppie che, dopo trent’anni di matrimonio, vogliono rinnovare la loro promessa davanti ai figli, agli amici, alla famiglia e alla comunità. Anche loro esprimono la volontà di vivere questa fede che in questi trent’anni hanno trovato e sperano di continuare a trovare ancora. Continua a leggere

13 ottobre 3019 XXVIII domenica del tempo ordinario

I dieci lebbrosi

Gesù sta camminando verso Gerusalemme, verso questo orizzonte, e noi sappiamo cosa succederà… In questo cammino verso la croce, passando in un villaggio, come avete sentito, ci sono dieci lebbrosi.

I lebbrosi sono persone che hanno una malattia alla pelle che li mangia a poco a poco, quindi  erano messi proprio da parte, non potevano avvicinarsi. Infatti chiamano Gesù, ma non si avvicinano a lui, rimangono in disparte. Erano costretti a rimanere sempre lontano. Nei paesi i lebbrosi dovevano passare suonando un campanello: la gente lasciava il cibo davanti a casa e chiudeva la porta e loro passando potevano prendere qualcosa. Talmente facevano paura. Continua a leggere

6 ottobre 2019 XXVII  domenica del tempo ordinario

Fede
Il Vangelo comincia con questa domanda degli apostoli a Gesù: “Accresci la nostra fede”. Falla diventare più grande, più grossa, più pesante. E Gesù risponde: “Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: sradicati e vai a piantarti nel mare. Ed esso vi obbedirebbe”.

Gli apostoli chiedono di accrescere la fede pensando alla fede come qualcosa che puoi rendere più ‘pesante’ – non più forte. E Gesù risponde invece con un esempio. Prende un granello di senape. Sapete come è piccolo un granello di senape? E’ così piccolo che io lo potrei perdere nelle mie mani! Vedete, le mani non sono perfette, hanno delle righe; potrebbe entrare lì talmente è piccolo. Continua a leggere

Sposi con Gesù – Calendario incontri


Partendo  dal cammino SPOSI CON GESU’ intrapreso   nel   2018/2019  con il primo ciclo di  incontri  dal titolo “FAMIGLIA SORGENTE DI COMUNIONE”, proponiamo quest’anno il secondo ciclo dal titolo “ABITARE LA CASA CON GESU’ “, il cui tema riguarda la liturgia che gli Sposi possono vivere nella loro casa, in forza della presenza di Gesù nel sacramento delle nozze. 
Anche quest’anno gli incontri avranno cadenza mensile (Venerdì h. 19.30 ca.) e si terranno in parrocchia a partire dal mese di

Ottobre fino al mese di maggio 2020 secondo il calendario di seguito riportato:

Calendario incontri

• In famiglia si celebra una liturgia – 18 ottobre 2019
• La porta d’ingresso: liturgia dell’accoglienza – 22 novembre 2019
• Il salotto: Liturgia dello stare, dell’ascoltare, dell’incontrare – 13 dicembre 2019
• La cucina: Liturgia della condivisione – 24 gennaio 2020
• Il bagno: Liturgia della purificazione – 28 febbraio 2020
• La camera dei figli: Liturgia della fecondità – 27 marzo 2020
• La camera nuziale: Liturgia dell’intimità – 24 aprile 2020
• La finestra: Liturgia dello sguardo e del cuore sul mondo – 22 maggio 2020

Sarà disp on ibile un servizio di baby-sitting per coloro che ne avessero necessità, previo preavviso.
Per informazioni ed adesioni (entro e non oltre il 13/ 10/ 2019) potete contattare
Angelo 3487500196 o Giuseppina 3381074170

Tutte le informazioni alla pagina del sito: /wordpress/pastorale-familiare-2/gruppo-famiglie-2-2/

29 settembre 2019  XXVI domenica del tempo ordinario

La scelta

Gesù quando ci parla, ci racconta sempre una storia. Avete sentito la storia di questo povero con quel ricco. Il ricco, se avete sentito bene, non ha nome. Il povero invece ce l’ha. E il nome, sapete, è importante. Cioè, se per noi la persona è importante, io mi ricordo del suo nome; se non mi ricordo del suo nome vuol dire che   non mi sono molto interessato alla persona. Qua nella storia, il ricco non ha nome, il povero sì. Si chiama Lazzaro.

Il ricco muore e si ritrova tra i tormenti all’inferno; e vede in lontananza quel povero che era davanti alla sua porta, Lazzaro, che sta in paradiso accanto ad Abramo. Gli chiede di aiutarlo, almeno bagnargli le labbra, avere un po’ d’acqua. Ma non è possibile, perché tra paradiso e inferno non c’è passaggio. Allora dice: almeno va a dirlo ai miei fratelli, che sappiano quello che c’è qui! E Abramo dice: ma già è stato fatto, ma tanto…

E se guardiamo la nostra vita, non è la stessa cosa? Gesù è venuto, ha parlato, è risorto! Invece…! Continua a leggere

28 settembre 2019 Festa solenne patronale in onore di san Bonaventura.

Innamorarsi della sapienza

 

Voi siete il sale della terra. Ma se il sale diventa insapore, con che cosa lo si potrà rendere salato? Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città posta sopra un monte, né  si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa”.

E’ bello all’inizio di quest’anno pastorale poter iniziare con questo Vangelo. Siamo chiamati a essere sale e luce, cioè a dare gusto alle cose e a illuminarle. Noi cristiani siamo chiamati a questo.
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22 settembre 2019  XXV domenica tempo ordinario

I debiti, la grazia e la gioia di condividere

Non è la ricchezza che fa la felicità, è questo il tema del nostro giorno e credo che, se lo chiedo a Benedetta e ad Alessandro, qui davanti, mi diranno che è così: non credo che la vostra felicità sia dovuta ai soldi che avete nel portafoglio, ma a ben altro, dopo sessant’anni di matrimonio, cari amici!

Domenica scorsa abbiamo celebrato un matrimonio, la settimana dopo celebriamo questi sessant’anni di matrimonio. E’ bello vedere come la nostra comunità ha dei testimoni visibili per tutti nei nostri momenti di raduno comunitario!

Strano questo Vangelo che avete sentito oggi! Dove il Signore ci chiede di usare la ricchezza disonesta per farci degli amici. Cosa il Signore vuole dirci attraverso questa storia dell’amministratore disonesto?

Come avete sentito, questo amministratore, quando capisce che sta per perdere il suo lavoro, va e comincia a scalare i debiti contratti con il padrone dall’uno e dall’altro: tu devi cento, scrivi cinquanta, tu devi altri cento, scrivi subito ottanta e così via; e in questo modo prudentemente l’amministratore si fa degli amici. Alla fine dei conti il padrone, invece di mandarlo via, gli dice: bravo per la tua scaltrezza! Questa lode dell’amministratore disonesto ci mette un po’ in difficoltà. Continua a leggere

Date per i Battesimi 2019-2020

Date previste per incontri e Battesimi

  • Domenica 29 settembre ore 10.00 (Incon. comun. 26/09 ore 18.30)
  • Domenica 20 Ottobre ore 10.00 (incontro comun. 17/10 ore 18.30)
  • Domenica 17 Novembre ore 10.00 (incontro comun. 14/11 ore 18.30)
  • Domenica 15 Dicembre ore 10.00 (incontro comun. 12/12 ore 18.30)
  • Domenica 12 Gennaio ore 10.00 (Battesimo di Gesù) (Incon. com. 9/01 ore 18.30)
  • Domenica 02 Febbraio ore 10.00 (Giornata della Vita)(Incon. Comun. 30/01 ore  18.30)
  • Sabato 11 Aprile ore 22.00 (Notte di Pasqua) Incontro comun. 02 /04 ore 18.30
  • Domenica 12 Aprile ore 10.00 (Pasqua)
  • Domenica 10 maggio ore 10.00 (Incontro Comunitario 14/05 ore 18.30)
  • Domenica 21 giugno ore 10.00 (Corpus Domini) Incon. Comun 11/06 ore 18.30)

15 settembre 20119 XXIV domenica del Tempo Ordinario

Vivere l’uno per l’altro

Abbiamo sentito un lungo, molto lungo Vangelo in questa domenica speciale per noi. Un lungo Vangelo che ci parla della misericordia di Dio. Tre storie. Noi ci ricordiamo, conosciamo molto bene la storia del figliol prodigo. Ma, come avete visto, è inserita in altre  storie che parlano di cose perdute e ritrovate. E parlano della gioia ogni volta di chi, avendo perso una certa cosa, la ritrova. Il Vangelo, è chiaro, ci parla della misericordia di Dio, di chi si è perso e si è ritrovato.

Se avete sentito bene, all’inizio di queste tre storie, Gesù sta parlando ai Farisei, cioè a a quelli che si sentivano i puri, i perfetti. Gesù sta raccontando loro queste tre storie, perché? Perché nell’ultima storia, quella chiamata del figliol prodigo, c’è la figura del fratello maggiore che sembra una figura perfetta. Sembra a posto, perché è sempre stato ligio al dovere, ma dentro c’è qualcosa che non va.  E questo qualcosa che non va è nella nostra visone del peccato. Continua a leggere

Iscrizioni prima Comunione e Cresima

E’ possibile iscriversi al catechismo per la prima Comunione e alla Cresima da:

  • Domenica 15 settembre 2019 – dopo la Messa delle ore 10,00
  • Lunedì 16 settembre 2019  in segreteria – ore 16,30 / 18,30
  • Mercoledì 18 settembre 2019 in segreteria – ore 16,30 / 18,30
  • Venerdì 20 settembre 2019 in segreteria – ore 16,30 / 18,30

 

La frequenza al catechismo sarà suddivisa nei giorni:

  • Lunedi 18.30- 19.30 primo anno cresima
  • Martedi 17.00-18.30 primo e secondo anno comunione
  • Mercoledi 17.00-18.30 primo e secondo anno comunione  – 18.30 -19.30 secondo e terzo anno cresima

Incontro di Accoglienza per i genitori nei vari gruppi il primo giorno alle ore 17,00

Primo incontro dei genitori il 13 ottobre dopo la messa delle ore 10,00

8 settembre 2019 XXIII domenica del Tempo Ordinario

Vivo per lui

“Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, la sorella e anche la propria vita, non può essere mio discepolo”.

Bene! Possiamo dire che iniziamo bene l’anno con questo Vangelo. E vedo già alcune signore sorridenti che dicono: eh, sì, noi viviamo il Vangelo: abbiamo odiato per tanti anni la nostra suocera. E quindi andiamo bene…

Non credo che il Signore ci chieda esattamente questo. Se voi leggete bene il Vangelo, non dice di non amare più la madre, il padre, anche la suocera!, i figli ecc. Non dice questo. Ma chiede un amore ancora più grande per il Signore. Chiede un di più. Continua aleggere

25 agosto 2019  XXI del Tempo Ordinario

La porta stretta

Bene. Stiamo concludendo l’estate con una parabola intensa. Però vediamo che la porta è stretta. Non è chiusa – e questo è importante. Sì, perché ciascuno di noi pensa al dopo.

Gesù sta salendo verso Gerusalemme, quindi sa già come andrà a finire. Un tale lo ferma per chiedergli del Paradiso, chi ci andrà. E forse non si aspettava una risposta così. Perché Gesù gli risponde mettendolo nel gruppo di quelli che troveranno la porta chiusa, che busseranno e non saranno riconosciuti. E se guardate bene, potremmo essere noi. “Abbiamo mangiato e bevuto alla tua presenza” Chi mangia e beve con il Signore? E’ il riferimento all’Eucaristia. “Tu hai insegnato nelle nostre piazze” Chi ascolta l’insegnamento del Signore? Sono i catechisti. Quindi questo messaggio non è rivolto a chi non entra mai in una chiesa! Ma è rivolto a chi crede di avere le porte spalancate. Continua a leggere

1 Agosto 2019

Es 40,16-21.34-38 – Sal 83 – Mt 13,47-53

Il Signore continua a raccontarci che cos’è il regno dei cieli.
A che cosa possiamo paragonare la rete dei pesci? Che cos’è la rete, secondo voi?
La rete è la Chiesa che raccoglie tante persone, siamo tutti noi.
Tra queste persone, all’interno, ci sono pesci buoni e pesci cattivi. Lo dicevo all’inizio: la chiesa non è una comunità di puri. Non credo che voi vi sentiate puri. Se noi abbiamo la forza di andare a confessarci è proprio perché abbiamo bisogno di camminare, del perdono, dell’amore di Dio.
Come dicevo all’inizio siamo gente perdonata, che è ben diverso, siamo gente che mette l’orgoglio da parte e chiede tante volte perdono, perché si rende conto di non essere sempre fedele.
Allora tante volte, nel nostro cammino, anche nei gruppi, certe volte giudichiamo gli altri, i nuovi che arrivano, quelli che fanno più fatica a entrare. E sbagliamo, perché facendo così ci sentiamo superiori, perché noi abbiamo fatto un cammino, ma il nostro cammino dovrebbe invece portarci all’umiltà, a riconoscere che abbiamo sempre più bisogno di perdono.
Se leggiamo le vite dei santi, ci accorgeremo che molti santi si confessavano tutti i giorni. Uno può chiedersi: “Ma come? Erano santi!” Questo è perché nel tuo cammino ti rendi conto di quante piccole cose fai. Quando uno non si confessa da tanto tempo, quando si accosta di nuovo alla confessione, confessa le cose grosse, ha poche cose da dire. Ma più uno fa un cammino, più si rende conto di tante piccole cose e la confessione diventa più dettagliata. Continua a leggere

31 luglio 2019

Es 34,29-35 – Sal 98 – Mt 13,44-46

Il regno dei cieli è descritto come un tesoro nascosto. Non un tesoro che facilmente possiamo vedere o incontrare, ma come un tesoro nascosto.
In questa giornata, sia voi piccoli, sia voi grandi, avete visto un po’ la difficoltà del credere.
Da una parte i grandi hanno visto la bellezza attraverso la sofferenza. I piccoli, invece, che stanno iniziano il cammino cristiano, hanno riflettuto sulle difficoltà e su come facendo delle scelte tutti i giorni mi posso avvicinare o allontanare dalla mèta. Come ogni azione mi può portare ad avvicinarmi o ad allontanarmi.
La nostra fede, lo dice Gesù, è un tesoro nascosto.
Un tesoro nascosto non è facile da trovare, non è che spunta fuori così. La vera fede è un tesoro grande, e uno deve andare a scovarlo, nel profondo.
La fede che avete ricevuto nella vostra giovinezza, nella vostra infanzia, non basta, questo è solo un primo passo, ma poi la fede deve essere vostra, dovete scavare per trovare quella perla preziosa. La fede per voi deve diventare quel tesoro, quella perla. Finché non è una perla preziosa, finché non è un tesoro, non è fede. Continua a leggere

30 luglio 2019

Es 33,7-11;34,5-9.28 – Sal 102 – Mt 13,36-43

Qui è Gesù che in prima persona fa l’omelia, quindi il prete deve dire poco. Ma come sapete i preti dicono sempre così e poi iniziano a parlare lo stesso. Solo due parole per dire che questa zizzania, ne abbiamo parlato all’inizio del nostro campo, in un’altra parte del Vangelo viene detto che è dall’albero che si vedono i frutti. Quindi ciascuno di noi può vedere se porta discordia, se porta invece comunione, Lì vedi chi sei e a chi appartieni, se fai le opere del maligno o fai le opere del Signore.
Guardiamo le nostre azioni e vediamo se portiamo frutto buono o frutto cattivo, se portiamo frutto cattivo vuol dire che abbiamo qualcosa dentro da convertire.

28 luglio 2019

Gen 18,20-32 – Sal 113 – Col 2,12-14 – Lc 11,1-13

Mi fa sempre ridere questo Vangelo perché mi ricorda un episodio che mi è capitato quando ero in seminario: avevo sempre qualche problema con i miei superiori. Avevamo un educatore in ogni corridoio, e una volta che ero assente nella mia stanza, ero a un corso di latino, tornando ho trovato sulla mia porta un foglio con scritto: “Dove sei?”, e poi un altro foglietto con l’orario in cui l’educatore era ripassato e c’era scritto: “Non ti trovo”. Allora avevo preso un foglietto anche io, come lui, e l’avevo messo sulla sua porta, e ci avevo scritto: “Chi cerca trova”. Quindi ogni volta che leggo questo Vangelo penso a questo episodio. Continua a leggere

4 agosto 2019  XVIII domenica del tempo ordinario

Chiusi dentro

Vanità delle vanità dice il Quelet, tutto è vanità.

Potrebbe un po’ essere anche il riassunto del Vamgelo di oggi. Gesù  come sempre non risponde direttamente alla domanda che gli viene fatta. A quest’uomo che gli dice: aiutami perché mio fratello non vuole dividere la sua parte di eredità con me, Gesù, come dicevo, non risponde, ma cerca di far riflettere ciascuno di noi attraverso un’altra storiia, una parabola che racconta. Quindi la storia di quell’uomo diventa la nostra storia. Continua a leggere

21 luglio 2019 XVI domenica del tempo ordinario

Marta e Maria

Conosciamo molto bene questo episodio di Marta e Maria. Il Vangelo ci racconta non solo la storia di queste due donne, una storia di amicizia con Gesù, ma ci racconta anche la nostra vita: la nostra vita quotidiana, la nostra vita di fede.

Noi conosciamo la nostra società: una società che va sempre più veloce. Una società che non si sa fermare. E in questa società siamo dentro, anche noi non ci fermiamo. E tante volte i nostri genitori – o chi è genitore lo sta facendo adesso – passa tanto tempo al lavoro e poco tempo con moglie o marito o con i figli.

Il fare e l’essenziale: sono le due parole di oggi. Noi siamo spesso nel fare, perché è vero che dobbiamo portare la minestra la sera a casa; però tante volte in questo fare ci dimentichiamo l’essenziale: ci dimentichiamo di ascoltare i nostri figli, ci dimentichiamo di abbracciare nostra moglie, ci dimentichiamo di guardarli negli occhi e di ascoltare i loro bisogni e siamo in un fare, un donare che però alla fine quell’essenziale, quel vivere d’amore per l’altro non lo viviamo. Continua a Leggere

30 giugno 2019 XIII settimana del tempo ordinario

Risoluti e scomodi

Dopo tutte queste feste particolari siamo rientrati al colore verde del tempo ordinario. Ricordate che dopo le festività solenni nei giorni scorsi è stato un susseguirsi di festeggiamenti, venerdì il Sacro Cuore e ieri i santi Pietro e Paolo. Ora torniamo all’ordinarietà. Questa ordinarietà però non è sinonimo di tranquillità: il Vangelo non ci lascia mai tranquilli e non ci lascia tranquilli neanche questa domenica.

Vediamo Gesù che s’incammina risoluto verso Gerusalemme. Sappiamo che cosa significa, significa che va verso una morte sicura. Lui sa cosa lo aspetta, ma lui ci va, cammina. Siamo dopo il monte Tabor, dopo la Trasfigurazione, quando si è fatto conoscere dai suoi discepoli con quel volto straordinario. Ma adesso quel volto s’indurisce e cammina verso quella Gerusalemme  che l’aspetta. Il cristiano, tante volte l’ho detto, sa qual è il suo cammino, non gli è stato nascosto niente: sa dove deve andare, sa qual è il suo obiettivo, sa che a volte non è facile. Noi non siamo qui un’agenzia pubblicitaria che vi racconta solo le immagini belle e, come succede durante l’estate, arrivate lì e la casa che avete affittato è solo un buco che assomiglia a quella promessa solo forse per un angolo… No: Gesù non fa così con noi, il Vangelo non fa così. I Vangelo ci racconta questo cammino e quanto è difficile. E quindi Gesù ancora una volta ci dice qual è la sua natura verso la Gerusalemme celeste. Continua a leggere

23 giugno 19 Solennità del santissimo corpo e sangue di Cristo

Sete di assoluto

Vedete che la liturgia è come la nostra comunità: c’è sempre una ragione per far festa. Ricordate quello che è successo cinquanta giorni dopo Pasqua, quando abbiamo celebrato la Pentecoste. Poi abbiamo celebrato la santissima Trinità. Oggi ci ritroviamo di nuovo a festeggiare una solennità, quella del Corpus Domini: celebriamo l’Eucaristia, il corpo e il sangue di Cristo, una grande festa per tutti i cristiani; culmine della vita della Chiesa e quindi anche per la nostra parrocchia. Ma questo che cosa può significare per ciascuno di noi?

Avete visto che la Chiesa ci ha messo il Vangelo della moltiplicazione dei pani. E cosa succede in quell’episodio che abbiamo sentito? C’era folla; siamo nel deserto e c’è tanta folla. Arriva sera e allora i discepoli si preoccupano e dicono a Gesù: mandali via, se no non fanno in tempo, devono tornare per andare a cercare qualcosa da mangiare. Ma Gesù dice: “Voi stessi date loro da mangiare”. Continua a leggere

16 giugno 2019 solennità della Santissima Trinità

Il paradiso è amare

E’ bello poter celebrare due Battesimi nel giorno della festa della santissima Trinità, perché questi bambini vengono battezzati nella Trinità. Infatti, come sapete, nel momento in cui metteremo l’acqua sul loro capo, lo faremo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Quindi in nome di questa Trinità verranno battezzati.

Ma che cosa significa la santissima Trinità? E’ qualcosa di molto complesso e nello stesso tempo di molto semplice. Se andiamo a vedere i trattati di teologia sembra qualcosa di molto complicato. Ma noi qua facciamo un po’ di teologia spicciola. E cerchiamo di capire che cosa esattamente significa. Perché nella Genesi ci viene detto che noi siamo stati creati a immagine di Dio. E se questo Dio è la santissima Trinità, noi siamo a immagine di questa Trinità. E se ci viene dato di festeggiare la Trinità dopo la Pentecoste, ci deve essere una ragione. Eh sì. Perché la santissima Trinità parla anche di noi.

Noi la settimana scorsa nella Pentecoste siamo stati mandati in missione. Noi dovremmo battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo: è così che Gesù ha mandato i suoi discepoli. E allora cerchiamo di capire questa Trinità che cosa dice a noi. Continua a leggere

9 giugno 2019 Pentecoste

Testimoniare con la vita stessa

Siamo a cinquanta giorni dalla Pasqua. Il tempo di Pasqua si conclude oggi. Significa che questo è non un finale in discesa, ma un finale che ci porta un alto. Cioè si conclude tutto con questa Pentecoste. Pasqua è ancora oggi, ma è una Pasqua che non è più di stupore davanti a una morte che diventa vita. E’ una Pasqua che ci porta fuori.

La prima lettura oggi negli Atti degli Apostoli ci racconta quello che sta succedendo. Ancora una volta sono dentro casa e lì, però, scende come lingua di fuoco questo Spirito Santo che si divide e si posa su ciascuno, poi i discepoli cominciano a parlare; e tutti, in questa città cosmopolita che era Gerusalemme, possono capire. E’ il contrario di Babele. Vi ricordate Babele? E’ il momento in cui gli uomini ccostruiscono questa torre perché vogliono stare insieme. E parlano tutti la stessa lingua. Vogliono fare una torre che arrivi così in alto da toccare il cielo. Ma il Signore fa loro capire che non sono loro che devono andare a toccare il cielo, non è il loro posto. E tutti vanno via parlando lingue diverse e non capendosi. Continua a leggere

2 giugno 2019 Ascensione del Signore

Quando ero piccolo come voi abitavo in un paese che si chiama Giordania, che è vicino alla Terrasanta. E quando i miei nonni venivano, andavamo in Terrasanta, a fare questo pellegrinaggio.  E in Terrasanta c’è secondo la tradizione il luogo dell’Ascensione di Gesù. E’una piccola costruzione e in mezzo a questa piccola costruzione c’è un quadratino che viene detto: qua Gesù è salito. Quando ero quindi piccolo, ero entrato in questo quadratino, pensando che fosse un ascensore e che sarei salito anch’io in cielo così. Ecco, nella nostra vita certe volte, nel nostro cammino di fede noi cerchiamo, vogliamo questo ascensore per il cielo. Vorremmo qualcosa di facile. E’un po’ quello che pensavano anche gli apostoli. Malgrado la Resurrezione, malgrado il fatto che Gesù era rimasto un po’ con loro per cercare di fargli capire, dato che sono ancora lì a dire: adesso costruirai il tuo regno! Sono sempre lì a sperare questa cosa grandiosa che doveva succedere. Sono ancora lì. Dai. Saremo posti ancora una volta alla tua destra e alla tua sinistra. Noi siamo lì a cercare sempre questa via rapida, a cercare di sfuggire. Ma il Signore dice, se avete ascoltato bene: Rimanete qui in città, in attesa dello Spirito santo. Cioè: rimanete in questo mondo, con le sue sofferenze, con i suoi dolori, con le sue gioie, rimanete qui nella vostra vita, rimanete qui per costruire qui il regno dei cieli. E’qui che dovete rimanere. E tanti cristiani hanno seguito questa parola. Continua a leggere

26 maggio 2019 VI Domenica di Pasqua

Aprire la porta

“Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. Ancora una volta ci ritroviamo davanti a questo discorso di Gesù che torma sul fatto fondamentale di seguirlo e di amarlo. Amarlo non significa seguire delle regole, osservare la sua parola significa accogliere il suo amore. Come abbiamo già detto, infatti, è forse una delle cose più difficili accogliere l’amore del Signore.

Ma cosa vuol dire accogliere il suo amore? Anzitutto significa mettersi da parte, abbassare la testa per dire: non sono io al centro, c’è qualcun altro che sta al centro. Significa accettare che qualcuno mi voglia bene; e anche questo è strano, noi che cerchiamo l’amore, facciamo fatica a lasciarci amare. Lasciarci amare significa anche certe volte che ci venga detto che le cose che facciamo non vanno bene e anche questo non sempre è facile per noi. Continua a leggere

19 maggio 2019  Quinta domenica di Pasqua

Un comandamento nuovo

Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così anche voi amatevi gli uni gli altri”.

Sembra strano pensare che Gesù, come comandamento nuovo, ci lascia il fatto che dobbiamo amare. Strano perché l’amore non può essere comandato. Per esperienza, se qualcuno ci dice: devi fare questa cosa, devi amare, l’amore è una cosa diversa, non puoi imporre a qualcuno di amare: se no è falso, non è una cosa bella. Però il Signore ci dice: “Vi lascio un comandamento nuovo”, un modo di vivere, che è quello di amare. Continua a leggere

12 maggio 2019   Quarta domenica di Pasqua

Riconoscere la sua voce

Nella prima lettura vediamo che san Paolo va in sinagoga e incomincia a insegnare quell’ insegnamento nuovo: Cristo è risorto, tutto cambia! San Paolo, lo sappiamo, è proprio quello che andava a uccidere i cristiani. Ma sulla via di Damasco incontrerà Cristo risorto e, lui che, un po’ come l’Isis di oggi, uccideva i cristiani, si converte totalmente e diventa uno dei più grandi apostoli della storia del cristianesimo.  San Paolo è una delle prove  viventi che Cristo è risorto perché lui cambia totalmente vita. E’ quel che dovrebbe essere per ognuno di noi toccati dalla parola di Dio, toccati da Gesù Cristo che si è fatto vivo nella nostra vita. Ora, durante il suo insegnamento nella sinagoga, una parte dei presenti si ribella e san Paolo a questo punto capisce che deve andare versoi pagani. Il messaggio di Cristo diventa universale, non più per il piccolo gregge di Israele, ma diventa universale. E’ così che forse ha raggiunto uno dei nostri antenati. Continua a leggere

5 maggio 19 Terza domenica di Pasqua

Portare Gesù al mondo

Ecco: avete sentito l’”Eccomi” di questi ragazzi, un po’ come la risposta a quello che Gesù, alla fine del Vangelo, dice a Simon Pietro: “Seguimi!”.

Ma vediamo cosa significa questo. I discepoli sono tornati a pescare: era il loro mestiere.  Simon Pietrio era pescatore, come Giovanni, Andrea e Giacomo; Gesù era passato un giorno e li aveva chiamati. E loro avevano vissuto per tre anni questo momento forte, con quest’uomo che stava cambiando la loro vita. Ma quest’uomo, il venerdì santo, perde la vita, muore crocifisso. Dopo tre giorni però risorge e questi discepoli ne sono i testimoni. Ancora oggi noi, se crediamo, è proprio per la testimonianza di questi uomini, di queste donne che seguivano Gesù. Continua a Leggere

28 aprile 2019  Seconda domenica di Pasqua

Mio Signore e mio Dio

 Abbiamo avuto quaranta giorni per prepararci alla Pasqua: Quaresima. E adesso abbiamo cinquanta giorni, cioè  il tempo di Pasqua fino a Pentecoste, per renderci conto di che cosa stiamo celebrando, cioè la Risurrezione del Signore. Oggi si conclude l’ottava di Pasqua: tutti questi otto giorni questa settimana abbiamo celebrato ogni giorno come se fosse la Pasqua. La liturgia prevedeva proprio questo. Talmente la gioia è grande che si festeggia per tutto questo tempo. Continua a leggere

19 aprile 2019  Passione del Signore

Unico sacrificio, unica via

Anche oggi, come ieri, la liturgia parla da sola. Non abbiamo bisogno di molte parole. Nelle chiese come vedete non c’è nulla. Nessun sacrificio viene celebrato in questo giorno nel mondo intero. Nessuna messa, perché il sacrificio è unico, è quello di Cristo. Ma neanche possiamo godere della visione del Crocifisso: le croci vengono velate come le statue, perché la Chiesa ci obbliga proprio a fare uno sforzo, ad andare all’essenziale della nostra fede. Sappiamo che noi uomini nella nostra fede abbiamo bisogno di toccare: abbiamo bisogno di miracoli, abbiamo bisogno di immagini. Continua a leggere

18 aprile 2019 Cena del Signore

Tabernacoli viventi

Siamo nel cuore dell’anno liturgico. Inizia con questa celebrazione il triduo pasquale. La liturgia, come avevo iniziato a dire domenica, rallenta. Seguiremo passo per passo gli ultimi momenti, gli ultimi istanti di vita del nostro Signore. E questa sera la liturgia, con la parola e con i gesti è molto evocativa. Ci sarebbero poche parole da aggiungere perché mi sembra che tutto è molto chiaro.

La prima lettura nel libro dell’Esodo ci ricorda che in quell’ultima notte, in quell’ultima cena Gesù celebra con i suoi discepoli la Pasqua degli Ebrei. La Pasqua significa il passaggio: quel passaggio dalla schiavitù Continua a leggere

15 aprile 2019 Domenica delle Palme

Il volto del crocifisso

L’essenza del cristianesimo è la contemplazione del volto del crocifisso scriveva il cardinal Martini. E oggi, dopo aver acclamato Gesù nelle strade del nostro quartiere, lo vediamo condannato dalla folla. La liturgia cattolica di questo giorno è molto particolare: fuori lo acclamiamo, dentro lo condanniamo. E proprio così è
successo e così è il nostro cuore, diviso. Continua a leggere

7 aprile 2019 Quinta domenica di Quaresima

Aprirò nel deserto una strada nuova

Ecco, Gesù è nel tempio, come spesso fa, e sta insegnando. La gente sta intorno a lui e lui sta insegnando a partire dalle Scritture. Solo che, vedete, più ci avviciniamo alla Pasqua, più le cose stanno diventando difficili per lui. Gli scribi e i farisei vogliono metterlo in difficoltà e allora che fanno? Portano una donna. Dicono che è un’adultera. Questa donna ha marito, però è andata con un altro uomo, con un amante. All’epoca c’era questa legge che, se una donna era adultera le tiravano le pietre addosso finché moriva. Si tratta della lapidazione, usata per vari motivi, considerati crimini. Come santo Stefano: santo Stefano è morto così, lapidato. Continua a leggere

31 marzo 2019 Quarta domenica di Quaresima

Chi è il padre

Eccoci davanti a due fratelli e a un padre. Ovviamente, come sapete, quando Gesù ci racconta una storia, parla a noi, oggi, nel 2019.

Cerchiamo di capire cosa ci vuole dire il Signore, oggi. C’è questo figlio giovane che chiede parte della sua eredità e poi va via da casa. Quale visione ha del padre questo figlio più giovane? Ha la visione di un padre che non gli permette di realizzasi se non scappa, se non se ne va: è un padre che dirige la sua vita. Allora lui prende la sua libertà; e che ne fa? Non la sa usare bene questa libertà. Spreca tutti i suoi soldi e muore di fame. Allora, ci dice la Scrittura, rientra in sé e decide di tornare dal padre malgrado il fatto che ormao è caduto così in basso: ricordate che gli Ebrei hanno una lista lunga di cose che non si possono fare e i porci, lo sapete, loro non possono mangiarli perché è un animale impuro, perciò chi lavora con i porci ovviamente è impuro pure lui. Per questo è proprio caduto in basso! Ma muore di fame e decide di tornare dal padre. Si prepara il discorso, dice. Non sono più tuo figlio, trattami come i tuoi salariati… Si prepara tutto il discorso e va verso la casa paterna. E quando sta per arrivare, suo padre, che lo vede da lontano, gli corre incontro. E abbiamo sempre detto: questa è la storia del padre misericordioso. Continua a leggere

24 marzo 2019 Terza domenica di Quaresima

Aprire il cuore

Oggi sembra di essere alla “Vita in diretta”. Quando vado a fare le benedizioni nelle case, è interessante vedere che tutti hanno il televisore acceso… Tutti questi morti ammazzati!. Sono  le cose che raccontano tutti i pomeriggi sulla televisione italiana. Questo sicuramente non aiuta la nostra società a sentirsi più tranquilla. E oggi questo Vangelo, come avete sentito ci racconta anche di alcuni fatti di cronaca. Abbastanza interessante: non credo che anche altrove Gesù parli di cronaca così.

Ma perché ci racconta questo? Intanto Gesù subito dice, riguardo a queste morti cruente, che non è colpa di queste persone. Continua a leggere

17 marzo 2019 Seconda domenica di Quaresima

Faccia a faccia

Ci siamo lasciati la settimana scorsa nel deserto con Gesù che lottava contro le tentazioni, se vi ricordate bene. Abbiamo detto che la Quaresima è un po’ come questi quaranta giorni nel deserto che vive Gesù. E abbiamo visto come le tentazioni le abbiamo tutti; e certe volte queste tentazioni hanno un volto nascosto: non lo sembrano, ma lo sono. E in questo cammino di deserto che ci propone la Chiesa con la Quaresima, la seconda domenica di Quaresima oggi, ci dà una finestra per vedere il cielo. Cioè in questo cammino che dobbiamo fare, che è un cammino faticoso, perché abbiamo detto che siccome è nel deserto dobbiamo andare all’essenziale, la Chiesa a un certo momento dice: va bene, forse dall’inizio devo far capire a chi cammina perché sta camminando, perché dovrà soffrire. Perché se no sembra una cosa che devo fare… per che cosa? Siccome noi non siamo dei farisei che facciamo le cose solo per delle regole: c’è sempre una chiamata più grande, più profonda, più alta! E allora la Chiesa che cosa ci mette in questa seconda domenica di Quaresima? La Trasfigurazione di Gesù.

Allora cerchiamo di capire quello che significa questo per noi. Continua a leggere

10 marzo 2019 Prima domenica di Quaresima

Docilità

Ci troviamo nella prima domenica di Quaresima. E dove troviamo Gesù? Nel deserto. E’ stato guidato lì dallo Spirito Santo.

Che cosa è successo poco prima di questo episodio? Gesù è stato battezzato nel Giordano. E là una voce dice: “Tu sei il mio figlio prediletto”: Poi lo Spirito Santo lo lo accompagna nel deserto. E lì rimane quaranta giorni. Voi sapete quanto dura la Quaresima: quaranta giorni. Quindi riguarda  anche noi: anche noi siamo chiamati a entrare nel deserto.

Che cos’è il deserto, come lo possiamo descrivere? Un posto dove c’è tanta sabbia. E perché c’è tanta sabbia? Nel deserto non c’è acqua, quindi non cresce niente, c’è solo sabbia. Perciò è difficile trovare cibo, immaginiamo, la vita è proprio difficile in mezzo a questo deserto. Ecco: Gesù si ritrova per quaranta giorni nel deserto; e noi per quaranta giorni viviamo la Quaresima: allora facilmente diciamo che per noi è la stessa cosa. Dunque siamo chiamati a fare questo cammino quaresimale nel deserto. Continua a leggere

24 febbraio 2019  VII domenica tempo ordinario

Rivoluzione radicale

Certe volte si cerca di dare di Gesù l’immagine di un buonista! Forse perché ci facilita le cose. Questo personaggio che ci dice che è tutto bello, tutto buono, che siete perdonati sempre, quindi… Ma quando leggiamo un Vangelo come oggi, spero che vi rendiate conto invece della radicalità della vita cristiana, di com’è la grande radicalità della vita cristiana.

Avete sentito quello che è stato detto? Ci rendiamo conto di quello che è stato proclamato attraverso questa Parola? “Amate i vostri nemici!” Non dice: amate uno con cui vi siete bisticciati e il giorno prima eravate amici, adesso avete bisticciato, ma sapete che tra poco troverete il modo di perdonare, di riprendere, no no: dice i nemici, dove normalmente c’è odio tra l’uno e l’altro. Stiamo parlando di nemici. Nostro Signore ci dice: “Amate i vostri nemici!”. C’è  qualcosa più radicale di questa? Continua a leggere

10 febbraio 2019 V domenica tempo ordinario

Duc in altum

Come tante volte vi ho spiegato, per capire come leggere il Vangelo noi dobbiamo vedere le letture precedenti, in particolare la prima lettura. Se avete ascoltato bene la prima lettura, avete visto la storia di un profeta, il profeta Isaia. Il profeta dice a Dio di non essere degno di proclamare questa parola che tu mi dai. Se avete seguito bene avete sentito che lì ci sono dei serafini che stanno proclamando: “Santo, santo, santo il Signore degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria”.

 Tra parentesi: Quando lo diciamo noi questo: “Santo, santo, santo”? In che momento della messa? Vedete che la nostra liturgia prende i pezzi della Bibbia.  Prima della consacrazione noi cantiamo: “Santo, santo, santo il Signore Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria!” Poi quando canteremo insieme, lo dobbiamo fare insieme! Viene da dove viene? Proprio da lì, dove viene annunziata la grandezza del Signore. E davanti a questa grandezza immensa, Isaia si sente piccolo-piccolo e dice: ma io non sono degno. E allora gli vengono bruciate le labbra, come avete sentito. Continua a leggere

3 febbraio 2019 IV domenica Tempo ordinario

In mezzo a noi in cammino

Noi ci eravamo lasciati la settimana scorsa con Gesù nella sinagoga – non so se vi ricordate – siamo proprio nel seguito di quello che abbiamo letto la settimana scorsa. Gesù aveva letto la parola “ed erano rimasti tutti meravigliati” davanti a questa proclamazione; e al fatto che lui  poi alla fine aveva fatto capire in poche parole che quello che veniva annunciato eccolo qua, “oggi è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”.

Oggi però la reazione ci colpisce un po’ come alla domenica delle Palme; quando Gesù rientra in Gerusalemme viene acclamato e poco dopo, il venerdì santo invece verrà condannato dalla stessa folla. Ecco, qui succede la stessa cosa: ci siamo lasciati con una sinagoga che rimane meravigliata – lo si dice anche nel Vangelo di stamattina: “da quelle parole sono meravigliati” – e nello stesso tempo subito dopo lo vogliono uccidere. E cosa fa Gesù? Il Vangelo dice che va in mezzo a loro dritto e cammina. Continua a leggere

27 gennaio 2019 terza domenica del Tempo ordinario

Parola liberatrice

Oggi parleremo di un tema importante per un cristiano: quello della parola di Dio – che adesso abbiamo proclamato tutti insieme. E che cosa sentiamo?

Nella prima lettura si parla di Esdra che porta il rotolo davanti al popolo. All’epoca Gerusalemme era un po’ come il nostro paese, cioè non riusciva a uscir fuori dalla crisi. Il tempio è stato distrutto, ricostruito… E non si ritrovava la parola. Finché un giorno la ritrovano, là dove doveva essere la sagrestia, diciamo così. E allora Esdra la porta e la legge davanti al popolo. E il popolo riscopre questa parola. E avete sentito quello che viene detto: si mette a piangere! Viene colpito.  Perché si era dimenticato cosa significava questa parola, come poteva parlare al suo cuore.

Noi possiamo dire che tante volte la parola di Dio ci scivola addosso! Tante volte non ci ricordiamo neanche quello che è stato detto quando usciamo da questa chiesa alla fine della   messa! Ci scivola addosso; non è una parola creatrice per noi. E’ una parola che si mette in mezzo a tanti altri che sentiamo in questo mondo…

Invece noi dobbiamo stare molto attenti. Avete visto quello che facciamo all’ inizio del Vangelo: dove facciamo il segno di croce? Sulla fronte, sulla bocca e sul cuore. Perché io la voglio capire, la voglio vivere – sul mio cuore! – e la voglio proclamare. Quindi è importante questa Parola.

E tante volte noi facciamo dei gesti o diciamo delle parole tipo amen. Quante volte ho ripreso l’assemblea perché l’ amen lo dicevano così…, invece amen significa ci credo! Tante parole che noi diciamo hanno importanza. Pensate alla parola come amore, che dovrebbe essere una cosa incredibile, stupenda! Sappiamo quanto è importante l’amore nella nostra vita, e quanto invece questa parola viene usata nella maniera positiva e negativa… Continua a leggere

20 gennaio 2019 Seconda domenica del Tempo Ordinario C – Le nozze di Cana

il di più

Con la bellissima festa della settimana scorsa – Il Battesimo di Gesù – in cui noi abbiamo battezzato dei bambini e uno l’abbiamo messo nell’acqua – vi ricordate? – per immersione, si è concluso il lungo tempo del Natale. Il nostro coro ormai sapeva tutti i canti a memoria, non c’era più bisogno di prove: avevano cantato i canti di Natale per settimane e settimane. Adesso, vedete, siamo tornati al colore verde, il colore del Tempo Ordinario: ricominciamo la nostra vita nel tempo ordinario. E come inizia? Con una cosa bella, una festa.

Vedete, noi cristiani siamo piuttosto fortunati perché le cose importanti Dio le fa per noi sempre con un banchetto, una cena. Iniziamo questo Tempo Ordinario con questo matrimonio, a Cana, e lo concluderemo con l’Ultima Cena. Dunque i momenti forti sono sempre in mezzo a una cena. E questo, lo vedremo, è importante.

Ora cosa abbiamo? Un matrimonio. E cosa succede a questo matrimonio? Maria, che è sempre molto attenta e discreta, osserva e dice: manca il vino. Non manca una cosa essenziale: non manca il pane! Ma manca il vino. Potremmo dire che è qualcosa di superfluo, qualcosa di non necessario: manca il vino!  Però il vino a una festa è importante, è un segno di gioia, è questo di più che dà gioia alla festa. E allora cominciamo a farci una domanda: perché proprio san Giovanni, che è l’unico che racconta questo episodio, perché ci vuole raccontare questo? Che non è considerato un miracolo: per san Giovanni sono dei segni i primi miracoli, sono sette segni; sono sette segni importanti e questo è il primo di questi sette segni: manca il vino.
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13 gennaio 2019 Battesimo di Gesù

Il bambino, l’acqua sporca e l’amore  

Eccoci nell’ultima festività del tempo natalizio. Oggi finisce. La settimana prossima non ci saranno più alberi di Natale,  Bmbin Gesù, presepi… Si conclude tutto con questa festa. E cosa celebriamo oggi? Il Battesimo di Gesù.

Ora, se avete sentito bene il Vangelo, il Battesimo di Gesù non è come il Battesimo che celebreremo questa mattina: Gesù non era un bambino piccolo, che è stato portato in una chiesa per fargli il Battesimo. Gesù era grande! Gesù aveva trent’anni. E si mette in coda in questo deserto, vicino al fiume Giordano, per ricevere anche lui questo Battesimo da Giovanni Battista. Continua a leggere

6 gennaio 2018 Epifania del Signore

Alzo il capo

Sequenza. Annunzio del giorno della Pasqua
Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno. Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.

Centro di tutto l’anno liturgico è il triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 21 aprile.

In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.

Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:

  • le Ceneri, inizio della Quaresima, il 6 marzo
  • l’Ascensione del Signore, il 2 giugno
  • la Pentecoste, il 9 giugno
  • la prima domenica di Avvento, il 1° dicembre.

Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli,  dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.

A Cristo, che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli. Amen 

Oggi è l’Epifania. Oggi viene mostrato Gesù al mondo. Ecco perché oggi viene annunciata anche la data della Pasqua che, come abbiamo sentito, è il culmine del nostro anno liturgico.

E ci ritroviamo di nuovo davanti alla grotta e davanti a questa scena: del bambino Gesù in una  mangiatoria, con Giuseppe e Maria. Però questa volta, l’abbiamo sentito, ci sono anche i re  Magi – oggi li abbiamo visti arrivare con i  loro cammelli. Chi sono questi re Magi? Cosa rappresentano per noi, per la nostra vita di fede? Continua a leggere

1 gennaio 2019 Maria SS Madre di Dio

Fertili

Ieri nel Te Deum mi sono soffermato sulla prima lettura. Oggi invece voglio iniziare l’anno con la figura di Maria.. Oggi festeggiamo Maria santissima Madre di Dio. E sapete che all’inizio della Chiesa c’è stato anche un dibattito: si può dire che Maria è Madre di Dio? Qualcuno diceva: si può dire che è madre di Gesù, nella sua natura umana, ma dire che Maria è madre di Dio che signififca? I Padri hanno deciso di sì, Theotokos, (Θεοτόκος); la Madre di Dio. E se Maria è Madre du Dio e prima discepola del Signore, significa che ogni cristiano può diventare anche familiare di Dio.

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Vespro TE DEUM 31 dicembre 2018

Ti benedica e ti custodisca

E’ strano dover cantare il Te Deum in quest’anno così poco brillante economicamente e politicamente adesso qui in Italia. Le guerre non si fermano, anche dentro le nostre comunità! Siamo abituati a dire del male, a vedere il male, a essere diffidenti. A scrutare ogni affermazione, a cogliere in fallo chiunque. Poi le nuove tecnologie amplificano il male, le critiche, tutti armati. Tutti armati, tutti rabbiosi, tutti arroganti. E’ così difficile vivere in un mondo di scontenti! E’ così terribile adeguarsi a questo non dico finimondo, ma fine impero. Un certo mondo sta cadendo. E così triste vedere tutti guardarsi attorno, pronti ad azzannarsi senza pietà. Continua a leggere

 Natale del Signore 2018

E’ tra noi.

Giovanni alla fine del prologo dice: “Dio nessuno lo ha mai visto. Il Figlio Unigenito che è Dio e che è nel seno del Padre è lui che lo ha rivelato”.

Dio si rivela oggi attraverso questo piccolo bambino adagiato in una mangiatoia. Ieri come oggi Dio si fa presente nella vita di ciascuno di noi. Ieri come oggi Dio rimane nelle vite nostre, nelle nostre vite.

Gesù viene ed è la luce. Giovanni dice che viene nelle tenebre. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo, e il mondo è stato fatto per mezzo di lui eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne tra i suoi e i suoi non lo hanno accolto. Continua a leggere

MESSAGGIO AI MALATI PER IL S. NATALE 2018

Carissimi, è arrivato un nuovo Natale; sicuramente un Natale diverso, se è segnato dalla malattia, da un ricovero, da un momento di prova. 
Come Vescovo ausiliare di Roma delegato per la pastorale della salute, voglio esprimere in particolare ai malati tutta la vicinanza della Chiesa.
La vita, nella prova della malattia, si riempie di piaghe aperte, fisiche o spirituali…

Nella notte di Betlemme Maria e Giuseppe hanno trovato tante porte chiuse, se non una grotta per animali, un luogo inopportuno per far nascere un bambino. Quell’unico luogo aperto può diventare segno delle nostre ferite aperte, che ci fanno male, ma che sono anche un grido del cuore che dice a Maria e a Giuseppe: “Venite, entrate! Qui c’è posto per voi… Non ho nulla da offrirvi, se non la mangiatoia del mio dolore e della mia sofferenza!” Il Figlio di Dio viene, nasce, trova spazio, in questo contesto disagiato e ci illumina di Speranza: le piaghe del cuore si possono rimarginare con la certezza di un Dio che vi entra dentro, per condividere la nostra fragilità e ridarci vita. A Lui, a cui chiediamo la guarigione del corpo e dell’anima, affidiamo di nuovo la nostra vita di oggi, così com’è, perché ci dia salute e salvezza.

Nel Bambino di Betlemme, Dio ci viene incontro. Tendiamogli le braccia, per sostenerlo e per essere sostenuti dalla Sua sorprendente Semplicità. Vi benedico con affetto,
+ Paolo Ricciardi

 

23 dicembre 2018 IV Domenica di Avvento

Il cristiano è una donna incinta

Ecco, abbiamo acceso la quarta candela, che ci ricorda che siamo all’ultima domenica di Avvento. Questo significa che il Natale è molto molto vicino.

In quest’ultimo Vangelo su cosa la Chiesa ci chiede di riflettere? Abbiamo Maria che di fretta va a vedere sua cugina Elisabetta. Maria sta portando nel suo grembo Gesù; ed Elisabetta, sua cugina anziana, sta aspettando un bambino. Di lei tutti dicevano che era sterile, quindi non poteva avere bambini. Ma Dio ha promesso a quella coppia che avrebbe avuto un figlio. Ed Elisabetta sta aspettando un figlio. Continua a leggere

16 dicembre 2018 terza Domenica di Avvento

Viene a gioire per te.


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Come vediamo anche dalle nostre candele sulla corona, siamo alla terza domenica di Avvento. Ci avviciniamo al Natale. Una domenica particolare, una domenica di gioia in cui anche il vestito del sacerdote cambia colore proprio per sottolineare la vicinanza a una grande gioia, quella del Natale.

Questa gioia l’abbiamo sentita nella prima lettura, quella di Sofonia: “Rallegrati, grida di gioia Israele, esulta, acclama con tutto il cuore!”. E questo per quale motivo? Per le parole di Dio che dice a Gerusalemme: “Non temere! Il Signore tuo Dio in mezzo a te è un Salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore. Esulterà per te con grida di gioia”. Questa potrebbe essere la definizione del Natale: Il Salvatore viene a gioire per te! Continua a leggere

9 dicembre 2018 seconda Domenica di Avvento

 


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Oggi la seconda candela è accesa. A poco a poco ci avviciniamo al Natale. Oggi è la seconda domenica di Avvento.

Se ricordate bene: la settimana scorsa eravamo invitati a vegliare. Non addormentarci. Vegliare. Cioè essere svegli per la venuta di Gesù. E su questo cammino che il cristiano fa  di preparazione ci sono dei personaggi che incontriamo che ci aiutano ad arrivare al Natale. Ieri era Marua. Oggi Giovanni il Battista, il cugino di Gesù. Nel deserto. E riprendete Isaia: “Voce di uno che grida nel deserto, preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!”. Questo deserto non è  solo quello geografico: il deserto è anche quello della nostra vita, del nostro cuore. Tante volte il nostro cuore è un vero deserto. Perché dove manca l’amore non cresce niente, non c’è vita. E tante volte succede così per noi. Il nostro egoismo, il nostro individualismo fa sì che buttiamo la gente, non c’è più niente, più vita.    Continua a leggere

8 dicembre 2018 Solennità dell’Immacolata concezione

Nascosti da un cespuglio

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In questi giorni sono andato nelle scuole del nostro quartiere a parlare con i bambini della terza elementare del Natale attraverso l‘arte. E il primo quadro che abbiamo visto era quello di fra Angelico: l’Annunciazione a Maria.  Non so se vi ricordate questo quadro voi grandi. C’è Maria seduta e c’è l’angelo Gabriele. E c’è un raggio dello Spirito santo che viene verso di lei. Lei sta come in un palazzo. In lontananza si vede un giardino, bello, con due personaggi e un angelo. Quando ho chiesto ai bambini: chi sono questi due personaggi nel giardino? Hanno subito risposto: Adamo ed Eva. I bambini li hanno riconosciuti subito.

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2 dicembre 2018 Prima Domenica di Avvento

In attesa

Bene, voi sapete che qui abbiamo quello che si chiama la corona dell’Avvento; e ci sono quattro candele, perché quattro sono le domeniche che ci accompagneranno verso il Natale. Ogni domenica accenderemo una candela. Perciò oggi ce n’è una accesa, domenica prossima la seconda, la domenica successiva la terza, così fino a Natale. Cosa rappresenta questa corona? Questa corona rappresenta la nostra attesa: noi stiamo aspettando la venuta del Messia, di Gesù. L’Avvento è questo tempo di preparazione al Natale.
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25 novembre 2018 XXXIV Domenica Solennità di Cristo Re

Il re dell’universo

Oggi è una festa particolare. E’ una solennità. E’ la festa di Gesù Cristo re dell’universo. Ed è la fine di un percorso, la fine dell’anno pastorale. Vi ricordate che domenica scorsa abbiamo detto che l’anno pastorale non inizia il primo gennaio e si conclude il 31 dicembre, ma inizia con la prima domenica di Avvento, cioè il tempo di preparazione al Natale, dove ci prepariamo a ricevere Gesù e si conclude con Cristo re. Perché alla fine, un po’ come a capodanno si fa la festa, qui facciamo la festa dicendo: Cristo è il re della mia vita.
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Scuola di preghiera e di Meditazione

Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole
Matteo 6,1

Ogni terzo mercoledì del mese alle ore 9, 00 o alle ore  21,00 in cappella

Scuola di preghiera e di Meditazione
a cura di Teresa Barone e Mara Macrini

18 novembre 2018 XXXIII Domenica dal Tempo ordinario

La fine del mondo.

Questa, vedete, è la penultima domenica dell’anno liturgico. Domenica prossima è Cristo Re e concludiamo l’anno liturgico.

E’ un po’ particolare l’anno liturgico perché non è come noi normalmente viviamo l’anno: dal primo gennaio al 31 dicembre. L’anno liturgico (della liturgia, quello che celebriamo a messa) inizia con l’Avvento – che tra poco al catechismo ne parlerete – che è quel tempo che prepara al Natale. E da lì inizia l’anno liturgico. Quindi noi adesso siamo alla conclusione. E quindi la Parola di Dio, il Vangelo, ci parla della fine del mondo, della fine dei tempi. E avete sentito un po che cosa dice: si spegne il sole, cadono le stelle…
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11 novembre 2018 XXXII Domenica dal Tempo ordinario

La vedova.

Noi continuiamo il nostro cammino sul discepolato e quello che significa.

Vi ricordate l’atteggiamento del giovane ricco, che aveva chiesto a Gesù cosa doveva fare per avere la vita eterna, cioè la felicità?, e Gesù gli aveva risposto: “Segui i comandamenti”. “Ma io, Maestro, li seguo”. E Gesù gli dice: “Bene, allora vendi quello che hai e seguimi”. E lui va via triste perché aveva tanti beni, e non è riuscito a lasciare queste certezze per poter seguire Gesù.

Poi, vi ricordate, abbiamo avuto quei discepoli che si bisticciavano tra di loro per avere i primi posti quando Gesù sarà nel suo Regno e Gesù aveva detto: “Soffrirete, sì, con me, ma a chi spetta tale o tale posto non sono io che lo devo dire, ma è mio Padre”. E quindi abbiamo visto che anche i discepoli che seguivano Gesù non erano così perfetti, si bisticciavano per avere i primi posti.
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Giornata Mondiale del povero

La prossima domenica 18 novembre 2018 verrà celebrata la giornata mondiale del povero, voluta da Papa Francesco.
Raccogliendo questo appello la Caritas invita la comunità parrocchiale a portare generi alimentari diversi a lunga conservazione :

  • olio
  • scatolame
  • zuccheo
  • caffè
  • pelati
  • pasta
  • passata di pomodoro

Questi verranno distribuiti ai fratelli bisognosi.

Ad ogni Santa Messa con inizio da sabato 17 novembre 2018 e per tutte le SS messedella domenica, al momento dell’offertorio, processionalmente ogni persona potrà disporre la sua offerta in un cesto che verrà posto sotto l’altare.

Incontro di tutta la prefettura con il vescovo settore est, Gianpiero Palmieri

 

Giovedì 15 novembre 2018 alle 19,00 presso la
Parrocchia di Nostra Signora del Suffragio e Sant’Agostino di Canterbury
incontro di tutta la prefettura
laici, operatori pastorali con il
vescovo settore est Gianpiero Palmieri
e la memoria della chiesa di Roma presso la 
Parrocchia di Nostra Signora del Suffragio e Sant’Agostino di Canterbury Continua a leggere

4 novembre 2018 XXXI Domenica del Tempo ordinario

Amerai.

Come inizia il cammino, nostro, da discepoli di Cristo? Come inizia il cammino di questo bambino, Domenico? Come inizia il cammino di ciascuno di noi? Con l’amore.

Se vi ricordate bene all’inizio, quando Gesù comincia la sua vita pastorale, la prima cosa che succede attraverso il suo Battesimo è una voce dall’alto che dice: “Questo è mio Figlio”. Il nostro cammino inizia sempre diventando figli di Dio. Quando noi prendiamo coscienza di essere amati da un Padre, è lì che inizia il vero cammino da discepolo. Finché noi non prendiamo coscienza di essere stati amati e voluti da questo Dio, non iniziamo un cammino; rimaniamo nella tradizione, nella Legge, un po’ come gli Ebrei, forse andiamo a messa, forse diciamo il rosario; però non prendiamo coscienza di essere discepoli, non ci mettiamo in cammino a seguire Cristo finché non prendiamo coscienza di essere amati da Lui come un padre ama suo figlio. Allora è importante la lettura di oggi, in particolare in vista della nuova vita di Domenico. Perché poi sempre un Battesimo ci fa pensare al nostro Battesimo e alla nostra chiamata. Continua a leggere

2 novembre 2018 Commemorazione dei Defunti

Fratelli, ci scrive san Paolo, la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci salva”. E il Vangelo diceva: “Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me. Colui che viene a me io non lo caccerò fuori”. Sono queste parole che ci danno la speranza per i nostri defunti e per la nostra comunità. Dicevo, all’inizio della celebrazione, la Chiesa ha celebrato ieri tutti i santi e ci ha in un certo senso chiesto di alzare lo sguardo verso la comunione dei santi, verso questo Paradiso dove ciascuno di noi è chiamato. Lo stesso tempo, oggi, ci fa ricordare i nostri defunti. E oggi particolarmente ho voluto, e lo vedremo dopo, ricordare anche tutti i defunti di quest’anno, del nostro quartiere.
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28 ottobre 2018 XXX Domenica del Tempo ordinario

Il cieco Bartimeo.

Se avete ascoltato la Parola che abbiamo sentito in queste ultime settimane vi renderete conto che stiamo camminando, seguendo Gesù e cercando di capire a cosa ha chiamato i discepoli.
E’ bello che oggi abbiamo questi Battesimi perché i genitori oggi hanno deciso per i loro figli di metterli in cammino dietro a Gesù.

Allora, che cosa significa? Cerchiamo insieme di capire cosa ci dice la parola oggi del Vangelo. Ricordatevi bene: un pò di settimane fa avevamo visto un giovane, quello che chiamiamo il giovane ricco, che era venuto da Gesù a chiedergli: “Maestro, che cosa devo fare per avere la vita eterna?” Era un bravo ragazzo, era un ragazzo che seguiva i comandamenti; era uno che faceva le cose bene. Però gli mancava qualcosa, voleva essere finalmente felice. E allora va da Gesù e gli chiede: “Cosa devo fare?” E Gesù gli dice: “Segui i comandamenti”. E lui dice: “Ma io, Maestro, gli ho seguiti i comandamenti!” “Bene, allora vendi tutto quello che hai e seguimi.” E vi ricordate quello che succede?
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21 ottobre 2018 XXIX Domenica del Tempo ordinario

Essere i primi.

I discepoli fanno ridere. Fanno ridere perché li vedi là che seguono Gesù, e tu dici: eh, questi sono dei grandi uomini, questi seguono Gesù e chissà che sono, questi dodici che stanno lì a seguirlo, ad ascoltare la sua voce… E poi te li ritrovi che stanno là, come a scuola, quando uno dice: “io sono il migliore, io sono il tuo migliore amico, io sono il primo”, ecc. ecc.

È la stessa cosa con questi qui, con questi discepoli. Due si avvicinano, due di loro, vanno da Gesù a dicono: “Senti, noi vogliamo che tu faccia quello che ti chiediamo”. E Lui dice: “Bene, che cosa volete che io faccia per voi?”

Questi due rispondono: “Quando sarai nella tua gloria, noi vogliamo essere alla tua destra e alla tua sinistra”. Cioè: noi vogliamo essere i più importanti! E Gesù fa loro una domanda: “Ma voi siete pronti a vivere la vita che io sto per vivere?” La fa con delle domande un po’ complicate, dice: potete bere il mio calice, potete essere battezzati nello stesso mio Battesimo?
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14 ottobre 2018 XXVIII Domenica del Tempo ordinario

il giovane ricco.

Un tale – non si sa come si chiama, non c’è il suo nome; nel Vangelo ci sono i nomi di alcune persone, ma in questo caso non si sa il nome di questa persona – un tale corre dietro a Gesù. E’ sorridente, viene, arriva, pieno di passione, arriva davanti a questo Maestro che chiama ‘Maestro buono’, davanti a Gesù. Si ferma lì davanti a lui e gli dice: Maestro, che cosa devo fare per avere la vita eterna? Che cosa devo fare per avere la felicità? E’ una domanda importante, profonda.
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