22 novembre 2020 Solennità di nostro Signore Gesù Cristo re dell’universo

Il dono

È bello poter celebrare la Cresima in questo giorno, perché  è il giorno in cui stiamo dicendo che Cristo è il re della nostra vita.

Noi, forse ancora di più in questo periodo, ci affanniamo a pensare solo alle cosa della terra: alla nostra salute, in questo particolare momento. E ci dimentichiamo spesso della salute della nostra anima. Ci dimentichiamo spesso a che cosa siamo chiamati. Ci dimentichiamo spesso che un giorno saremo chiamati su, a rispondere, in un  certo senso, della nostra vita di qui. Certe volte ci dimentichiamo di educare i nostri figli con lo sguardo verso quell’orizzonte che il  Signore ci ha indicato. Ed è triste, perché  forse la cosa più bella è  il cammino  verso la nostra felicità.

Dicevo: è  bello poter celebrare le Cresime oggi, perché  oggi riceverete i doni dello Spirito Santo, l’ultimo bagaglio per la vostra vita di cristiani, tra virgolette “adulti”, nel senso di cristiani che camminano da soli. Anche se un cristiano non cammina da solo mai: cammina in una grande  comunità  che è  la Chiesa.  Oggi è  bello, perché  riceverete i doni e direte, con la vostra vita, che Cristo è re.

Ma che cosa significa che Cristo è re? Ce l’hanno  fatto capire le letture di oggi. Ce lo fa capire questo Vangelo molto significativo.

“Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi fratelli più  piccoli, l’avete fatto a me”.

Perché è  significativo questo Vangelo? Perché  ci ricorda prima di tutto che quei “piccoli” che vengono aiutati, siamo noi che siamo stati per primi aiutati dal Signore. Ogni volta che siamo stati affamati, affamati del senso della vita, affamati dalle domande esistenziali, lui ci ha risposto, ha risposto a questa fame attraverso la parola di Dio, nutrimento per noi.

Ogni volta che abbiamo avuto sete, sete d’amore, lui ci è  stato vicino,  a donarci il suo amore, un amore senza confini che nessun altro può donare. Siamo stati assetati, siamo sempre assetati di questo amore!

Siamo stati accolti come stranieri perché tante volte ci siamo allontanati; e lui ci ha sempre accolti di nuovo. Sismo sempre un po’ lontani, siamo sempre  un po’ stranieri al suo mondo, al suo cuore, ma lui ci ha sempre accolti.

Nudi. Poche volte ci mettiamo a nudo davanti a lui: ogni volta che riceviamo il sacramento della misericordia, della Confessione, della penitenza, ogni volta ci mettiamo a nudo. Allora abbiamo quella umiltà di toglierci quella superbia, di toglierci quella maschera che ci mettiamo nel mondo, per trovarci davanti a lui, al suo amore che ci accoglie.

 Malati: sono tante le nostre malattie spirituali,  sono tante le nostre difficoltà  a seguirlo, a camminare. Davvero tante sono le nostre malattie che ci impediscono di seguirlo. Ma lui ci ha sempre  accolto senza mai giudicarci.

Prigionieri. In carcere. Non siamo forse prigionieri delle nostre paure? In questo periodo è  incredibile quanta paura c’è;  e come si vede quanto questo può  essere una schiavitù  che ci impedisce di andare verso l’altro, di incontrarci, di vivere. Siamo schiavi di tante cose. Prima di tutto di noi stessi, di questa volontà  di primeggiare sempre. E lui è  venuto a visitarci, a liberare la nostra umanità  da tutto questo.

Nel Vangelo di oggi il Signore ci dice che noi dobbiamo fare questo agli altri, non perché  se lo meritino, ma perché  quello che abbiamo ricevuto noi per primi, nella nostra relazione con il Signore,  siamo chiamati a viverla con gli altri. Quello che io ricevo, quell’amore che ho ricevuto, sono chiamato a donarlo.

Solennità di Cristo Re dell’universo. Non ha una corona d’o ro, questo re. Qual è  la corona che Cristo ha? Ha una corona di spine. E il Signore  non ha un trono meraviglioso. Che cosa ha come trono questo re, qual è  il trono di Gesù?  È la croce. Guardate, sta qui il nostro Cristo re,  eccolo!  E cosa ha fatto questo re? Ha donato tutto se stesso. E cosa ci chiama a fare? A donare tutto noi stessi.

Ma non possiamo donare quello che non ci appartiene. Quindi, se dobbiamo dare noi stessi, ci dobbiamo appartenere. E per appartenerci, dobbiamo essere delle persone libere! Capite allora perché  c’è  bisogno  di conversione? Non possiamo dire che ci doniamo agli altri se non ci apparteniamo. Occorre un interno, continuo cammino di conversione, per liberarci. Ecco, il dono dello Spirito Santo  che voi con la Cresima riceverete oggi, sono i doni che vi permetteranno di camminare, per convertire il vostro cuore e per poi donarvi totalmente a lui e quindi agli altri. Ogni volta che ci doniamo al Signore, non possiamo poi non donarci a chi abbiamo attorno a noi. Allora sì,  Cristo  sarà  realmente re dell’universo: del nostro universo, del nostro mondo, della nostra vita. Che il Signore vi possa accompagnare, che il Signore ci possa accompagnare in questo cammino necessario per ciascuno di noi. Altrimenti rimarremmo degli schiavi, dei servi. Invece, nel Battesimo,  siamo diventati anche noi re! Amen