19 giugno 2022 festa del Corpo e del Sangue di Gesù

Oggi è un giorno particolare per tutti noi, perché festeggiamo la festa del Corpo e del Sangue di Gesù. È il giorno in cui la Chiesa mette in risalto quello che noi celebriamo ogni giorno su questo altare, dove il pane e il vino diventano Corpo e Sangue.

E oggi la Chiesa ha scelto di mettere come lettura il Vangelo cosiddetto della Moltiplicazione dei pani. Ma, se voi avete ascoltato bene il Vangelo, non c’è scritto che Gesù ha moltiplicato il pane e il pesce.
Siamo in un luogo un po’ desertico, non c’è posto per comprare il pane e i discepoli si stanno un po’ preoccupando, perché dicono:
“Come faremo a sfamare tutte queste persone?”.

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12 giugno 2022 solennità della santissima Trinità

Siamo fatti relazione d’amore

Domenica scorsa era la festa di Pentecoste, vi ricordate? Qj0esta volta invece festeggiamo la santissima Trinità. E, se viene una dopo l’altra, è proprio perché,  come avete sentito nel Vangelo, lo Spirito ci aiuta a capire  meglio: quello Spirito di verità che deve scendere dentro di noi.

Sulla Trinità ci sono libri su libri di teologia, lunghissimi,  per cercare di spiegare che cosa sia: Dio in tre persone: Padre, Figlio e Spirito Santo. Non è molto semplice capirlo. Però oggi voglio cercare di semplificare, cercando di vedere insieme a voi che cosa può significare per la nostra vita,  per questi bambini che verranno battezzati e anche per voi, che oggi farete la vostra professione di fede.

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5 giugno 2022 Solennità di Pentecoste

Vieni Santo Spirito, invadi nell’intimo i cuori dei tuoi fedeli

Oggi celebriamo la Pentecoste: cinquanta giorni  dopo Pasqua. Oggi si conclude il tempo pasquale: abbiamo avuto cinquanta giorni  per festeggiare il grande momento della Resurrezione. Abbiamo cercato in tutte queste settimane di renderci conto di quanto era grave e import te per noi la Resurrezione di Cristo. 

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22 maggio 2022 Sesta domenica di Pasqua

Amen amen

All’inizio di questa celebrazione vorrei ringraziare prima di tutto voi  genitori, perché  al fonte battesimale avevate promesso di dare ai vostri figli un’educazione cattolica e che li avreste accompagnati. Ed è  quello che avete fatto e state facendo. E oggi eccoli qui davanti a noi.

Non sono loro che hanno scelto, ma siamo sempre scelti dal Signore. Il Signore usa voi, usa noi, usa le persone che vi amano per starvi vicino. E quindi oggi, grazie a questa catena, siamo arrivati qui,  per questo momento.

Ma perché  questi  bambini sono stati scelti? Ce lo dice il Vangalo di oggi. È  il Vangelo che è stato letto qui e che si sta leggendo in tutte le chiese del mondo, ma sembra fatto proprio per questo giorno, per il vostro giorno: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. Oggi Gesù prende dimora nella vostra vita, nel vostro corpo!

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15 maggio 2022 Quinta domenica di Pasqua

Un luogo dove si percepisce il suo amore

Oggi abbiamo tanto da festeggiare: celebriamo l’anniversario della dedicazione di questa chiesa. Avete visto che, un po’  come per una torta di compleanno, ci sono delle candele sui muri che indicano questo momento: è  tradizione della Chiesa che vengano messe delle candele accese il giorno della dedicazione. Il 15 maggio del 1999, ventitré anni fa, veniva qui consacrata questa chiesa.

Consacrare una chiesa potrebbe riguardare solo un oggetto così,  materiale. Invece la chiesa, in questo quartiere,  dovrebbe voler dire qualcos’altro.  La chiesa è  una comunità,  il luogo dove si raduna una comunità.  Tante volte  l’abbiamo detto: la comunità è questa grande famiglia di Dio. 

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Primo maggio 2022 Terza domestica di Pasqua

Scommettere la vita sulla sua parola

Ci ritroviamo a seguire Gesù in questo tempo di Pasqua. Ricordate la prima volta, il giorno di Pasqua, i discepoli sono in quella sala, chiusi a chiave, e lui entra. E ricordate domenica scorsa, quello che aveva detto san Tommaso, quando gli altri avevano incontrato il Signore e lui non c’era, che voleva mettere le mani sui segni dei chiodi? Adesso non sono più a Gerusalemme. Pietro è tornato e pescare, come se tutto quello che era successo in questi tre anni fosse una parentesi!

Simon Pietro dice agli altri: “Io vado a pescare”. Ragazzi, è  finito tutto! È  stato bello, c’è stata la Pasqua,  e adesso? Finisce così.  

Quello che vive Pietro rischiamo di viverlo anche noi, dopo la Pasqua. Bene, tutto a posto, abbiamo mangiato il cioccolato, abbiamo celebrato la Pasqua, questa grande festa, il prete ci ha detto che era importante,   ha parlato della vita nuova; e poi si ritorna alla vita di tutti i giorni,  dimenticando che cosa significava la Pasqua per i cristiani. Noi riprendiamo la nostra vita di tutto i giorni.  Questo va bene, ma come la riprendiamo?

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24 aprile 2022  Seconda domenica di Pasqua o della divina Misericordia

Mio Signore e mio Dio

Siamo nell’ottava di Pasqua. L’ottava di Pasqua è la settimana in cui ogni giorno è  come se fosse il giorno di Pasqua: talmente questa festa è importante, che la Chiesa ci fa festeggiare e capire questa  grandezza  per otto giorni. Oggi si conclude questa settimana speciale, in cui anche nella preghiera del prefazio diciamo “in questo giorno”, come se fosse la Pasqua.

Nel Vangelo che abbiamo sentito abbiamo visto che il primo giorno della settimana Gesù si fa vivo  in quella casa in cui si sono rinchiusi i suoi discepoli per paura degli Ebrei. Ma quel giorno Tommaso non è presente. Tommaso non sta coi suoi fratelli, Tommaso sta fuori. E allora dice: “Se io non lo vedo con i miei occhi  e non metto le mani nelle sua ferite e se non metto la mano qua sul suo fianco (dove con una lancia un soldato aveva verificato se Gesù  era veramente morto), io non ci credo”.

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Sabato 16/domenica 17 aprile Pasqua di Resurrezione Veglia pasquale

Non è  qui nel buio del sepolcro, è  risorto! È lui la nostra luce

Come ormai è  tradizione  chiedo ai bambini di venire qui, ai bambini che sono ancora svegli: mettetevi qui seduti.

Eccoci radunati! Come ripeto ogni anno, noi siamo qui radunati come una grande famiglia che attorno al fuoco si raduna e ascolta una storia, la sua storia, che fa memoria. Noi raccontiamo la storia della nostra salvezza, noi facciamo  memoria di cos’è che ci chiama ad essere qui. Perché tante volte ci potremmo dimenticare il senso della nostra vita: il senso di essere cristiani, il senso di perché siamo qui. Tante volte  ci possiamo chiudere nel nostro dolore,  nelle sofferenze che esistono nella nostra vita. Qualcuno di voi porta un colore immenso. Qualcuno qui adesso sta soffrendo nell’anima o nel corpo. Qualcuno non sa di cosa sarà fatto il suo futuro: una cosa che  del resto vale per quasi tutti noi, ma qualcuno può vederlo in  maniera molto negativa, a causa di problemi sempre più gravi.

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15 aprile 2022 Venerdì santo Passione del Signore

Chi cercate?

Non è un giorno in cui servono tante parole.  Ma vorrei soffermarmi solo su alcune. Prima di tutto la domanda di Gesù  all’inizio, che viene ripetuta più volte: “Chi cercate?”. Questa domanda dovrebbe arrivare dritta verso il nostro cuore. Chi cerchiamo, quando diciamo di seguire Gesù?  Chi cerchiamo realmente in quella figura? Chi cerchiamo quando abbiamo davanti a noi il suo volto martoriato?

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14 aprile 2022 Giovedì santo Cena del Signore

Una vocazione di servizio e di amore

Pensavate che il parroco  (a lungo bloccato dal covid) sarebbe restato nella sua torre d’avorio, volevate farlo fuori?,  e invece eccolo qui a celebrare insieme a voi il rito pasquale!

Non so se tra i nostri amici ucraini che sanno parlare in italiano può  venire qualcuno per la traduzione simultanea. Bene.

Noi abbiamo sentito nella prima lettura la storia della Pasqua ebraica, dove ci viene detto che dobbiamo ricordare questo momento: “Questo giorno sarà per voi un memoriale, di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne”Pasqua significa passare oltre,  oltre gli stipiti delle porte dove c’era il sangue dell’agnello: passare oltre, da una vita da schiavi a vita di libertà.  Un po’ come dalla guerra alla pace.

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27 marzo 2022 IV domenica di Quaresima

E a me non hai dato nemmeno un capretto

Abbiamo tre personaggi in questo Vangelo: un padre che ha due figli. Uno, il più giovane,  a un certo momento chiede la sua parte di patrimonio, cioè la sua eredità, e se me va. Se ne va, e comincia a spendere tutti i suoi soldi.  Finiti i soldi cosa può fare? Cerca un lavoro e lo mettono a pascolare i porci. Uno che lavora  con i porci era detto impuro!  Quello è  l’animale che gli ebrei non mangiano, era considerato proprio impuro. E quegli animali mangiavano più di lui! Avrebbe voluto saziarsi con le loro carrube, ma non poteva averne.

A un certo punto questo figlio comincia a pensare e a dire: “Ma io vorrei tornare a casa perché lì almeno i servi di mio padre hanno qualcosa da mangiare!” . E cosi decide. Tornando pensa: “Io, quando torno, dirò a mio padre: non sono più degno di essere un figlio! Gli dirò: trattami come un servo“.

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20 marzo 2022 terza domenica di Quaresima

L’albero senza frutti

Ci siamo lasciati la settimana scorsa sul monte Tabor: vi ricordate, c’era stata quella visione dei discepoli  Pietro, Giovanni e Giacomo che Gesù aveva preso con sé; erano saliti a pregare e lì vedono Gesù insieme a Mosè ed Elia. Ricordate questo momento della Trasfigurazione. E Pietro aveva detto: ”Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè  e una per Elia, è così  bello, stiamo qua!“. E vi avevo detto: attenti, certo, ci vogliono questi momenti in cui ci isoliamo per pregate,  come Gesù faceva spesso,  andava in un luogo desertico o su un monte per pregare, per allontanarsi dalla vita quotidiana; e vi avevo detto che questo  è importante anche per noi, isolarci in alcuni momenti, trovare il luogo e il tempo per pregare. Però avevo anche detto che la nostra chiamata e di vivere nel mondo! Non siamo del mondo, ma siamo nel mondo! Ed è  lì che dobbiamo risplendere! Noi dobbiamo essere il sale della terra, la luce del mondo,  come chiede il Signore.  E allora la lettura di oggi, il Vangelo di oggi ci ricorda che cos’è questo mondo. 

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13 marzo 2022 seconda domenica di Quaresima

Mettersi in ascolto

In questo inizio di Quaresima,  la Chiesa ci parla della Trasfigurazione.  Ed è sempre  così la seconda domenica: forse per farci capire a cosa  siamo chiamati, perché in quel giorno Pietro, Giovanni e Giacomo vedono la gloria di Dio, attraverso Gesù trasfigurato. È  l’obiettivo che la Chiesa ci mette all’inizio del nostro  cammino quaresimale! Questo perché noi abbiamo bisogno di capire dove stiamo andando: quindi abbiamo questo momento forte della Trasfigurazione.

Ma questo Vangelo ci racconta  anche qual è il nostro cammino.  “Gesù prese con sé Pietro Giovanni e Giacomo  e salì sul monte a pregare”. Nella prima lettura abbiamo sentito che Dio prende e “porta fuori” Abramo: la prima cosa, se noi cerchiamo il contatto con Dio, è  allontanarci in certo modo dalla nostra vita quotidiana, elevarci un po’.  Il Signore  la prima cosa che fa è  portare quei tre sul monte a pregare. Anche noi, in questa nostra parrocchia,  abbiamo un “monte”: non è  il terreno di  basket che abbiamo su, non è  il campetto  di sopra, ma è  questa cappella: la cappella dell’adorazione. Lì  abbiamo uno spazio per poter pregare, per poter allontanarci dalla nostra vita quotidiana; lì abbiamo un luogo dove possiamo rimanere a pregare.  Allora, la prima cosa che il Signore ci insegna attraverso questo Vangelo, è  sapere

 alcune volte isolarsi, andare oltre a quella nostra vita di tutti i giorni.

Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante”. Era trasfigurato.

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20 febbraio 2022 VII domenica del tempo ordinario

Un comandamento nuovo

A voi che ascoltate io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male “. Queste sono le parole di Gesù stamattina.

Non so se vi rendete conto di quello che sono queste parole. Forse voi non avete nemici, ma se ne avete, capite bene che non è facile amare i propri nemici, non è certo facile voler loro bene; non è affatto facile avere un nemico e volere il suo bene.

Come possiamo vivere queste parole dette da Gesù? Umanamente è impossibile, siete d’accordo? Impossibile.

Però posso dite di aver visto, di aver incontrato persone che ancora oggi vivono così. Basta pensare ai martiri dell’inizio, che hanno dato la vita per Gesù senza mai rispondere all’odio con l’odio, né alla violenza con la violenza.

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13 febbraio 2022   VI domenica del tempo ordinario

Un desiderio profondo come il mare

Ragazzi, se vi chiedessi che cosà avete capito di questo Vangelo, voi rispondereste che è  un po’ strano, non vi pare? Vedete che Gesù usa la parola “beati” per dire “felici” e dice: felici i poveri, felice chi ha fame, felice chi piange, e così via. Non trovate che sia un po’ strano? Normalmente uno che ha fame, che non può  avere da mangiare, è felice? Vi sembra normale questo? O uno che è  povero,  felice di essere povero, vi pare  normale? Quindi qui abbiamo un problema: o Gesù quel giorno aveva bevuto o  c’è sotto  qualcosa da capire.  E allora cerchiamo di capire insieme che cosa il Signore ci vuole dire oggi.

Questa catechesi sulle Beatitudini la stiamo facendo anche con tutta la parrocchia:  la stiamo facendo  una volta al mese e l’abbiamo fatta venerdì scorso; siamo arrivati alla quarta beatitudine. E ci rendiamo conto che in realtà si tratta della ricerca della volontà di Dio.

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30 gennaio 2022 IV Domenica del tempo ordinario

La tua, non la mia volontà

È un po’ come una serie a episodi: vi ricordare che domenica scorsa abbiamo sentito la prima parte di questo Vangelo: “Gesù,  entrato nella sinagoga, aveva iniziato a leggere” . E qui abbiamo il finale dell’altra volta: alla fina di questa lettura, Gesù dice: “Oggi si è  compiuta questa scrittura che voi avete ascoltato “. Ricordate che le persone avevano lo sguardo fisso su di lui; e abbiamo detto quanto sia importante per il cristiano avere lo sguardo fisso su Gesù e ascoltare la sua parola.

Oggi tutto cambia. La folla che sembrava così presa, con lo sguardo fisso: “ tutti erano meravigliati dalle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca”, come di fronte a chi quello che dice, lo vive, “Ecco il Messia!”;  ora, alla fine del Vangelo, lo vogliono buttare dall’alto della montagna! Cosa sta succedendo? Qual è il problema? Lo esplicita Gesù,  che   comincia a capire, a sentire quello che la gente dice. La gente dice: “Ma questo non è il figlio di Giuseppe? Non lo conosciamo?”.  Allora inizia quello che si chiama il pregiudizio: avere un’idea su una persona e tenerla qua davanti; avere già un’idea su una persona prima di conoscerla.  Loro dicono: “ Lo conosciamo, lo abbiamo visto crescere! Come è  possibile che questo sia il Messia?” E poi: “Visto che tu hai fatto dei miracoli a Cafarnao, perché  non fai la stessa cosa qui? E noi ti crederemmo. Fai i miracoli!”.

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23 gennaio 2022 Terza domanda del tempo ordinario

È lui la Parola liberatrice

Oggi è la domenica dedicata alla Parola di Dio. È strano, perché ogni domenica e ogni messa è dedicata alla Parola di Dio. L’abbiamo visto con le famiglie del catechismo, quando abbiamo spiegato come funzionava la messa. Abbiamo spiegato la liturgia della messa, l’importanza della prima parte, non la liturgia della Parola. Ma il papa ha voluto che ci sia una domenica dedicata alla Parola per sottolineare la sua importanza nella vita di fede, nella vita del fedele.
E l’avere sentito nelle parole del Vangelo ma anche la prima lettura mostra la grande importanza di questa Parola.

Nella prima lettura gli Ebrei, tornati dall’esilio, per la prima volta ritrovano la Scrittura e celebrano una grande liturgia dove la Parola viene proclamata. Tre verbi fondamentali vengono detti per questa proclamazione: leggere, spiegare, comprendere.

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16 gennaio 2022 seconda Domenica del tempo ordinario

L’acqua della nostra umanità trasformata da Cristo in amore

Ci ritroviamo questa domenica con la terza manifestazione di Gesù: la prima è  stata l’Epifania,  la seconda il Battesimo di Gesù,  domenica scorsa; e adesso le nozze di Cana. Questo segno del cambiamento dell’acqua in vino si chiama il principe dei segni: è l’inizio della manifestazione di Gesù al mondo attraverso i segni, attraverso i miracoli.

A noi non interessa il fatto di cronaca, non ci interessa questo ‘”rapporto di un miracolo”; nel senso che non è  come quando andiamo a guardare una trasmissione perché parla di miracoli, non è questo che ci interessa.  A noi interessa capire in che senso questo Vangelo parla alla nostra vita.  E lo si capisce, come sempre,  dalla prima lettura. Il profeta Isaia ci dice: “Nessuno ti chiamerà più Abbandona,  né la tua terra sarà più detta Devastata, ma sarai chiamata Mia Gioia, e la tua terra Sposata, perché il Signore troverà in te la sua delizia e la tua terra uno sposo”. La relazione che abbiamo con Dio è una relazione sponsale: come l’amore tra un uomo e una donna, la stessa cosa è tra Dio e il suo popolo, tra noi e Dio.   

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Domenica 9 gennaio 2022 – Battesimo del Signore

Noi siamo la gioia de Signore

Ci siamo ritrovati giovedì,  pochi giorni fa,  per  celebrare l’Epifania… Non con tutti, pero! E abbiamo detto che epifania vuol dire in greco: manifestazione.  Quel giorno Gesù si manifesta al mondo.  I Magi rappresentano i pagani che vengono dall’Oriente.

Oggi, in  quest’ultimo giorno del tempo di  Natale, celebriamo  una  nuova manifestazione di Gesù.  È  proprio la Trinità che si manifesta oggi,  Padre, Figlio e Spirito Santo,   se ci pensate bene: perché, quando Gesù è in preghiera,  si apre il cielo, scende la colomba dello Spirito Santo e si sente la  voce del Padre. Quindi è  proprio la manifestazione cella Trinità.

A noi cosa dice questo Battesimo? Si sta parlando solo del Battesimo di Gesù, un evento suo, e noi siamo lì a guardare, o è  qualcosa che tocca anche noi?

Come ricorderete poiché  ve lo dico sempre,  per capire come leggere il Vangelo, bisogna guardare la prima lettura: è  così  che la  Chiesa ci dà l’angolatura per capire come commentare. E qui nella prima  lettura, nel libro del profeta Isaia, ci è detto:

Consolateconsolate il mio popolo,  parlate al cuore di Gerusalemme. gridatele che la sua tribolezione è compiuta, la sua colpa è  scontata”.

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Giovedì 6 gennaio 2022 Epifania del Signore

Fede e ragione insieme ci fanno  alzare lo sguardo.

ANNUNCIO DELLA PASQUA

Fratelli carissimi, la gloria dei Signore si è  manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.

Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.

Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso,  sepolto e risorto,  che culminerà nella domenica di Pasqua il 17 aprile.

In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.

Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi: le Ceneri, inizio della Quaresima, il 2 marzo; l’Ascensione del Signore, il 29 maggio; la Pentecoste, il 5 giugno; la prima domenica di Avvento, il 27 novembre. Anche nelle feste della santa Madre di Dio,  degli apostoli, dei santi e nella Commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra

proclama la Pasqua del suo Signore.

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Domenica 2 gennaio 2022 – Seconda domenica dopo Natale

Riscoprire nella vita reale di essere figli amati

Ci ritroviamo di nuovo con questo Vangelo di Giovanni.  Dico: “di nuovo”, perché è il Vangelo che abbiamo letto il giorno di Natale, il 25 mattina; è lo stesso Vangelo, proprio perché sicuramente la Chiesa vuole che ci rimettiamo davanti a questo Mistero,  a riflettere. Così  come in questi giorni abbiamo sempre di nuovo riflettuto davanti all’immagine del presepe, davanti a questo Bambino, a sua madre, a suo padre.

Sì, oggi ci ritroviamo davanti a questo brano di Vangelo di Giovanni.  E sapete che, per cercare di capire come leggerlo – perché la ricchezza del Vangelo è talmente larga – siamo obbligati a guardare quali sono  le prime letture: la prima lettura ci fa capire come leggere questo Vangelo.

Come avete sentito, la prima lettura viene dal libro del Siracide e ci parla della sapienza, facendoci capire che quella sapienza,  annunciata dell’Antico Testamento,  è proprio Gesù Cristo. È lui la sapienza di Dio, è  lui la nostra verità.

E questa sapienza di Dio cosa ci dice? Cosa ci racconta? Ce lo dice san Paolo nella seconda lettura; e ce lo dirà anche il Vangelo di Giovanni. Paolo ci dice: “In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,  predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo”.

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Sabato 1 gennaio 2022 solennità di Maria santissima Madre di Dio

Una bontà che riempie di stupore

Ancora una  volta iniziamo l’anno ritrovandoci davanti al presepe: Maria, Giuseppe e il Bambino. E vediamo che la gente si stupisce nel sentir raccontare dai pastori quello che hanno visto. Come vi dicevo ieri sera, noi spesso non siamo più capaci di stupore, non ci stupiamo più all’annuncio del Vangelo. Non siamo più stupiti dalla presenza di questo Dio che si fa piccolo in mezzo a noi.

In questo inizio d’anno dovremmo riscoprire la nostra fede, facendoci stupire nuovamente da questo annuncio, che è  sempre nuovo e che portiamo dentro di noi. Maria, ci dice la Scrittura, medita nel suo cuore. Anche noi all’inizio di quest’anno, siamo chiamati a meditare le parole nel nostro cuore.

Meditare la Parola di Dio significa anche capire perché all’inizio di quest’anno nella prima lettura ci è  detto di benedire: siamo chiamati a dire il bene. Se infatti meditiamo la Scrittura,  ci ricordiamo che  nella Genesi, proprio all’inizio, ci è detto che la creazione era cosa buona. Pensavo a questa frase di Chesterton che dice:

Noi non sappiamo come andranno a finire le cose, ma sappiamo come sono incominciate. Dio ha creato il mondo e ha detto che era cosa buona.  Questo sigillo di bontà resta, nonostante tutte le cattiverie di cui l’uomo è stato, è  e sarà capace. Questa è la speranza radicata nel mondo.

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