Domenica 9 gennaio 2022 – Battesimo del Signore

Noi siamo la gioia de Signore

Ci siamo ritrovati giovedì,  pochi giorni fa,  per  celebrare l’Epifania… Non con tutti, pero! E abbiamo detto che epifania vuol dire in greco: manifestazione.  Quel giorno Gesù si manifesta al mondo.  I Magi rappresentano i pagani che vengono dall’Oriente.

Oggi, in  quest’ultimo giorno del tempo di  Natale, celebriamo  una  nuova manifestazione di Gesù.  È  proprio la Trinità che si manifesta oggi,  Padre, Figlio e Spirito Santo,   se ci pensate bene: perché, quando Gesù è in preghiera,  si apre il cielo, scende la colomba dello Spirito Santo e si sente la  voce del Padre. Quindi è  proprio la manifestazione cella Trinità.

A noi cosa dice questo Battesimo? Si sta parlando solo del Battesimo di Gesù, un evento suo, e noi siamo lì a guardare, o è  qualcosa che tocca anche noi?

Come ricorderete poiché  ve lo dico sempre,  per capire come leggere il Vangelo, bisogna guardare la prima lettura: è  così  che la  Chiesa ci dà l’angolatura per capire come commentare. E qui nella prima  lettura, nel libro del profeta Isaia, ci è detto:

Consolateconsolate il mio popolo,  parlate al cuore di Gerusalemme. gridatele che la sua tribolezione è compiuta, la sua colpa è  scontata”.

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Giovedì 6 gennaio 2022 Epifania del Signore

Fede e ragione insieme ci fanno  alzare lo sguardo.

ANNUNCIO DELLA PASQUA

Fratelli carissimi, la gloria dei Signore si è  manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.

Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.

Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso,  sepolto e risorto,  che culminerà nella domenica di Pasqua il 17 aprile.

In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.

Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi: le Ceneri, inizio della Quaresima, il 2 marzo; l’Ascensione del Signore, il 29 maggio; la Pentecoste, il 5 giugno; la prima domenica di Avvento, il 27 novembre. Anche nelle feste della santa Madre di Dio,  degli apostoli, dei santi e nella Commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra

proclama la Pasqua del suo Signore.

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Domenica 2 gennaio 2022 – Seconda domenica dopo Natale

Riscoprire nella vita reale di essere figli amati

Ci ritroviamo di nuovo con questo Vangelo di Giovanni.  Dico: “di nuovo”, perché è il Vangelo che abbiamo letto il giorno di Natale, il 25 mattina; è lo stesso Vangelo, proprio perché sicuramente la Chiesa vuole che ci rimettiamo davanti a questo Mistero,  a riflettere. Così  come in questi giorni abbiamo sempre di nuovo riflettuto davanti all’immagine del presepe, davanti a questo Bambino, a sua madre, a suo padre.

Sì, oggi ci ritroviamo davanti a questo brano di Vangelo di Giovanni.  E sapete che, per cercare di capire come leggerlo – perché la ricchezza del Vangelo è talmente larga – siamo obbligati a guardare quali sono  le prime letture: la prima lettura ci fa capire come leggere questo Vangelo.

Come avete sentito, la prima lettura viene dal libro del Siracide e ci parla della sapienza, facendoci capire che quella sapienza,  annunciata dell’Antico Testamento,  è proprio Gesù Cristo. È lui la sapienza di Dio, è  lui la nostra verità.

E questa sapienza di Dio cosa ci dice? Cosa ci racconta? Ce lo dice san Paolo nella seconda lettura; e ce lo dirà anche il Vangelo di Giovanni. Paolo ci dice: “In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,  predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo”.

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Sabato 1 gennaio 2022 solennità di Maria santissima Madre di Dio

Una bontà che riempie di stupore

Ancora una  volta iniziamo l’anno ritrovandoci davanti al presepe: Maria, Giuseppe e il Bambino. E vediamo che la gente si stupisce nel sentir raccontare dai pastori quello che hanno visto. Come vi dicevo ieri sera, noi spesso non siamo più capaci di stupore, non ci stupiamo più all’annuncio del Vangelo. Non siamo più stupiti dalla presenza di questo Dio che si fa piccolo in mezzo a noi.

In questo inizio d’anno dovremmo riscoprire la nostra fede, facendoci stupire nuovamente da questo annuncio, che è  sempre nuovo e che portiamo dentro di noi. Maria, ci dice la Scrittura, medita nel suo cuore. Anche noi all’inizio di quest’anno, siamo chiamati a meditare le parole nel nostro cuore.

Meditare la Parola di Dio significa anche capire perché all’inizio di quest’anno nella prima lettura ci è  detto di benedire: siamo chiamati a dire il bene. Se infatti meditiamo la Scrittura,  ci ricordiamo che  nella Genesi, proprio all’inizio, ci è detto che la creazione era cosa buona. Pensavo a questa frase di Chesterton che dice:

Noi non sappiamo come andranno a finire le cose, ma sappiamo come sono incominciate. Dio ha creato il mondo e ha detto che era cosa buona.  Questo sigillo di bontà resta, nonostante tutte le cattiverie di cui l’uomo è stato, è  e sarà capace. Questa è la speranza radicata nel mondo.

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